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L'ETS cinese includerà acciaio, cemento e alluminio. La copertura delle emissioni salirà a circa il 60%

A marzo 2025 la Cina ha formalmente esteso il proprio ETS nazionale all'industria siderurgica, del cemento e dell'alluminio elettrolitico. Sono stati aggiunti circa 1500 soggetti e circa 3 miliardi di tonnellate di CO₂e di emissioni.

Pubblicato 2 min di letturaRedazione FeedstockData

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Linie wysokiego napięcia i stacja elektroenergetyczna o wschodzie słońca, w oddali biogazownia we mgle.
Illustrazione: FeedstockData (IA, Google Gemini)

A marzo 2025, la Cina ha formalmente esteso il proprio sistema nazionale di scambio delle quote di emissione a tre settori industriali: la produzione di acciaio, cemento e alluminio elettrolitico. Di conseguenza, l'ETS coprirà circa il 60% delle emissioni nazionali, rispetto al precedente 40% del solo settore energetico. Le fonti riportano date diverse: ICAP indica che il Ministero dell'Ecologia e dell'Ambiente (MEE) ha pubblicato il piano il 20 marzo (approvato dal Consiglio di Stato a metà marzo), mentre Latham & Watkins riferisce che il MEE lo ha emesso il 26 marzo 2025.

Il percorso verso l'estensione

Il progetto di estensione del MEE è stato sottoposto a consultazione pubblica nei primi giorni di settembre 2024; le consultazioni si sono concluse il 19 settembre 2024. Il sistema per il settore energetico è stato avviato a luglio 2021. Secondo OPIS, durante le consultazioni, il prezzo della quota CEA era di 89,98 yuan per tonnellata (circa 13 USD).

Ambito dell'estensione

Secondo ICAP e Latham & Watkins, entreranno nel sistema circa 1.500 nuovi soggetti, che emettono complessivamente circa 3 miliardi di tonnellate di CO₂e; dopo l'estensione, l'ETS coprirà circa 3.700 soggetti e circa 8 miliardi di tonnellate. La soglia di inclusione è fissata a 26.000 tonnellate di CO₂e annue. Acciaio e cemento sono inclusi solo per le emissioni di CO₂, mentre nelle fonderie di alluminio sono considerati anche CF₄ e C₂F₆. Le emissioni indirette (da energia elettrica acquistata) sono escluse. I soggetti che partecipavano in precedenza ai sistemi pilota regionali passano al sistema nazionale.

Modalità di assegnazione delle quote

Le quote per il 2024 sono assegnate gratuitamente, mentre per gli anni 2025-2026 l'assegnazione avviene secondo indicatori di intensità delle emissioni rispetto alla produzione, senza un limite rigido. La Fase 1 (2024-2026) serve a familiarizzare i partecipanti con il sistema e a migliorare la qualità dei dati. Secondo Latham & Watkins, a partire dal 2027 il MEE prevede una fase di precisazione con un limite alle emissioni totali, che limiterà il numero di quote assegnate; il piano non prevede aste. La prima scadenza di rendicontazione per i nuovi settori (emissioni del 2024) è fissata al 31 dicembre 2025.

Cosa cambia per i rifiuti e il biogas

Nelle fonti consultate non sono presenti informazioni sull'inclusione dei combustibili biogenici (ad esempio il biometano) come emissioni zero nei nuovi settori — un dettaglio da verificare negli atti esecutivi.

Cosa significa per la Polonia/l'Europa

L'estensione riguarda settori che competono con i produttori europei di acciaio, cemento e alluminio, ma il sistema rimane basato su indicatori di intensità, non su un limite assoluto. L'entità dell'effetto di mercato dipenderà dai prezzi delle quote in Cina e dall'inasprimento degli indicatori dopo il 2027.

Fonti

  1. ICAP — China officially expands national ETS to cement, steel and aluminum sectors
  2. Latham & Watkins — China expands its national carbon emission trading scheme to more industries (17.04.2025)
  3. OPIS — China to add cement, steel and electrolytic aluminum to ETS (10.09.2024)