Emissioni e climaGuida

Valori di default ed effettivi delle emissioni nella RED II: quando conviene calcolare le proprie

La direttiva RED II consente di usare i valori tipici e di default degli allegati oppure di calcolare le emissioni effettive. Spieghiamo le differenze, gli scenari del digestato e della combustione dell’off-gas e la convenienza dei calcoli propri.

Pubblicato Aggiornato 4 min di letturaRedazione FeedstockData

Altre versioni linguistiche: polski, English, Deutsch, español, français, Nederlands.

Nowoczesna szklano-stalowa architektura instytucji europejskich w Brukseli o zmierzchu, ludzie jako małe sylwetki.
Illustrazione: FeedstockData (IA, Google Gemini)

Nella direttiva RED II le emissioni di GHG del biometano si possono dimostrare in tre modi: adottando i valori di default degli allegati, calcolando le emissioni effettive sulla base dei dati dell’impianto oppure combinando i due approcci con i cosiddetti valori disaggregati (per le singole fasi della filiera). I valori di default sono prudenziali, cioè più alti di quelli tipici, per motivare i produttori a eseguire calcoli più accurati. Per questo un impianto di biogas ben gestito trae spesso vantaggio dai calcoli effettivi, a condizione di sostenere il costo delle misurazioni e dell’audit.

Tre livelli di accuratezza

Approccio Che cosa significa Vantaggi Svantaggi
Valore di default valore già pronto dell’allegato per la data filiera semplice, senza misurazioni emissioni di norma più alte
Valore effettivo calcolo completo dai dati dell’impianto il più accurato, potenzialmente il più basso richiede dati, costi di audit
Valore disaggregato default per una parte delle fasi, effettivi per altre compromesso richiede la separazione dei dati

Negli allegati i valori disaggregati sono indicati per le componenti e_ec, e_p, e_td, quindi si può ad es. usare il valore di default per il trasporto e calcolare le emissioni effettive della trasformazione.

Da che cosa dipende il valore di default per il biogas

Gli allegati della RED II distinguono le filiere del biogas e del biometano in base a:

  • tipo di materia prima: liquame umido, letame, insilato di mais (pianta intera), rifiuti organici;
  • modalità di gestione del digestato: serbatoio aperto o chiuso (i cosiddetti «open digestate» e «closed digestate»);
  • gestione dell’off-gas: se il gas di scarto dell’upgrading è bruciato o rilasciato nell’atmosfera;
  • forma del biometano: biogas depurato in forma compressa o in rete.

Le differenze tra la variante «digestato aperto, senza combustione dell’off-gas» e «digestato chiuso, con postcombustione» possono arrivare ad alcune decine di gCO₂e/MJ. I valori esatti vanno letti nella versione attuale degli allegati; nel testo non li ripetiamo, per non indurre in errore.

Quando conviene calcolare le proprie emissioni

Il calcolo decisionale si può costruire in modo semplice. Supponiamo (a titolo illustrativo) che il valore di default dia E_def = 45 gCO₂e/MJ e il calcolo effettivo con digestato chiuso e postcombustione E_eff = 25 gCO₂e/MJ. Una produzione annua di 30 GWh equivale a 30.000 MWh × 3600 MJ/MWh = 108 milioni di MJ. Differenza di emissioni: 20 gCO₂e/MJ × 108 milioni di MJ = 2160 t di CO₂e all’anno. Se il mercato attribuisce un valore alla riduzione delle emissioni (ad es. nell’ambito di premi per i combustibili a basse emissioni o del valore dei certificati), la riduzione aggiuntiva ha un valore monetario reale. Se tale valore è ad es. di 100 PLN/t di CO₂e (ipotesi), il beneficio è di 216.000 PLN all’anno, a fronte di un costo di audit e misurazioni dell’ordine di alcune decine di migliaia di PLN. I numeri sono ipotetici; è importante lo schema.

Dati necessari per i calcoli effettivi

  1. Quantità e tipi di substrati (registrazione delle forniture, bilancio di massa).
  2. Fattori di emissione della coltivazione o della raccolta (per le colture – dati delle aziende agricole, per i rifiuti – di norma zero).
  3. Consumo di energia elettrica e termica e relativa fonte.
  4. Perdita di metano nell’upgrading e modalità di trattamento dell’off-gas.
  5. Tipo di stoccaggio del digestato ed eventuale recupero di biogas dallo stoccaggio.
  6. Trasporto dei substrati e del prodotto.
  7. Documentazione delle misurazioni (contatori, analisi, calibrazioni).

Il ruolo degli organismi di certificazione

I valori effettivi sono verificati da un auditor indipendente nell’ambito di un sistema volontario riconosciuto dalla Commissione europea (ad es. ISCC). La verifica riguarda la coerenza dei dati, l’attendibilità delle fonti e la conformità dei calcoli alla metodologia. Le misurazioni eseguite autonomamente dal produttore sono riconosciute se soddisfano i requisiti del sistema; in caso di dubbi l’auditor può richiedere indagini aggiuntive.

Esempio di scenari tecnici

Le decisioni tecniche che incidono sul risultato sono tra l’altro: la copertura o l’equipaggiamento del serbatoio del digestato con recupero del gas, la postcombustione dell’off-gas dell’upgrading in un sistema con recupero di calore, l’alimentazione dell’impianto con energia da fonti proprie e l’accorciamento dei percorsi di trasporto dei substrati. Ciascuna di queste decisioni riduce una delle componenti e_p o e_td e ciò si vede nei calcoli effettivi, mentre non si vede nei valori di default. Pertanto gli investimenti in tenuta e postcombustione possono ripagarsi non solo con la tutela dell’ambiente, ma anche con un valore più alto del prodotto.

Errore frequente

Supporre che una bassa impronta di carbonio derivi esclusivamente dalla materia prima. In realtà due impianti che utilizzano lo stesso liquame possono differire di alcune decine di gCO₂e/MJ per il modo di gestire il digestato e per la perdita di metano.

Conclusioni

L’uso dei valori di default è il più semplice, ma spesso il più costoso in termini di benefici persi. Se l’impianto ha un digestato chiuso, una bassa perdita di metano e una buona documentazione, il calcolo delle emissioni effettive di norma conviene. Curi i dati fin dal primo giorno di funzionamento.

Fonti

  1. Dyrektywa (UE) 2018/2001 (RED II) — EUR-Lex
  2. ISCC — International Sustainability and Carbon Certification