BioidrogenoApprofondimento

Gassificazione della biomassa per idrogeno e bio-SNG: fasi del processo, sfide e TRL reale

La gassificazione della biomassa produce gas di sintesi, da cui si può separare idrogeno o ottenere bio-SNG. Descriviamo i reattori, la depurazione del gas, le rese, l’esempio di GoBiGas e la maturità della tecnologia.

Pubblicato 4 min di letturaRedazione FeedstockData

Altre versioni linguistiche: polski, English, Deutsch, español, français, Nederlands.

Pryzma czarnego biowęgla o porowatej strukturze – produkt pirolizy biomasy drzewnej stosowany m.in. jako dodatek do gleby.
Foto Oregon Department of Forestry / Wikimedia Commons, licenza CC BY 2.0, file di origine; modifiche: ritaglio

La gassificazione della biomassa è la trasformazione termochimica di materiale organico (legno, paglia, residui forestali e agricoli) in gas di sintesi con accesso limitato di ossidante, a una temperatura di norma da 700 a oltre 1000°C. Il gas di sintesi è costituito soprattutto da CO, H₂, CO₂ e CH₄ e può essere destinato alla produzione di idrogeno (dopo conversione del CO e depurazione), di metano sintetico (bio-SNG), di combustibili liquidi o di energia. La tecnologia è nota da decenni, ma la sua applicazione all’idrogeno da biomassa ha carattere dimostrativo: le principali barriere sono catrami, ceneri, scala, costi e affidabilità.

Fasi del processo

  1. Preparazione della biomassa: essiccazione, triturazione, bricchettatura o pellettizzazione. L’umidità influisce sul rendimento.
  2. Gassificazione: in un reattore a letto fisso, fluidizzato o a flusso trascinato; l’agente gassificante è aria, ossigeno, vapore acqueo o loro miscele.
  3. Depurazione del gas: rimozione di catrami, polveri, alcali, composti dello zolfo e del cloro, ammoniaca.
  4. Conversione del CO: CO + H₂O → CO₂ + H₂ aumenta la quota di idrogeno.
  5. Separazione dell’idrogeno: PSA o membrane, rimozione della CO₂.
  6. In alternativa – metanazione di CO e H₂ a CH₄ (bio-SNG), cioè biometano sintetico.

Tipi di reattori

Tipo Caratteristiche Applicazione
Letto fisso (equicorrente, controcorrente) semplice, piccolo, grandi quantità di catrami in controcorrente piccole scale, cogenerazione
Letto fluidizzato (bollente, circolante) buono scambio termico, flessibilità del combustibile scale medie e grandi
Flusso trascinato (entrained flow) temperatura molto elevata, pochi catrami, richiede combustibile finemente macinato grandi scale, combustibili preparati

La gassificazione con vapore acqueo in sistemi a due stadi (ad es. combustione e gassificazione separate) dà un gas con una quota maggiore di idrogeno e senza diluizione con azoto.

Resa di idrogeno

La resa teorica di idrogeno dalla biomassa dipende dalla composizione elementare e dal rendimento di conversione. In letteratura si riportano valori dell’ordine di alcune decine fino a oltre cento grammi di H₂ per chilogrammo di sostanza secca; nell’esempio seguente si assumono 100 g di H₂/kg di SS come ipotesi illustrativa. Da 1 tonnellata di biomassa secca si ottengono così 100 kg di H₂, e l’energia dell’idrogeno (LHV 33,3 kWh/kg) è di circa 3,3 MWh, mentre la biomassa con potere calorifico di 4,8 MWh/t di SS contiene 4,8 MWh – un rendimento energetico di circa il 69% (in condizioni ideali; in pratica inferiore, tenendo conto del consumo di energia propria). Per un impianto da 100 t di SS al giorno la produzione è di circa 10 t di H₂ al giorno. I numeri sono ipotesi.

Catrami e depurazione

I catrami (idrocarburi aromatici complessi) condensano a temperature più basse e ostruiscono tubazioni, scambiatori e motori. La loro rimozione avviene mediante cracking termico o catalitico, scrubber a olio o filtri. È uno degli elementi più costosi e difficili del sistema. Inoltre alcali e cloro provocano corrosione, mentre lo zolfo avvelena i catalizzatori negli stadi successivi.

Esempio dalla pratica: GoBiGas

A Göteborg (Svezia) ha operato l’impianto dimostrativo GoBiGas, che produceva bio-SNG da residui forestali con una potenza dell’ordine di 20 MW nel gas. Il primo stadio ha funzionato negli anni 2014–2018, dopodiché il progetto è stato chiuso soprattutto per ragioni economiche (prezzo basso del gas, costi elevati e assenza di meccanismi di sostegno su scala commerciale). L’esempio mostra che una produzione tecnicamente possibile da biomassa può non bastare a garantire la redditività.

Idrogeno da gassificazione e RED

L’idrogeno ottenuto da biomassa è soggetto alle norme sui combustibili da biomassa, compresi i criteri di sostenibilità (materie prime, riduzione delle emissioni di GHG). Se la biomassa è costituita da residui, l’impronta di carbonio può essere bassa e, con cattura e stoccaggio della CO₂ (BECCS), negativa. Per questo motivo la gassificazione è considerata una tecnologia di rimozione della CO₂, ma i costi e la regolamentazione richiedono ulteriori lavori.

Maturità tecnologica

La gassificazione per la produzione di energia elettrica e calore è applicata a molte scale (cogenerazione). La gassificazione per combustibili (idrogeno, SNG, combustibili liquidi) si trova a livello di dimostrazione e dei primi impianti, e la sua diffusione commerciale dipende dai prezzi dei combustibili, dalle politiche di sostegno e dalla disponibilità di biomassa. L’idrogeno da biomassa su scala industriale rimane un progetto di lungo periodo.

Biomassa e concorrenza tra gli usi

I residui agricoli e forestali hanno molti usi: fertilizzazione del suolo, mangimi, energia, digestione anaerobica. Nel valutare la gassificazione occorre stimare la disponibilità della materia prima entro il raggio di approvvigionamento e la concorrenza con altri utilizzatori. Anche la paglia in Polonia è una risorsa limitata a causa della necessità di mantenere la sostanza organica del suolo.

Conclusioni

La gassificazione della biomassa è una potenziale via verso l’idrogeno e il bio-SNG, ma oggi è una tecnologia dimostrativa, dipendente dal sostegno e dalla scala. Rispetto alla digestione anaerobica presenta requisiti più elevati per la depurazione del gas e un rischio tecnico maggiore.

Fonti

  1. IEA Bioenergy Task 33 — Gasification of Biomass and Waste
  2. IEA Bioenergy