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Giappone: Green Innovation Fund da 2 bln di yen per le tecnologie della neutralità climatica
METI e NEDO hanno avviato il Green Innovation Fund del valore di 2 bln di yen, che sostiene, tra l'altro, l'idrogeno: fino a 300 mld di yen per la catena di approvvigionamento, 70 mld per l'elettrolisi e 193,5 mld per l'idrogeno nella siderurgia.
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Il Giappone ha avviato il Green Innovation Fund – un fondo con un valore iniziale di 2 bln di yen, destinato a sostenere lo sviluppo delle tecnologie necessarie per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Secondo CSIRO HyResource, il METI lo ha istituito in seguito alla dichiarazione dell'ottobre 2020 sull'obiettivo di neutralità carbonica entro il 2050. Il fondo è stato stabilito nel bilancio suppletivo e la sua gestione è stata affidata a NEDO (New Energy and Industrial Technology Development Organization).
Ruolo dell'idrogeno
L'idrogeno rappresenta una delle aree chiave del fondo. Secondo il database delle politiche dell'IEA, nell'ambito del Green Innovation Fund sono stati stanziati fondi per progetti sull'idrogeno: fino a 300 mld di yen per lo sviluppo di una grande catena di approvvigionamento dell'idrogeno e la creazione della domanda (tecnologie di trasporto e liquefazione, nonché dimostrazione della combustione dell'idrogeno), fino a 70 mld di yen per la produzione di idrogeno tramite elettrolisi dell'acqua con energia rinnovabile (oltre alle tecnologie di produzione, è prevista anche la dimostrazione delle tecnologie) e fino a 193,5 mld di yen per le possibilità di utilizzo dell'idrogeno nella siderurgia. Si tratta di stanziamenti massimi per le singole aree, non di somme già spese. La somma delle tre voci sull'idrogeno indicate dall'IEA ammonta a 563,5 mld di yen, ovvero circa il 28% del valore iniziale del fondo. Si tratta di una parte significativa del fondo, che comprende anche altre tecnologie necessarie per la neutralità climatica, non solo l'idrogeno. I fondi provengono dal bilancio suppletivo e l'operatore del fondo è NEDO.
E i gas rinnovabili?
Il fondo non è un programma dedicato al biogas, ma influisce indirettamente sul mercato: sostiene le catene di approvvigionamento dell'idrogeno e dei vettori energetici, come l'ammoniaca. Le aziende giapponesi del settore gas stanno sviluppando anche l'e-metano (metano sintetico prodotto da idrogeno e CO₂), come trattato in un articolo separato. Il rischio per gli impianti di biogas distribuiti consiste nel fatto che i fondi pubblici vengono destinati piuttosto a grandi progetti sull'idrogeno e sull'ammoniaca che a piccole installazioni.
Strumento
L'IEA classifica il programma come sovvenzioni per la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione (R&S), in vigore dal 2021, con portata nazionale.
Prospettive future
La scala del fondo dimostra che il Giappone punta su tecnologie rivoluzionarie e grandi catene di approvvigionamento, piuttosto che sull'implementazione graduale di soluzioni già mature.





