Emissioni e climaAnalisi

Giappone: GX-ETS – scambio obbligatorio delle emissioni dall’anno fiscale 2026, corridoio dei prezzi 1.700–4.300 yen

Come funziona il GX-ETS giapponese: novella della legge GX del 28 maggio 2025, avvio del sistema obbligatorio il 1° aprile 2026, soglia di 100.000 t CO₂, assegnazione gratuita, corridoio dei prezzi e offset fino al 10%.

Pubblicato 4 min di letturaRedazione FeedstockData

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Illustrazione: FeedstockData (IA, Google Gemini)

Il sistema giapponese di scambio delle quote di emissione GX-ETS (Green Transformation Emissions Trading System) è un sistema obbligatorio di tipo cap-and-trade, simile all’ETS dell’Unione Europea. Secondo lo studio legale Anderson Mori & Tomotsune, la legge sulla promozione della trasformazione fluida verso un’economia a basse emissioni e orientata alla crescita (GX Promotion Act) è stata novellata il 28 maggio 2025 e il GX-ETS avrebbe dovuto avviarsi il 1° aprile 2026. Transatlantic Law conferma che il sistema ha iniziato la piena operatività il 1° aprile 2026, passando dalla lega volontaria GX League a un regime giuridicamente vincolante. L’anno fiscale 2026 è tuttavia un anno preparatorio: le aziende misurano e riportano le emissioni, mentre le autorità completano le regole del mercato. Lo scambio delle quote è previsto per l’autunno 2027.

Chi è interessato

La partecipazione è obbligatoria per i soggetti definiti Large Emitters, le cui emissioni dirette medie di CO₂ (Scope 1) negli ultimi tre anni ammontano ad almeno 100.000 t (art. 33 della legge novellata). Il governo stima che ciò riguarderà circa 300–400 aziende, tra cui Nippon Steel, Toyota Motor e JERA, responsabili di quasi il 60% delle emissioni di gas serra del Giappone. Transatlantic Law sottolinea che il sistema copre per ora solo le emissioni dirette, non quelle indirette (Scope 2) né quelle della catena di fornitura (Scope 3).

Assegnazione delle quote

Il Ministero dell’economia, del commercio e dell’industria assegna gratuitamente le quote ai Large Emitters, in conformità con una politica di assegnazione che tiene conto delle specificità dei settori (art. 34). Secondo AMT, vengono applicate due metodologie: benchmark settoriali (dove è necessario considerare le specificità dei settori ad alta intensità energetica) e il cosiddetto grandfathering, ovvero il riferimento alle emissioni storiche dell’azienda, ammesso laddove i benchmark siano difficili da stabilire. Nell’assegnazione si considerano le azioni di riduzione precedenti, il rischio di delocalizzazione della produzione (quote aggiuntive per i produttori di beni commerciabili), gli investimenti in R&S nel settore GX e le variazioni del livello di attività (correzione in una fascia del ±7,5%). I progetti di regolamenti attuativi e la politica di assegnazione sono stati pubblicati per la consultazione il 16 gennaio 2026.

Scambio e corridoio dei prezzi

Le quote possono essere scambiate sul mercato gestito dall’agenzia GX (GX Accelerating Agency, artt. 38, 77, 111). Le aziende che superano l’assegnazione devono acquistare quote o pagare una «tariffa di compensazione» per le quote non ammortizzate, calcolata come volume delle quote non ammortizzate × prezzo di riferimento massimo × 1,1 (art. 41). Il METI ha stabilito nel dicembre 2025 il corridoio dei prezzi per il primo anno del sistema: 1.700 yen (circa 11 USD) per tonnellata di CO₂ come limite inferiore e 4.300 yen (circa 27 USD) come limite superiore. Secondo Eco-Business, il limite superiore corrisponde al costo stimato del passaggio dal carbone al GNL nel settore energetico, mentre quello inferiore si basa sui prezzi storici dei J-Credits quotati sul mercato del carbonio della Tokyo Stock Exchange. A partire dall’anno fiscale 2027, entrambi i limiti aumenteranno annualmente del tasso di inflazione più 3 punti percentuali. Se i prezzi rimarranno a lungo al di sotto del limite inferiore, le autorità potranno ridurre il numero di quote in circolazione.

Registro delle quote e garanzie

Secondo AMT, la proprietà delle quote è stabilita in base alle registrazioni nel libro dei conti delle quote (art. 46), e il trasferimento ha effetto solo dopo la registrazione dell’aumento sul conto dell’acquirente (art. 51). L’acquirente in buona fede, che ha ricevuto le quote registrate, può acquisirle validamente, a meno che non abbia agito in mala fede o con negligenza grave (art. 54). La legge novellata non contiene attualmente una disposizione che vieti l’istituzione di pegni sulle quote. Transatlantic Law aggiunge che il sistema prevede sia un prezzo di riferimento massimo che un prezzo standard per le correzioni, fissati rispettivamente a 4.300 e 1.700 yen per tonnellata nell’anno fiscale 2026, con un meccanismo di adeguamento graduale negli anni successivi. Eco-Business sottolinea che le aziende con deficit di quote possono adempiere all’obbligo pagando il prezzo massimo, invece di acquistare permessi sul mercato.

Offset

I Large Emitters che superano l’assegnazione possono utilizzare crediti esterni – J-Credits e crediti del Joint Crediting Mechanism (JCM) – per coprire fino al 10% delle emissioni effettive di CO₂ (AMT, Transatlantic Law). Secondo un rapporto del gruppo di lavoro dell’Agenzia dei Servizi Finanziari del 20 giugno 2025, il mercato dei crediti di carbonio richiede, tra l’altro, la divulgazione delle informazioni e la prevenzione dei conflitti di interesse.

E il biogas?

La soglia di 100.000 t CO₂ annue fa sì che il sistema non includa direttamente i tipici impianti di biogas. Il loro ruolo potrebbe emergere come fonte di crediti o come metodo per ridurre il consumo di combustibili fossili negli stabilimenti soggetti all’ETS. Le regole dettagliate per il riconoscimento di tali crediti devono essere verificate nei documenti del METI.

Fonti

  1. Anderson Mori & Tomotsune – Recent Developments in Japanese/Global Climate Change/Carbon Credit Regulations (styczeń 2026)
  2. Eco-Business – Japan sets 2026 price band for carbon market to steer investment by big polluters (23.01.2026)
  3. Transatlantic Law – Japan's GX-ETS and global carbon market developments (30.09.2026)