Diritto e normativaApprofondimento

Romania: certificati verdi per biogas e biomassa — come funziona il sistema di sostegno all’energia elettrica

Il sistema rumeno dei certificati verdi (legge 220/2008) incentiva l’energia elettrica da biomassa e biogas. Il corridoio di prezzo del certificato è di 29,4–35 euro e il sistema è chiuso ai nuovi partecipanti dal 2017.

Pubblicato 5 min di letturaRedazione FeedstockData

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Martwa natura z dokumentami strategicznymi na ciemnym biurku: oprawione raporty, pióro, okulary i filiżanka herbaty w świetle okna.
Illustrazione: FeedstockData (IA, Google Gemini)

La Romania non sostiene l’energia elettrica da biogas e biomassa solida con una tariffa fissa, ma attraverso certificati verdi: il produttore riceve un certificato (o più) per ogni MWh prodotto e immesso in rete, mentre i fornitori di energia sono obbligati ad acquistare una quota prestabilita di tali certificati. La base normativa è la legge 220/2008. Il sistema è stato chiuso ai nuovi partecipanti dopo il 31 dicembre 2016 e i certificati emessi dal 2017 sono validi fino alla fine del 2031.

Come funziona il sistema

Il produttore di energia da biomassa, bioliquidi o biogas può accedere al sistema solo se in possesso di attestazioni che certificano l’origine della materia prima. I certificati vengono emessi mensilmente dall’operatore della rete di trasmissione Transelectrica; secondo Kinstellar, i certificati emessi dopo il 1° gennaio 2017 sono validi fino al 31 dicembre 2031 (le normative precedenti ne limitavano la validità a 12 mesi). Le transazioni sono consentite solo tra produttori e fornitori, senza intermediari, e esclusivamente sui mercati centralizzati gestiti dall’operatore del mercato energetico (OPCOM).

I fornitori di energia hanno l’obbligo annuale di acquistare una quota di certificati. La legge originaria stabiliva tale quota su base annuale, mentre le modifiche del 2017 hanno sostituito la quota variabile con una fissa: il numero totale di certificati stimati fino al 2031 (compresi quelli sospesi negli anni 2013–2014) viene diviso per il numero di anni rimanenti, e la quota viene verificata ogni due anni.

Quanti certificati per MWh

Inizialmente, la legge assegnava alla biomassa da rifiuti biologici tre certificati per MWh, mentre al biogas da rifiuti e fanghi ne venivano assegnati due. Il decreto d’urgenza OUG 88/2011 ha modificato il numero di certificati. Secondo la sintesi di tali modifiche:

Fonte Certificati per 1 MWh
Biomassa da colture energetiche 3
Biomassa da rifiuti biologici 2 (precedentemente 3)
Biogas da digestione anaerobica di rifiuti e fanghi di depurazione 1 (precedentemente 2)
Eolico 2 fino al 2017, poi 1
Solare 6

Nel periodo di prova dell’impianto, ogni MWh prodotto e immesso in rete garantiva un certificato, indipendentemente dalla fonte.

Quanto vale un certificato

La decisione della Commissione Europea del 16 dicembre 2016 ha approvato le modifiche al sistema. Secondo quanto riportato dallo studio legale Kinstellar, il valore di mercato del certificato si colloca in un corridoio compreso tra 29,4 e 35 euro. La sanzione per il fornitore che non adempie alla quota è stata ridotta da 110 a 70 euro per certificato, mentre l’impatto del sistema sulla bolletta del consumatore è stato limitato a 11,1 euro/MWh.

A questi prezzi, un produttore che riceve due certificati per MWh ottiene dai certificati un ricavo aggiuntivo di 58,8–70 euro/MWh oltre al guadagno derivante dalla vendita dell’energia elettrica stessa; con un certificato, l’importo è di 29,4–35 euro/MWh. Il calcolo è teorico: dipende dalla categoria dell’impianto e dalla possibilità di vendere i certificati al prezzo del corridoio.

Congelamento dei nuovi partecipanti e certificati differiti

Fino al 31 dicembre 2016 il sistema era aperto ai nuovi beneficiari. Per alcune tecnologie è stato introdotto un differimento dei certificati: per l’eolico e l’idroelettrico, i certificati differiti dovranno essere restituiti in otto anni, dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2025, in rate mensili uguali; per il fotovoltaico, la sospensione delle transazioni è stata prorogata fino al 31 dicembre 2024, con la restituzione prevista tra il 2025 e il 2030. Queste regole non riguardano direttamente biomassa e biogas, ma dimostrano che il sistema rumeno è costoso e soggetto a continue correzioni.

Impatto sulle bollette dei consumatori

Il costo dei certificati è sostenuto in ultima istanza dai consumatori di energia, poiché i fornitori includono l’acquisto dei certificati nel prezzo dell’energia elettrica. Le modifiche approvate nel 2016 hanno limitato tale impatto a 11,1 euro/MWh, stabilendo un tetto massimo all’onere per i consumatori.

A chi è rivolto

  • Impianti di biogas e centrali a biomassa esistenti, entrati nel sistema entro il 2016 — ricevono certificati in base alla categoria dell’impianto.
  • Nuovi progetti — dopo il 2016 non possono accedere ai certificati verdi e devono fare affidamento su altre fonti di ricavo, inclusa la vendita di energia elettrica sul mercato.

Confronto con altri Paesi

A differenza della Germania, dove il produttore conosce l’entità del sostegno tramite offerta in asta (EEG 2021]), in Romania il ricavo derivante dai certificati dipende dal mercato dei certificati, seppur limitato da un corridoio di prezzo. Ciò riduce il rischio per l’investitore rispetto a un mercato completamente libero, ma non lo elimina.

Logica del corridoio di prezzo

Il limite inferiore (29,4 euro) protegge il produttore dal crollo del prezzo del certificato, qualora l’offerta superi la domanda derivante dalla quota. Il limite superiore (35 euro) tutela i consumatori, poiché sono loro a sostenere in ultima istanza il costo dei certificati nelle bollette, con un impatto limitato a 11,1 euro/MWh. La sanzione di 70 euro per certificato non acquistato è doppia rispetto al limite superiore del corridoio, pertanto per i fornitori è più conveniente acquistare i certificati che pagare la sanzione. I certificati hanno una validità limitata, quindi il produttore pianifica in pratica la loro vendita con anticipo.

Per gli impianti di biogas

Il ricavo di un impianto di biogas che tratta rifiuti o fanghi è composto da due elementi: la vendita di energia elettrica e i certificati (uno per MWh). Per la biomassa da colture energetiche, il numero di certificati è tre volte superiore rispetto a quello previsto per il biogas da rifiuti.

Fonti

  1. Kinstellar — Wind of change: European Commission approves amendments to Romanian green certificates support scheme
  2. Avocatnet — Modificări în privința numărului de certificate verzi
  3. IEA — Law on establishing the promotion system of energy production from renewable energy (Romania)