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Austria: quanto riceve il produttore di energia da biogas e biomassa? Panoramica su EAG, tariffe e aste
Il premio di mercato austriaco EAG riconosce ai produttori di biogas 29,02 ct/kWh e da biomassa tra 8,61 e 25,76 ct/kWh, per 20 anni. Analizziamo le tariffe, le aste e le variazioni dal 2022.
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Un produttore austriaco di energia da biogas riceve oggi un premio di mercato calcolato sul valore di riferimento pari a 29,02 ct/kWh per un nuovo impianto e 22,60 ct/kWh per uno esistente, mentre un produttore da biomassa riceve tra 8,61 e 25,76 ct/kWh, a seconda della categoria. Il sostegno è concesso per 20 anni dall’avvio, sulla base della legge sull’espansione delle fonti rinnovabili (EAG) del 2021 e del relativo regolamento sui premi di mercato.
Meccanismo: premio di mercato
Il produttore vende l’energia sul mercato e riceve un premio dall’istituzione statale di compensazione. Tale premio corrisponde alla differenza tra il valore di riferimento e il prezzo di mercato di riferimento; per biomassa e biogas, il riferimento è il prezzo medio di borsa del mese in questione, calcolato dal regolatore E-Control. Se la differenza risulta negativa, il premio è pari a zero — il produttore non restituisce l’eccedenza. Il contributo viene erogato mensilmente in base alla quantità di energia immessa in rete.
Il valore di riferimento viene determinato in due modi:
- asta — una delle opzioni per nuovi impianti e impianti oggetto di revamping alimentati a biomassa; l’offerta rappresenta il valore di riferimento, entro un limite;
- regolamento — per il biogas, per i premi successivi (ulteriore sostegno agli impianti esistenti dopo la fine del primo periodo) e per nuovi impianti e impianti oggetto di revamping alimentati a biomassa che richiedono il premio al di fuori dell’asta. Si applica il valore vigente alla data di presentazione della domanda.
Tariffe nei periodi successivi
- Biogaz, nowe
- Biogaz, istniejące (premia następcza)
- Biomasa nowa, powyżej 50 kWel
Nel 2022, la biomassa aveva un range di valori compreso tra 7,85 e 22,91 ct/kWh a seconda della potenza e del tipo di impianto. Nel 2024 le tariffe sono state aumentate (dettagli), mentre dal 2026 sono state nuovamente ridotte (dettagli).
Biomassa: aste e valori
| Categoria 2026–2027 | Valore |
|---|---|
| Nuovi, solo biomassa fino a 50 kWel | 25,76 ct/kWh |
| Nuovi, solo biomassa oltre 50 kWel | 24,27 ct/kWh |
| Nuovi, rifiuti e corteccia | 21,06 ct/kWh |
| Revamping, solo biomassa | 21,94 ct/kWh |
| Premio successivo fino a 500 kWel | 12,63 ct/kWh |
| Premio successivo oltre 500 kWel | 11,32 ct/kWh |
| Revamping, rifiuti e corteccia | 18,95 ct/kWh |
| Premio successivo, rifiuti e corteccia fino a 500 kWel | 10,52 ct/kWh |
| Premio successivo, rifiuti e corteccia oltre 500 kWel | 8,61 ct/kWh |
| Premio successivo, turbine a contropressione oltre 500 kWel | 14,57 ct/kWh (solo biomassa), 11,42 ct/kWh (rifiuti e corteccia) |
I valori della tabella si riferiscono ai premi concessi su richiesta; parallelamente, i nuovi impianti e quelli oggetto di revamping possono partecipare alle aste. Limiti delle offerte nelle aste: 18,41 ct/kWh per i nuovi impianti e 16,63 ct/kWh per quelli oggetto di revamping. Le aste sono di piccole dimensioni — 7.500 kWel — e si svolgono una volta all’anno; nel 2024 il volume è stato doppio (15.000 kWel). Questa è una differenza sostanziale rispetto alla Germania, dove in un’unica tornata si assegnano centinaia di megawatt (cfr. EEG 2021).
A chi è rivolto
- Nuovi piccoli impianti di biogas — sostegno su richiesta, entro i limiti di un contingente annuale (nel 2024–2025: 1.500 kWel per il biogas).
- Centrali termoelettriche a biomassa — tariffe più elevate per le unità più piccole (fino a 50 kWel), giustificate dal legislatore con i maggiori costi di investimento e gestione e con la produzione locale di calore ed energia elettrica.
- Impianti esistenti dopo il 2021 — premio successivo, la cui entità dipende dalla potenza e dal combustibile; nell’ultima modifica è stato ridotto maggiormente per i piccoli impianti (fino a 500 kWel).
Come interpretare le variazioni delle tariffe
Dopo l’aumento del 2024, la novella del 2026 riduce la maggior parte dei valori: il biogas per i nuovi impianti di 3,81 ct/kWh, il premio successivo per il biogas di 1,23 ct/kWh e il limite di offerta per la nuova biomassa di 0,91 ct/kWh. Il regolamento non modifica la struttura del sistema: rimane in vigore il premio di mercato ventennale, così come la distinzione tra impianti nuovi, oggetto di revamping ed esistenti e il tipo di combustibile (biomassa pura o rifiuti, corteccia e segatura). L’Austria aggiorna i valori ogni due anni, sulla base di perizie, e ogni domanda viene liquidata secondo la tariffa vigente alla data di presentazione, pertanto il momento della presentazione ha un impatto reale sui ricavi per i successivi due decenni.
Esempio di calcolo
Se il prezzo di mercato di riferimento mensile fosse di 10 ct/kWh (valore esemplificativo, non una previsione), il premio per un nuovo impianto di biogas con un valore di riferimento di 29,02 ct/kWh ammonterebbe a 19,02 ct/kWh, mentre il ricavo totale del produttore, inclusa la vendita sul mercato, sarebbe di 29,02 ct/kWh. Con un prezzo di mercato di 30 ct/kWh, il premio scenderebbe a zero e il produttore manterrebbe l’intero prezzo di mercato.
Confronto con il mercato
I valori sono notevolmente superiori ai prezzi all’ingrosso tipici, ma per il produttore conta la differenza: il premio viene erogato solo quando il mercato è più basso. Quando i prezzi di mercato si avvicinano al valore di riferimento, il premio scende a zero, quindi il produttore beneficia dei prezzi più elevati. 29,02 ct/kWh corrispondono a circa 1.230 zł/MWh (tasso di cambio circa 4,24 zł per euro, indicativamente gennaio 2026). I volumi austriaci sono modesti: il contingente annuale dei premi concessi su richiesta per il biogas ammontava nel 2024–2025 a soli 1.500 kWel, mentre l’asta per la biomassa a 7.500 kWel. Il sistema tedesco si valuta in centinaia di megawatt per tornata, mentre quello austriaco in singole centrali elettriche.
I valori per gli anni 2026–2027 si basano sulla terza perizia EAG redatta dall’Agenzia Austriaca per l’Energia su incarico del ministero.





