Serbatoi e membraneAnalisi
Controllo dell’ermeticità dell’impianto di biogas senza prove rischiose
Come verificare l’ermeticità di serbatoi, membrane e condutture del biogas con metodi non invasivi: telecamera ottica per gas, rilevatori, bilancio del gas e osservazioni, senza prove con gas infiammabile.
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L’ermeticità di un impianto di biogas può essere controllata senza prove rischiose, combinando quattro fonti di informazione non invasive: osservazione e ispezione visiva, bilancio del gas, misurazione con rilevatore portatile e imaging con telecamera sensibile al metano. Questi metodi non richiedono l’aumento della pressione, l’apertura delle condutture o l’accesso ai serbatoi, pertanto non creano ulteriori rischi. Di seguito sono descritti il loro ambito, i limiti e il modo per costruire un programma coerente.
Perché evitare le «prove con il gas»
In passato, l’ermeticità veniva talvolta verificata con metodi che richiedevano la manipolazione di gas infiammabile o il sovraccarico delle apparecchiature, ad esempio aumentando la pressione oltre i valori operativi o aprendo giunzioni alla ricerca della fonte di odore. Tali azioni comportano il rischio di esplosione, danneggiamento della membrana o esposizione delle persone al biogas. Il biogas contiene CH₄, che forma con l’aria una miscela esplosiva in un intervallo limitato di concentrazioni, nonché CO₂ e H₂S, che sono pericolosi per la salute. Per questo motivo non si effettuano prove improvvisate e il controllo dell’ermeticità deve basarsi su procedure e strumenti dedicati. Le prove di pressione vengono eseguite al collaudo e dopo modifiche significative, secondo il progetto e le normative, in modo pianificato e da personale qualificato.
Metodo 1: ispezione visiva e uditiva
Un’ispezione di base, economica ed efficace, comprende:
- lo stato della membrana: pieghe, grinze, punti di usura, umidità e tracce di corrosione sui fissaggi;
- lo stato delle guarnizioni di flange, passaggi e valvole;
- tracce di condensa o gocce in punti insoliti;
- il comportamento della vegetazione o della brina vicino alle condutture (in caso di grosse perdite);
- il suono di sibilo in condizioni di silenzio, soprattutto presso le valvole di sovrapressione e vicino alle diramazioni in pressione.
I risultati vengono registrati su un elenco di ispezione. L’ispezione non rileva piccole perdite, ma indica aree a rischio elevato.
Metodo 2: bilancio del gas
Il bilancio confronta la quantità di gas prodotta, consumata e la variazione delle scorte in stoccaggio. Se la somma dei consumi (motore, caldaia, torcia, upgrading) e la variazione delle scorte non corrispondono alla produzione, la differenza può indicare una perdita o un errore di misurazione. Affinché il bilancio sia utile:
- tutti i misuratori di portata devono essere calibrati e corretti per temperatura, pressione e umidità;
- il livello di stoccaggio deve essere misurato in modo riproducibile;
- il confronto va effettuato su un lungo periodo, poiché le oscillazioni brevi introducono rumore.
Il bilancio non indica il punto della perdita, ma segnala che è opportuno effettuare un’ispezione più accurata. È anche uno strumento per monitorare l’efficacia delle riparazioni.
Metodo 3: rilevatore portatile
Un rilevatore di metano (basato, ad esempio, sull’assorbimento nell’infrarosso o su semiconduttori) consente di individuare il punto di perdita a una distanza di alcuni centimetri. Le pratiche di controllo includono:
- la verifica delle giunzioni, delle tenute degli alberi, delle valvole, dei drenaggi e delle flange in sequenza, secondo un elenco;
- la registrazione e il confronto dei valori rilevati con i criteri di classificazione delle perdite stabiliti nel programma;
- l’apparecchiatura deve essere certificata per l’uso in zone a rischio di esplosione, se utilizzata in tali aree;
- lo strumento richiede calibrazione e verifica prima dell’uso.
Il vento diluisce il gas e può falsare le letture, pertanto le misurazioni vanno effettuate vicino alla fonte e tenendo conto delle condizioni meteorologiche.
Metodo 4: imaging con telecamera sensibile al metano
Una telecamera per l’imaging ottico dei gas (OGI) consente di visualizzare una nube di metano in un’immagine a infrarossi. Il vantaggio è la possibilità di ispezionare rapidamente ampie superfici, come il tetto di un serbatoio con membrana o sistemi di condutture, da una distanza di sicurezza. I limiti sono il costo dell’apparecchiatura, la necessità di formazione dell’operatore e la sensibilità alle condizioni ambientali: vento, sfondo termico e temperatura. L’uso della telecamera richiede una valutazione del rischio per il luogo di lavoro, soprattutto nei serbatoi, dove vigono norme di protezione contro le cadute e i rischi legati ai gas. Le pratiche dei programmi di rilevamento e riparazione delle perdite sono trattate nel post LDAR nell’impianto di biogas].
Confronto dei metodi
| Metodo | Cosa rileva | Vantaggi | Limitazioni |
|---|---|---|---|
| Ispezione visiva e uditiva | grandi perdite, danni | economica, rapida | non rileva piccole perdite |
| Bilancio del gas | presenza di perdite | copre l’intero sistema | non indica la posizione |
| Rilevatore portatile | posizione e concentrazione | preciso, localizzante | lento, richiede accesso ravvicinato |
| Telecamera OGI | nubi di gas su ampie aree | rapida, da distanza | costo, formazione, condizioni meteorologiche |
I migliori risultati si ottengono combinando i metodi: il bilancio segnala il problema, la telecamera restringe l’area, il rilevatore localizza con precisione e l’ispezione visiva verifica lo stato delle guarnizioni.
Programma di controllo passo dopo passo
- Inventario dei punti – elenco di tutti gli elementi del sistema del gas: serbatoi, membrane, passaggi, valvole, flange, drenaggi.
- Pianificazione – frequenza dei controlli in base al rischio; i punti ad alto rischio vanno controllati più spesso.
- Criteri di classificazione – soglia di concentrazione o entità della perdita, oltre la quale è richiesta la riparazione e il relativo termine.
- Procedura di riparazione – chi, quando e come elimina la perdita, con misure di sicurezza per il funzionamento dell’impianto.
- Verifica – nuova misurazione dopo la riparazione e registrazione del risultato.
- Reportistica – registro delle perdite e andamento, utile anche per i requisiti di riduzione delle emissioni di metano (il regolamento 2024/1787 disciplina principalmente le emissioni di metano nel settore del petrolio, del gas naturale e del carbone; la sua applicazione al biogas è limitata e richiede una verifica nel testo dell’atto).
I lavori di riparazione sulle condutture contenenti gas non vanno eseguiti «al volo». Richiedono una procedura scritta, una valutazione del rischio, misure di protezione contro l’innesco e personale qualificato, secondo le istruzioni dell’impianto.
Errori tipici
- affidarsi all’odore come unico indicatore;
- mancanza di registrazioni, quindi assenza di trend;
- misurazioni in condizioni sfavorevoli (vento forte) senza correzioni;
- riparazioni senza verifica;
- trascurare le membrane, che richiedono un controllo regolare e specifico.
Le membrane come argomento a parte
I serbatoi con membrana gassosa richiedono regole proprie. La membrana lavora sotto carichi variabili (vento, neve, pressione) e i suoi danni spesso iniziano dai fissaggi e dai bordi. Oltre al controllo dell’ermeticità del gas, comprendono lo stato dei fissaggi, la tensione dei supporti, il drenaggio dello spazio tra le membrane e l’efficienza del ventilatore che mantiene la pressione nella membrana esterna. L’ispezione del tetto va eseguita secondo le norme di lavoro in quota e senza salire sulla membrana, a meno che non sia previsto dalle istruzioni. È utile confrontare i risultati del controllo con i dati meteorologici, poiché alcune perdite si verificano solo in determinate condizioni.
Cosa fare con i risultati
Un risultato del controllo ha senso solo se porta a un’azione. Ogni perdita rilevata viene registrata con localizzazione, data, metodo di rilevamento e valutazione dell’entità. I termini di riparazione vengono stabiliti in base alla classificazione: le perdite con la concentrazione più elevata o vicino a fonti di innesco hanno la priorità. Dopo la riparazione, viene effettuata una misurazione di controllo e il registro viene chiuso solo con un risultato positivo. Una volta all’anno, è utile analizzare il registro per individuare punti ricorrenti, poiché perdite ripetute nello stesso elemento indicano un errore di montaggio o una scelta inadeguata del materiale.
Fonti
Domande e risposte
L'odore del biogas basta a rilevare le perdite?
No. L'odore proviene soprattutto dall'H₂S e da altri componenti in tracce, non dal metano, e dipende dalla composizione del gas e dal vento. In caso di bassa concentrazione di H₂S o dopo la desolforazione la perdita può non essere percepibile, quindi servono strumenti di misura.
Per verificare la tenuta serve una prova di pressione?
Non sempre. Le prove di pressione si eseguono al collaudo e dopo modifiche sostanziali, secondo il progetto e le norme. Per il controllo corrente in esercizio sono più adatti metodi non invasivi, che non richiedono di fermare l'impianto né di aumentare la pressione.





