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Miscelatori nella camera di digestione: tipologie, scelta e consumo energetico

Il mescolamento garantisce omogeneità, distribuzione dei sedimenti e della crosta superficiale. Confrontiamo miscelatori sommersi, centrali e a lungo asse, oltre ai criteri di scelta, consumo energetico e manutenzione.

Pubblicato 4 min di letturaRedazione FeedstockData

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Biogazownia rolnicza: stożkowe dachy zbiorników i kontenery agregatów w jasnym świetle dnia.
Foto Lienhard Schulz / Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0, file di origine; modifiche: ritaglio

Il mescolamento nella camera di digestione garantisce l’omogeneità della temperatura e della concentrazione dei substrati, il contatto tra i microrganismi e il nutrimento, previene la formazione di sedimenti e croste superficiali e facilita il rilascio del gas dal liquido. La scelta del miscelatore dipende dalla sostanza secca della sospensione, dalla forma del serbatoio e dalla modalità di esercizio; negli impianti di biogas agricoli si utilizzano più frequentemente miscelatori sommersi ad alta velocità, a lungo asse a bassa velocità e centrali a pale, mentre l’intensità viene regolata in modo temporizzato, non con funzionamento continuo.

Tipi di miscelatori

Tipo Caratteristiche Vantaggi Svantaggi
Sommersi ad alta velocità (a elica) motore nel serbatoio, elica sull’albero, montaggio su guida regolazione flessibile, buon flusso usura di cuscinetti e guarnizioni, manutenzione difficile, velocità elevate
A lungo asse a bassa velocità (paddle) motore esterno, albero lungo, pale di grandi dimensioni basse velocità, manutenzione del motore più semplice richiede fissaggio stabile e tenute dell’albero
Centrali albero verticale con pale o eliche mescolamento uniforme in serbatoi cilindrici richiede tetto portante, meno flessibili
Idraulici e pneumatici mescolamento tramite pompe o ricircolo del gas poche parti mobili nel serbatoio consumo energetico e rischio di intasamento, applicazione limitata

Criteri di scelta

  1. Sostanza secca della sospensione — maggiore è il contenuto, maggiore è la viscosità e la potenza richiesta; le sospensioni non newtoniane (assottigliate al taglio) si comportano diversamente a velocità di rotazione differenti.
  2. Geometria del serbatoio — diametro, altezza, forma del fondo.
  3. Tipo di substrati — paglia e letame aumentano il rischio di croste superficiali, pietre e sabbia quello di sedimenti.
  4. Modalità di esercizio — mescolamento continuo vs. intermittente.
  5. Disponibilità della manutenzione — possibilità di estrarre il miscelatore senza svuotare la camera (sommersi su guide) o sostituire le tenute dall’esterno.
  6. Costi energetici — potenza del motore e ore di funzionamento.

Consumo energetico

Per il mescolamento si assume generalmente una quota di alcuni punti percentuali della produzione propria di energia elettrica; i valori specifici dipendono dal sistema e dalla sostanza secca. Esempio semplificato: una camera con una potenza totale dei miscelatori di 30 kW funzionante per 12 ore al giorno consuma circa 360 kWh/d. In un impianto con potenza elettrica di 500 kW, la produzione giornaliera è di 12 000 kWh/d, quindi il mescolamento rappresenta circa il 3% (ipotizzando il funzionamento a piena potenza). Riducendo il tempo di funzionamento a 8 ore, il valore scende a circa il 2%. Questi valori sono illustrativi; misuri il proprio consumo con i contatori.

Mescolamento intermittente

Studi e pratica indicano che non sempre è necessario un mescolamento continuo; con intervalli opportunamente scelti è possibile ridurre il consumo energetico senza compromettere le prestazioni. Gli intervalli vengono scelti empiricamente, osservando la temperatura, i sedimenti, le croste superficiali e la produzione di gas. Intervalli più lunghi aumentano il rischio di stratificazione e di incrostazione della crosta, mentre il mescolamento subito dopo il dosaggio aiuta a distribuire il substrato.

Problemi tipici

Sintomo Possibile causa Azione
Crosta superficiale mescolamento insufficiente, paglia, fibre modifica dell’impostazione o del tempo di funzionamento, frantumazione
Sedimenti sul fondo sabbia, pietre, carbonati precipitati decantazione, pulizia, rimozione della sabbia prima del dosaggio
Stratificazione della temperatura miscelatori posizionati in modo errato correzione dell’impostazione
Schiuma mescolamento eccessivo a basso livello modifica della modalità
Guasto delle tenute usura, mancanza di lubrificazione manutenzione, ricambi

Manutenzione

  • controllo delle tenute, cuscinetti e lubrificazione secondo le istruzioni tecniche,
  • misurazione della corrente e delle vibrazioni,
  • piano di sostituzione del miscelatore durante il funzionamento senza svuotare la camera (costruzione sommergibile) o procedura adeguata di spegnimento della camera,
  • scorta di ricambi e contratto di manutenzione,
  • sicurezza: il lavoro presso aperture di ispezione in zona a rischio di esplosione richiede strumenti e procedure adeguati.

Un mescolamento ben scelto è un fattore silenzioso di stabilità dell’impianto: la sua trascuratezza si manifesta solo dopo mesi con la riduzione del volume attivo e l’aumento dei costi di pulizia della camera.

Misurazione dell’efficacia del mescolamento

L’efficacia del mescolamento non si verifica solo in base al consumo energetico. Gli indicatori sono: uniformità della temperatura in più punti della camera (differenza inferiore a 1–2 °C), assenza di crosta superficiale persistente, livello costante dei sedimenti durante le successive ispezioni, omogeneità dei campioni prelevati a diverse altezze (sostanza secca, pH, acidi grassi volatili). Alcuni impianti eseguono test con coloranti o sali come traccianti per valutare il tempo di mescolamento; ciò ha senso principalmente in caso di ammodernamenti.

Sostituzione o ammodernamento

Prima di acquistare un nuovo miscelatore, verifichi se il problema riguarda l’apparecchiatura, il metodo di dosaggio (ad esempio, il substrato versato in una zona morta) o la mancanza di rimozione della sabbia. L’ammodernamento del sistema (aggiunta di un miscelatore, modifica dell’angolo, cambio della modalità di funzionamento) può essere più economico della sostituzione dell’intero set e offrire un miglioramento comparabile.

Mescolamento e sostanza secca — suggerimento pratico

All’aumentare della sostanza secca, la viscosità della sospensione cresce in modo non lineare, quindi la stessa potenza dei miscelatori produce un raggio d’azione del flusso sempre più ridotto. Quando si aumenta la quota di substrati secchi (insilato, letame), verifichi se i miscelatori mantengono un raggio d’azione sufficiente; spesso è sufficiente modificare l’angolo di impostazione o aumentare il tempo di funzionamento, prima di dover aggiungere ulteriori dispositivi.

Fonti

  1. FNR — Fachagentur Nachwachsende Rohstoffe
  2. KTBL — Kuratorium für Technik und Bauwesen in der Landwirtschaft