Emissioni e climaGuida
Bilancio GHG del biometano secondo la RED II passo dopo passo: formula, componenti e soglie di riduzione
Come si calcolano le emissioni di GHG del biometano nella direttiva RED II: la formula E = eec + el + ep + etd + eu − esca − eccs − eccr, i componenti, il combustibile fossile di riferimento di 94 g CO₂e/MJ e le soglie di riduzione richieste.
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Le emissioni di gas serra del biometano si calcolano secondo la metodologia della direttiva RED II (direttiva (UE) 2018/2001), sommando le emissioni in tutte le fasi della filiera: coltivazione o raccolta della materia prima, trasformazione, trasporto, distribuzione e uso, e detraendo poi i bonus. Il risultato si esprime in grammi di CO₂ equivalente per megajoule di energia del combustibile (gCO₂e/MJ) e si confronta con il combustibile fossile di riferimento – 94 gCO₂e/MJ per i combustibili per i trasporti. Il biometano può essere computato negli obiettivi per le rinnovabili se la riduzione rispetto a tale valore raggiunge la soglia richiesta.
Formula
Nella metodologia RED le emissioni totali del combustibile sono:
E = e_ec + e_l + e_p + e_td + e_u − e_sca − e_ccs − e_ccr
| Simbolo | Significato |
|---|---|
| e_ec | emissioni da raccolta o coltivazione della materia prima |
| e_l | emissioni da cambiamenti di destinazione d’uso del suolo (in pratica per rifiuti e residui di norma pari a zero) |
| e_p | emissioni da trasformazione (digestione, upgrading, comprese le perdite di metano) |
| e_td | emissioni da trasporto e distribuzione |
| e_u | emissioni dall’uso del combustibile (per i combustibili da biomassa di norma zero, perché la CO₂ è biogenica) |
| e_sca | riduzione grazie all’accumulo di carbonio nel suolo |
| e_ccs, e_ccr | riduzioni legate alla cattura, allo stoccaggio e all’impiego della CO₂ |
La riduzione delle emissioni rispetto al combustibile fossile si calcola come (EF − E)/EF, dove EF sono le emissioni del combustibile di riferimento. Per i combustibili per i trasporti EF = 94 gCO₂e/MJ; per il calore e l’energia elettrica valgono altri valori di riferimento.
Soglie di riduzione
In forma semplificata:
- biocarburanti e biogas nei trasporti da impianti avviati dal 1º gennaio 2021 – riduzione di almeno il 65%;
- combustibili da biomassa nella produzione elettrica, nel riscaldamento e nel raffrescamento – 70% per gli impianti avviati dal 2021, 80% per gli impianti avviati dal 2026 (i valori riguardano i criteri per il sostegno e per il computo negli obiettivi).
Le soglie dettagliate, le date limite e le eccezioni vanno lette direttamente nella direttiva e nella normativa nazionale di recepimento.
Che cosa compone le emissioni del biometano
- Materia prima. Rifiuti e residui (liquame, rifiuti alimentari) hanno di norma emissioni nulle o molto basse da raccolta; le colture energetiche apportano emissioni da concimazione, macchinari e cambiamenti di destinazione d’uso del suolo.
- Digestione. Emissioni dal consumo di energia e dalle fughe di metano, soprattutto dai serbatoi aperti del digestato.
- Upgrading. Consumo di energia e perdita di metano (methane slip).
- Trasporto. Consegna della materia prima all’impianto di biogas e del gas all’utilizzatore.
- Bonus. Per il liquame e per alcune pratiche agricole o per la cattura della CO₂.
Valori di default e valori effettivi
Gli allegati alla direttiva contengono valori tipici e di default per determinate filiere (ad es. biogas da liquame, rifiuti, mais), differenziati tra l’altro secondo il tipo di digestato (aperto o chiuso) e le modalità di gestione dell’off-gas. I valori di default sono prudenziali (di norma peggiori di quelli tipici), quindi gli impianti ben gestiti ottengono spesso un risultato migliore con i calcoli effettivi, che richiedono dati e un audit di certificazione. La scelta dell’approccio dipende dal guadagno derivante da una riduzione maggiore e dal costo della verifica.
Esempio di calcolo (illustrativo)
Ipotesi: biometano da una miscela di rifiuti; emissioni e_ec = 0 (rifiuti), e_p = 18 gCO₂e/MJ, e_td = 3, e_u = 0, nessun bonus. E = 21 gCO₂e/MJ. Riduzione: (94 − 21)/94 ≈ 77,7%, al di sopra della soglia del 65%. Se la perdita di metano nell’upgrading aumentasse e e_p salisse a 40 gCO₂e/MJ, il risultato sarebbe: E = 43; riduzione ≈ 54%, cioè al di sotto della soglia. Ciò mostra che la limitazione delle perdite di metano e delle emissioni dal digestato può decidere la conformità ai requisiti. I valori dell’esempio sono ipotetici, non derivano da misurazioni.
Certificazione
La verifica delle emissioni è effettuata da sistemi volontari nazionali o dell’UE (ad es. ISCC, REDcert) tramite organismi di certificazione indipendenti, che controllano i dati su materie prime, consumi di energia, perdite e catena di fornitura. Per il produttore ciò significa la necessità di tenere una registrazione: bilancio di massa, documenti di fornitura, risultati delle misurazioni e rendicontazioni.
Errori tipici nel calcolo
Gli errori più frequenti sono l’omissione delle emissioni dallo stoccaggio del digestato, l’assunzione di una perdita di metano troppo ottimistica senza conferma con misurazioni, la confusione delle unità (MJ di biometano e MJ di materia prima) e il considerare i valori di una filiera universali per un’altra. Occorre inoltre ricordare che il bilancio di massa in un impianto multi-substrato richiede l’assegnazione delle emissioni ai singoli flussi (allocazione), e una suddivisione non corretta può cambiare il risultato. Perciò i dati di input, quali quantità e tipi di substrati, consumo di energia e documentazione delle forniture, dovrebbero essere raccolti sistematicamente dal primo giorno di funzionamento dell’impianto.
Conclusioni
La metodologia RED fa sì che il valore del biometano sia legato alla sua impronta di carbonio: quanto più basse sono le emissioni di processo, tanto maggiore è il margine rispetto alla soglia e tanto più alto il valore commerciale. Conviene progettare l’impianto pensando alle emissioni: serbatoi del digestato a tenuta, bassa perdita di metano ed energia da fonti rinnovabili.





