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La Cina avvia il sistema nazionale di scambio delle quote di emissione. Inizialmente il settore energetico

Il 16 luglio 2021 è partito l'ETS nazionale cinese. Comprende oltre 2000 imprese energetiche e circa 4,5 miliardi di t CO₂ annue; secondo il ministero, è il più grande mercato di questo tipo al mondo.

Pubblicato Aggiornato 2 min di letturaRedazione FeedstockData

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Stanowisko analityka rynku energii: monitory z wykresami notowań na tle rozmytych świateł miasta o zmierzchu.
Illustrazione: FeedstockData (IA, Google Gemini)

Venerdì 16 luglio 2021 la Cina ha avviato le negoziazioni nel sistema nazionale di scambio delle quote di emissione (ETS). Il sistema ha inizialmente incluso il settore energetico — oltre 2000 imprese produttrici, le cui emissioni complessive ammontano a circa 4,5 miliardi di t di CO₂ all'anno. Secondo il Ministero dell'Ecologia e dell'Ambiente, il nuovo mercato supera il sistema europeo e diventa il più grande meccanismo di questo tipo al mondo.

Chi è incluso

Il governo riferisce che il mercato comprende "oltre 2000" imprese del settore energetico e circa 4,5 miliardi di t di CO₂ all'anno. Le prime notizie parlavano di circa 4 miliardi di t, mentre il numero esatto di partecipanti varia nelle fonti (si veda la nota di aggiornamento). In seguito, al sistema dovrebbero aggiungersi altri settori industriali: il ministero aveva annunciato sette ulteriori settori ad alta emissione, tra cui acciaio, chimica e cartario.

Primo giorno di negoziazione

Secondo i dati della Borsa Ambientale ed Energetica di Shanghai, nel primo giorno di negoziazione, il 16 luglio, sono state vendute circa 4,1 milioni di t di quote per un valore complessivo di circa 210 milioni di yuan. Il prezzo di apertura è stato di 48 yuan, il limite massimo giornaliero di 52,8 yuan, mentre il prezzo medio giornaliero è stato di 51,23 yuan (circa 7,90 USD) per tonnellata. Per confronto, il prezzo medio ponderato nei sistemi pilota degli ultimi anni era di circa 40 yuan.

Funzionamento del sistema

A differenza dell'ETS europeo, quello cinese si basa sull'assegnazione gratuita delle quote secondo benchmark produttivi (intensità delle emissioni), e non su un limite assoluto. Un'impresa che emette più del suo assegnamento deve acquistare le quote mancanti, mentre quella che emette meno può vendere l'eccedenza. In questo modo, il sistema migliora l'efficienza, ma non limita la somma assoluta delle emissioni.

Significato per il biogas e i rifiuti

All'avvio, il sistema ha incluso esclusivamente le imprese del settore energetico. I crediti derivanti da progetti di riduzione delle emissioni (inclusi quelli di metano) saranno oggetto di un meccanismo separato, i cui dettagli non vengono analizzati in questo articolo.

Cosa significa per la Polonia/l'Europa

L'ETS cinese influisce sul sistema europeo indirettamente — attraverso la discussione sulla competitività e il meccanismo CBAM. Per il settore del biogas, è un segnale che il prezzo delle emissioni sta diventando uno strumento sempre più globale di politica ambientale, sebbene i livelli dei prezzi nell'UE e in Cina possano differire significativamente.

Fonti

  1. Rada Państwa ChRL / China Daily — China launches world's largest carbon market (17.07.2021)
  2. ICAP — China National ETS
  3. China Services Info — China's carbon emission trading market to celebrate 1 year anniversary (20.07.2022) (aktualizacja)
  4. Rada Państwa ChRL — China expands carbon trading market to steel, cement, aluminum smelting sectors (27.03.2025) (aktualizacja)