Il K-ETS riguarda i rifiuti e gli impianti di biogas?

L'ICAP include i rifiuti tra i settori coperti dal sistema. L'assoggettamento di un impianto specifico al K-ETS dipende dalle soglie di emissione (soggetto: almeno 125.000 t CO₂eq all'anno e almeno un impianto oltre 25.000 t).

Fonti: ICAP – Korea Emissions Trading System (K-ETS); ICAP – Korea approves Phase 4 K-ETS allocation plan 2026–2030; IEA – National Emissions Allowance Allocation Plan Phase 4 (2026–2030)

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La CO₂ della combustione del biometano è neutra per il clima?

Non sempre in modo automatico: le emissioni di CO₂ dalla combustione di biomassa sono considerate dalla normativa UE pari a zero nel luogo di utilizzo, ma solo se sono soddisfatti i criteri di sostenibilità, e la valutazione climatica riguarda l'intero ciclo di vita, compresi metano e N₂O di altre fasi.

Il carbonio contenuto nel biogas proviene da biomassa che ha assorbito CO₂ dall'atmosfera in tempi relativamente recenti, per cui la sua combustione non aggiunge «nuovo» carbonio fossile. Ciò non significa tuttavia impatto nullo: coltivazione, trasporto, stoccaggio del digestato, perdite di metano, liquefazione o cambio di destinazione d'uso del suolo possono generare emissioni. Per questo i regolamenti richiedono il calcolo dell'impronta di carbonio dell'intera filiera e la verifica tramite certificazione. Conclusione: il biometano da rifiuti e liquame è di norma vantaggioso, mentre quello da colture intensive richiede cautela.

Fonti: Dyrektywa (UE) 2023/2413 (RED III) — EUR-Lex; IPCC AR6, Working Group I

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Perché il biometano da liquame può avere un'impronta di carbonio negativa?

Il biometano da liquame può avere un'impronta di carbonio negativa, perché la digestione previene le emissioni di metano e N₂O che si produrrebbero con il normale stoccaggio del liquame, e la metodologia RED riconosce per questo un credito di emissione (−45 g CO₂eq/MJ di liquame).

Il liquame fresco stoccato in vasche aperte emette metano. Quando giunge a un impianto di biogas, tale metano viene catturato sotto forma di biogas e sostituisce il combustibile fossile, per cui si evitano entrambe le emissioni: quelle dello stoccaggio e quelle della combustione del gas naturale. La metodologia di calcolo delle emissioni della direttiva RED (allegato VI) lo considera come un bonus di 45 g CO₂eq per MJ di liquame, il che può portare a valori inferiori a zero per il gas da liquame. Il risultato dipende tuttavia dalla tenuta dello stoccaggio del digestato e dalle perdite di metano; è inoltre in corso una discussione sull'entità del credito.

Fonti: Dyrektywa (UE) 2018/2001 (RED II) — EUR-Lex; Dyrektywa (UE) 2023/2413 (RED III) — EUR-Lex

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Perché il metano è più pericoloso per il clima della CO₂?

Il metano è un gas serra molto più potente della CO₂: secondo l'IPCC AR6 ha, su un orizzonte di 100 anni, un potenziale di riscaldamento globale (GWP) dell'ordine di 27–30 e, su un orizzonte di 20 anni, di circa 80, ma si decompone nell'atmosfera nel giro di circa un decennio.

Ciò significa che 1 tonnellata di metano riscalda l'atmosfera quanto diverse decine di tonnellate di CO₂ in un dato periodo. La breve vita media fa sì che la riduzione delle emissioni di metano si traduca rapidamente in un rallentamento del riscaldamento, per cui è un elemento importante della politica climatica. Le fonti sono l'agricoltura (allevamento, liquame), le discariche e le perdite di combustibili fossili. Gli impianti di biogas riducono le emissioni di metano da deiezioni e rifiuti, a condizione di non avere essi stessi perdite eccessive. I valori esatti dipendono dalla metodologia e dalla versione del rapporto IPCC.

Fonti: IPCC AR6, Working Group I; IEA — Global Methane Tracker 2025

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