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Fukushima: inaugurato FH2R, uno dei più grandi elettrolizzatori alimentati da energie rinnovabili

Il 7 marzo 2020 a Namie (Fukushima) è stato inaugurato ufficialmente FH2R – un impianto da 10 MW che produce idrogeno da energia solare e dalla rete, fino a 1200 Nm³/h.

Pubblicato 2 min di letturaRedazione FeedstockData

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Kontenery elektrolizerów i magazyn wodoru w poziomych butlach obok biogazowni z zieloną kopułą, w miękkim świetle pochmurnego dnia.
Illustrazione: FeedstockData (IA, Google Gemini)

L'impianto giapponese Fukushima Hydrogen Energy Research Field (FH2R), situato a Namie nella prefettura di Fukushima, è stato ufficialmente inaugurato il 7 marzo 2020. Si tratta di un elettrolizzatore della classe 10 MW, in grado – operando a potenza nominale – di produrre fino a 1200 Nm³ di idrogeno all'ora. Al momento dell'inaugurazione, era descritto come uno dei più grandi impianti al mondo di questo tipo alimentati da energie rinnovabili.

Chi c'è dietro e come funziona

Il progetto è realizzato congiuntamente da NEDO (l'agenzia giapponese per lo sviluppo di nuove tecnologie energetiche e industriali), Toshiba Energy Systems & Solutions, Tohoku Electric Power e Iwatani. La costruzione è iniziata nel 2018 e, secondo NEDO, l'impianto è stato completato alla fine di febbraio 2020. Il sistema di elettrolisi alcalina è stato fornito da Asahi Kasei.

L'energia elettrica proviene da una fattoria fotovoltaica da 20 MW situata su un'area di circa 180.000 m² e, in modo complementare, dalla rete. Questo aspetto è rilevante: l'obiettivo non è solo la produzione di idrogeno, ma anche verificare come l'elettrolizzatore possa adattare il consumo di energia alla variabilità dell'offerta e della domanda nel sistema, fungendo da carico flessibile che "immagazzina" gli eccessi di energie rinnovabili sotto forma di idrogeno.

Perché proprio Fukushima

La scelta della localizzazione ha una dimensione simbolica e politica. La regione, dopo l'incidente della centrale nucleare del 2011, è diventata un laboratorio per progetti di ricostruzione basati su energie rinnovabili e idrogeno. L'idrogeno prodotto è destinato ad applicazioni mobili e industriali, e le esperienze derivanti dall'esercizio serviranno a scalare la tecnologia negli anni successivi.

Cosa significa per il settore del biogas

Per i lettori di Substraty.pl, FH2R rappresenta un punto di riferimento importante per due motivi. In primo luogo, mostra la scala in cui il Giappone testava l'idrogeno da elettrolisi già nel 2020 – e quindi il contesto in cui sono state successivamente sviluppate le strategie sull'idrogeno (si veda il prossimo articolo sulla strategia giapponese e la legge sull'idrogeno). In secondo luogo, l'idrogeno "verde" compete con l'idrogeno ottenuto da biogas e biometano (reforming a vapore con separazione della CO₂ o direttamente dal biogas), e la prevalenza di una soluzione rispetto all'altra dipende dalla disponibilità locale di materia prima, dal costo dell'energia elettrica e dall'infrastruttura. Nelle regioni agricole, come Hokkaido, l'idrogeno da biogas prodotto da liquame ha senso principalmente come soluzione locale – ne parliamo in un materiale separato su Shikaoi.

Vale la pena ricordare che 10 MW rappresentano ancora una scala dimostrativa. La vera prova sarà costituita dai risultati di un esercizio pluriennale e dal costo dell'idrogeno prodotto.

Fonti

  1. NEDO – komunikat o otwarciu FH2R
  2. Power Engineering – Japanese launch world's largest-class hydrogen production unit
  3. Asahi Kasei – informacja o systemie elektrolizy dla FH2R

Domande e risposte

FH2R è bioidrogeno?

Non in senso biologico: si tratta di idrogeno prodotto tramite elettrolisi dell’acqua alimentata da energia rinnovabile. La voce rientra nella categoria dell’idrogeno perché illustra come il Giappone stia costruendo la catena del valore dell’idrogeno, incluso quello che in futuro potrà essere integrato con idrogeno derivato dal biogas.

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