Certificazione del biometano sostenibile: ISCC, REDcert, bilancio di massa e mercati volontari
Perché il biometano sia riconosciuto come sostenibile deve essere certificato in un sistema riconosciuto, ad es. ISCC o REDcert, con bilancio di massa e verifica delle emissioni GHG. Descriviamo il percorso, i documenti e i mercati volontari.
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Affinché il biometano possa essere computato negli obiettivi rinnovabili dell'UE o venduto come combustibile sostenibile, il produttore e l'intera catena di approvvigionamento devono essere certificati in un sistema riconosciuto dalla Commissione europea: in pratica, il più delle volte ISCC EU o REDcert-EU. La certificazione attesta che le materie prime soddisfano i criteri della direttiva RED, che l'impianto raggiunge la riduzione di emissioni GHG richiesta e che i quantitativi sono tracciati in ogni fase mediante il bilancio di massa. L'audit è condotto da un organismo di certificazione indipendente, di norma ogni anno.
Che cosa comprende la certificazione
- Materie prime: conferma che la biomassa proviene da fonti ammesse (rifiuti, residui, colture conformi ai criteri sull'uso del suolo), con i documenti e le dichiarazioni dei fornitori.
- Emissioni GHG: calcolo o adozione di valori standard e confronto con il combustibile fossile di riferimento.
- Bilancio di massa: registro di ingressi e uscite che consente di attribuire le caratteristiche di sostenibilità del lotto di materia prima al lotto di prodotto.
- Controllo della catena: ogni operatore che detiene un titolo fisico o giuridico sulla materia prima o sul prodotto dovrebbe avere un certificato o rientrare in un certificato di gruppo.
- Documentazione: dichiarazioni di sostenibilità, prove di vendita, registro delle rettifiche.
Percorso di certificazione
| Fase | Descrizione |
|---|---|
| Scelta del sistema | ISCC EU, REDcert-EU o altro sistema volontario riconosciuto |
| Registrazione | notifica dell'impianto e del punto di raccolta (se applicabile) |
| Preparazione | introduzione delle procedure, formazione del personale, registrazioni |
| Audit iniziale | valutazione della conformità dell'impianto condotta dall'organismo di certificazione |
| Rilascio del certificato | di norma per un anno |
| Audit di sorveglianza | annuali |
| Comunicazione | inserimento dei lotti nel registro, emissione delle dichiarazioni |
Il costo dipende dalle dimensioni dell'impianto, dal numero di fornitori di substrati e dall'ampiezza della catena; comprende le quote di sistema e di audit.
Bilancio di massa
Il metodo del bilancio di massa consente di mescolare lotti con caratteristiche diverse in un unico serbatoio o in una rete, a condizione che i quantitativi in uscita corrispondano a quelli in ingresso tenendo conto dei coefficienti. Nel gas di rete il bilancio di massa permette di attribuire la caratteristica di sostenibilità al biometano immesso in un punto e prelevato in un altro, senza distinguere fisicamente le molecole. È la base del commercio transfrontaliero di biometano nell'UE, purché lo riconoscano i sistemi e i registri nazionali.
Mercati volontari
Oltre agli obblighi di legge esistono sistemi volontari in cui gli acquirenti vogliono confermare la «verde» natura del gas, ad es.:
- ISCC PLUS: schema al di fuori dei mercati regolamentati dell'UE, utilizzato tra l'altro nell'industria chimica;
- registri nazionali del biogas, come il registro tedesco del biogas gestito da dena o i certificati olandesi Vertogas;
- il registro europeo dei gas rinnovabili ERGaR.
Questi sistemi hanno regole proprie su criteri e verifica; per il cliente è importante sapere quale standard sia stato rispettato, perché da esso dipende se il gas possa essere computato negli obiettivi regolatori.
Certificato e garanzia di origine
Il certificato di sostenibilità attesta che il biometano soddisfa i criteri della RED (materie prime, GHG) e può contare ai fini degli obiettivi regolatori; la garanzia di origine attesta soltanto che una determinata quantità di energia proviene da fonti rinnovabili e serve a dichiarare il consumo presso l'acquirente. In pratica spesso sono richiesti entrambi i documenti, ma non sono intercambiabili.
Esempio di costo unitario
Supponiamo (a titolo illustrativo) che il costo annuo di certificazione e audit sia di 60.000 PLN e la produzione di 30 GWh. Costo per MWh: 60.000/30.000 = 2 PLN/MWh, ossia 0,02 PLN/m³ (con un potere calorifico del biometano di circa 10 kWh/m³). È una piccola parte del prezzo, ma l'assenza del certificato può privare il prodotto di diverse decine di punti percentuali del suo valore. Per questo il costo della certificazione è considerato un elemento indispensabile del business plan.
Rischi
- mancanza di documenti dai fornitori di substrati,
- errori nel bilancio di massa,
- modifica dei requisiti del sistema,
- ritardo dell'audit,
- discrepanze tra dati di misura e dichiarazioni.
Scelta del sistema e dell'organismo di certificazione
Nella scelta del sistema verificare se è riconosciuto dalla Commissione europea per la propria applicazione (trasporti, calore, energia elettrica), se serve i propri fornitori e acquirenti e quali sono costi e tempi. L'organismo di certificazione si sceglie dall'elenco di quelli autorizzati dal sistema; conviene confrontare le offerte, l'esperienza nel biogas e la disponibilità nel Paese. Chiedere l'ambito dell'audit, i documenti richiesti e un cronoprogramma di esempio, per evitare sorprese. Un buon passo è il pre-audit, che rivela le lacune della documentazione prima dell'inizio della vera certificazione.
Riepilogo
La certificazione è la condizione perché il biometano sia riconosciuto come combustibile sostenibile e la base del suo valore commerciale. Conviene introdurre il sistema di registrazione dal primo giorno di funzionamento dell'impianto e collaborare con l'organismo di certificazione già in fase di preparazione.





