Emissioni e climaEvento
La Cina pubblica il piano d'azione per il picco delle emissioni nel periodo 2026–2030. Obiettivo: riduzione del 17% dell'intensità di CO₂
Il Consiglio di Stato ha pubblicato il 9 luglio 2026 il piano d'azione per il picco delle emissioni nel periodo del 15° piano quinquennale: intensità di CO₂ inferiore del 17% rispetto al 2025 e 25% di energia da fonti non fossili.
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Il Consiglio di Stato della Cina ha pubblicato il 9 luglio 2026 un piano d'azione per il picco delle emissioni nel periodo del 15° piano quinquennale (2026–2030). Secondo la versione inglese pubblicata sul portale governativo, il documento prevede una riduzione delle emissioni di CO₂ per unità di PIL del 17% rispetto al livello del 2025 e il raggiungimento di una quota del 25% di energia da fonti non fossili nel consumo energetico entro il 2030.
Obiettivi di base
Il piano conferma i due pilastri della politica climatica cinese: il picco delle emissioni di CO₂ prima del 2030 e la neutralità carbonica prima del 2060. Gli indicatori intermedi includono la già citata riduzione del 17% dell'intensità delle emissioni e il 25% di energia da fonti non fossili. Nel testo ufficiale in inglese non sono stati trovati obiettivi numerici specifici per i rifiuti o la bioenergia.
Cosa manca nella versione inglese
I riassunti diffusi dai media esterni attribuivano al documento elementi aggiuntivi, come la costruzione di circa 100 parchi industriali nazionali a zero emissioni e 500 fabbriche a zero emissioni, nonché l'estensione dell'ETS ai settori della petrolchimica e dell'industria chimica. Nel testo inglese pubblicato, il piano invita ad accelerare la costruzione di "zero-carbon parks and zero-carbon factories", ma senza indicare numeri specifici (100 e 500), mentre non si fa menzione dell'estensione dell'ETS a settori specifici. Il piano non cita inoltre idrogeno, metano, biogas o rifiuti; fa riferimento all'"utilizzo dell'economia circolare per la riduzione delle emissioni" e al "perfezionamento dei meccanismi di prezzo e di mercato", senza fornire dati numerici.
Implicazioni per il settore
Il piano include, tra l'altro, l'adeguamento della struttura energetica, lo sviluppo industriale verde e a basse emissioni, la trasformazione dei settori chiave (edilizia, istituzioni pubbliche, trasporti), il potenziamento degli assorbitori ecosistemici di carbonio e gli strumenti di politica. Annuncia uno "sviluppo vigoroso" delle energie non fossili e la "sostituzione pulita" del consumo di carbone. Poiché bioenergia, rifiuti e metano non sono menzionati nel testo inglese, non è possibile stabilire su questa base se e come verranno considerati nei piani settoriali.
Collegamento con i documenti precedenti
Il piano esecutivo fa riferimento al 15° piano quinquennale, approvato il 12 marzo 2026, in cui era già stato indicato l'obiettivo di riduzione del 17% dell'intensità carbonica. Il modello climatico cinese rimane quindi basato su obiettivi di intensità nel periodo quinquennale, integrati da un obiettivo per il 2035 (riduzione delle emissioni nette del 7–10% rispetto al picco, annunciata da Xi Jinping nel 2025).
Cosa significa per la Polonia/l'Europa
Per l'UE è rilevante che la Cina confermi l'obiettivo del picco delle emissioni prima del 2030 e della neutralità carbonica prima del 2060. Il documento non contiene obiettivi settoriali per il biogas o l'idrogeno.





