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Impianto di biogas urbano a Rybnik-Niewiadom: decisione ambientale confermata nonostante le proteste
Il Samorządowe Kolegium Odwoławcze di Katowice ha confermato la decisione ambientale per l'impianto di biogas urbano a Rybnik-Niewiadom, situato su una discarica riqualificata. L'associazione dei residenti ha protestato; la decisione può essere impugnata presso il WSA.
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Il Samorządowe Kolegium Odwoławcze di Katowice ha confermato la decisione sulle condizioni ambientali per l'impianto di biogas urbano a Rybnik, nel quartiere Niewiadom. La decisione è stata comunicata il 29 settembre 2026. L'investitore è il Centro per l'Energia Verde (CZE), società controllata dal Comune di Rybnik, nata dalla fusione tra Hossa e il Centro per l'Energia Verde della Sotto-regione Occidentale. La decisione ambientale è stata emessa il 7 maggio 2026 dal presidente di Racibórz, poiché l'investitore è un ente comunale di Rybnik.
La questione e gli argomenti
L'impianto di biogas sorgerà in via Sportowa, su un'area di una discarica mineraria riqualificata, accanto al Punto di Raccolta Differenziata dei Rifiuti Urbani. La materia prima sarà costituita da rifiuti, principalmente provenienti dal territorio di Rybnik; il biogas verrà bruciato in un'unità di cogenerazione (CHP). Non sono state fornite informazioni sulla potenza o sulla capacità produttiva dell'impianto. In precedenza, nell'ottobre 2025, i media avevano riportato i piani per la costruzione di un impianto di biogas urbano su una discarica riqualificata in Slesia.
Il ricorso è stato presentato dall'Associazione Niewiadom, attiva nel quartiere. Dopo alcuni mesi, il Collegio ha ritenuto che le norme relative alla qualità dell'aria, delle acque e dell'inquinamento acustico sarebbero state rispettate, respingendo le obiezioni, tra cui quella sul rischio di esplosione. La decisione del SKO è definitiva nel procedimento amministrativo, ma non è passata in giudicato: può essere impugnata presso il Tribunale Amministrativo Regionale, cosa che l'associazione non ha ancora annunciato esplicitamente. Dopo la messa in esercizio dell'impianto, l'investitore avrà l'obbligo di effettuare, entro due anni, un'analisi post-realizzazione che includa le acque sotterranee, l'aria e l'inquinamento acustico, con misurazioni degli odori di giorno e di notte presso gli edifici più vicini.
Perché è importante
I conflitti locali intorno agli impianti di biogas rappresentano una delle principali barriere allo sviluppo del settore. I residenti temono gli odori, il traffico di automezzi pesanti e i rischi per la sicurezza. Gli impianti di trattamento che trasformano i rifiuti organici urbani sorgono solitamente vicino alle agglomerazioni, pertanto il rischio di controversie è maggiore rispetto agli impianti di biogas agricoli. Una buona pratica consiste nella trasparenza, nel monitoraggio degli odori e nel coinvolgimento della comunità – da qui iniziative come il «Codice delle buone pratiche per il biogas e il biometano» del febbraio 2026.
Significato per il settore in Polonia
Rybnik rappresenta un esempio di investimento urbano nel trattamento dei rifiuti organici con il coinvolgimento dell'amministrazione locale, localizzato in un'area post-industriale – una scelta logica (disponibilità di terreno, infrastrutture, assenza di concorrenza per le aree agricole). Per altri comuni è rilevante che la decisione ambientale sia un documento da cui dipendono le fasi successive: permesso di costruzione, allacciamento e, nel caso dei programmi del NFOŚiGW, anche la condizione per richiedere sovvenzioni. I ritardi causati dai ricorsi prolungano il cronoprogramma di diversi mesi.
Aspetti da monitorare
È opportuno seguire se l'associazione presenterà ricorso al WSA e se l'investitore otterrà i finanziamenti (il programma di cogenerazione da biogas urbano è aperto fino al 30 novembre 2026). I risultati del monitoraggio degli odori dopo l'avvio saranno cruciali per l'accettazione sociale.





