Emissioni e climaApprofondimento
K-ETS: come funziona il sistema coreano di scambio di quote di emissione e cosa cambia nella fase 4 (2026–2030)
Il K-ETS è operativo dal 2015 e copre oltre il 77% delle emissioni del Paese. La fase 4 (2026–2030) aumenta la quota di quote vendute all’asta, soprattutto nel settore energetico: dal 15% nel 2026 al 50% nel 2030.
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Il sistema coreano di scambio di quote di emissione (K-ETS) è operativo dal 2015 ed è il primo sistema nazionale obbligatorio di questo tipo in Asia orientale. Attualmente è in corso la fase 4 (2026–2030), durante la quale aumenta la quota di quote vendute all’asta – in particolare nel settore energetico – dal 15% nel 2026 al 50% nel 2030.
Fasi del sistema
La fase 1 ha coperto gli anni 2015–2017, la fase 2 il periodo 2018–2020, la fase 3 il periodo 2021–2025 e la fase 4 il periodo 2026–2030. Secondo ICAP, nel 2023 il sistema copriva il 77,75% delle emissioni di gas serra della Corea e nel 2025 includeva 813 soggetti. I settori interessati sono: energia, industria, edilizia, rifiuti, trasporti, aviazione nazionale e navigazione (a partire dall’anno di conformità 2025).
Chi è soggetto al sistema
Al sistema sono soggette le imprese con emissioni annuali totali di almeno 125.000 t CO₂eq, con almeno un impianto che superi le 25.000 t. Ciò significa che i piccoli impianti di biogas agricolo di solito non sono inclusi, mentre i grandi impianti di trattamento dei rifiuti, gli inceneritori e le discariche possono esserlo.
Aste e prezzi
Le aste regolari sono iniziate nel 2019; nel 2025 è stato destinato alle aste il 3,33% del totale, mentre nella fase 4 circa l’11% (escluse le riserve). Nel settore energetico, la quota di aste aumenta dal 15% nel 2026 al 50% nel 2030, mentre negli altri settori rimane al 15%. Nel 2025, il prezzo medio d’asta è stato di 9956 won (6,99 USD), mentre sul mercato secondario di 9393 won (6,60 USD). Dall’avvio del sistema, i ricavi delle aste hanno raggiunto 1,55 bilioni di won, di cui 189,2 miliardi di won nel 2025.
Fase 4 in cifre
Il piano di allocazione approvato l’11 novembre 2025 prevede circa 2,1 miliardi di quote gratuite e circa 260 milioni di quote messe all’asta, oltre a 85 milioni nella riserva di stabilizzazione (K-MSR) e circa 89 milioni nella riserva per i nuovi entranti. Il limite complessivo per il periodo 2026–2030, secondo ICAP, è di 2,5373 miliardi di t CO₂eq. È stato introdotto un nuovo fattore lineare di riduzione, differenziato per il settore energetico e gli altri settori. I settori a rischio di rilocalizzazione delle emissioni (acciaio, metalli non ferrosi, petrolchimica, cemento, semiconduttori; circa il 95% delle emissioni industriali) mantengono il 100% delle assegnazioni gratuite. Il piano include anche obiettivi settoriali: energia, trasporti, edilizia e rifiuti dovranno ridurre le emissioni di oltre il 50% entro il 2035 rispetto al 2018, mentre il settore energetico dovrà ridurle del 69–75%.
Offset
Nelle fasi 3 e 4, gli offset sono limitati al 5% dell’obbligo del soggetto (nelle fasi 1 e 2 fino al 10%, di cui fino al 5% crediti internazionali). Nella fase 4 sono ammessi crediti nazionali da progetti avviati dopo dicembre 2016 e crediti internazionali conformi all’articolo 6 dell’Accordo di Parigi.
Cosa significa per i gas rinnovabili
- Metano dai rifiuti. Poiché il settore dei rifiuti è incluso e il sistema copre il metano, la riduzione delle emissioni ha valore per i soggetti soggetti al sistema.
- Biogas come fonte di energia rinnovabile. La produzione di energia da biogas riduce il consumo di combustibili fossili nel settore energetico, i cui costi delle quote stanno aumentando.
- Prezzo. Con un prezzo di circa 7 USD per quota, lo stimolo economico è significativamente inferiore rispetto all’ETS dell’UE, quindi il K-ETS da solo non finanzia gli impianti di biogas.
Confronto con l’UE
Il prezzo d’asta nel K-ETS (in media 9956 won, circa 7 USD nel 2025) è nettamente inferiore rispetto all’ETS dell’UE, ma la direzione è la stessa: una riduzione graduale del totale delle quote e un aumento della quota di aste.
Come funziona l’allocazione
Nella fase 4, le regole di allocazione sono state semplificate in due categorie: energia e altri settori. L’allocazione basata su benchmark è stata estesa ai semiconduttori, ai display e ai metalli non ferrosi, nonché al consumo di combustibili in tutti i settori, e il coefficiente di benchmark sarà progressivamente inasprito (dalla media ponderata del 37% migliore dei soggetti al 20% migliore). La riserva quantitativa di stabilizzazione K-MSR fa parte del limite complessivo e i suoi dettagli dovevano essere precisati nella prima metà del 2026, dopo le consultazioni pubbliche. I ricavi aggiuntivi delle aste sono destinati a sostenere la decarbonizzazione delle aziende.
Modifiche legislative nel 2025
ICAP segnala che le modifiche alla legge sul K-ETS, adottate nell’ottobre 2025, rafforzano la stabilità e la trasparenza del mercato, mentre il piano di allocazione di novembre 2025 aumenta la quota di aste e le misure di stabilizzazione del mercato. Dal 2021, alle aste possono partecipare intermediari finanziari nazionali e altri soggetti terzi.
Cosa significa per gli investitori nei gas rinnovabili
Poiché il sistema include i gas CO₂, CH₄, N₂O, HFC, PFC e SF₆, nonché il settore dei rifiuti, la riduzione del metano nei soggetti inclusi ha valore nell’ambito del K-ETS. Tuttavia, ai prezzi attuali, il sostegno al biogas si basa principalmente sulla legge sul biogas (voci separate), piuttosto che sul mercato delle quote.
Fonti
Domande e risposte
Il K-ETS riguarda i rifiuti e gli impianti di biogas?
L'ICAP include i rifiuti tra i settori coperti dal sistema. L'assoggettamento di un impianto specifico al K-ETS dipende dalle soglie di emissione (soggetto: almeno 125.000 t CO₂eq all'anno e almeno un impianto oltre 25.000 t).




