Emissioni e climaEvento
La Commissione propone nel diritto climatico l'obiettivo del 90% di riduzione delle emissioni entro il 2040
Il 2 luglio 2025 la Commissione Europea ha presentato una proposta formale di modifica della legge climatica dell'UE con l'obiettivo del 90% di riduzione netta delle emissioni entro il 2040. Il settore della bioenergia l'ha accolta come un passo importante.
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La Commissione Europea ha presentato il 2 luglio 2025 una proposta formale di modifica della legge climatica dell'UE, introducendo un obiettivo vincolante del 90% di riduzione netta delle emissioni di gas serra entro il 2040 rispetto al 1990. La proposta costituiva la continuazione del comunicato della Commissione di febbraio 2024 e lo traduceva in termini giuridici, avviando i negoziati con il Consiglio e il Parlamento.
Cosa conteneva la proposta
La base era la modifica del regolamento che istituisce il quadro per la neutralità climatica: l'obiettivo per il 2040 avrebbe completato gli impegni esistenti (almeno il 55% di riduzione entro il 2030 e la neutralità entro il 2050). L'elemento più discusso era la possibilità di raggiungere parte della riduzione attraverso crediti internazionali di carbonio, ovvero finanziando riduzioni al di fuori dell'UE. I sostenitori sostenevano che ciò aumentasse la flessibilità e riducesse i costi; i critici, invece, che diluisse l'obiettivo. La proposta non definiva obiettivi settoriali dettagliati, che sarebbero derivati dalla revisione dell'ETS, dell'ETS2 e dei regolamenti nei settori non coperti dal sistema di scambio.
Reazione del settore
Il settore della bioenergia ha valutato l'obiettivo come un passo verso la neutralità climatica ed ha espresso la speranza che i successivi atti legislativi riconoscessero chiaramente il ruolo dei combustibili rinnovabili. L'Associazione Europea del Biogas ha sin dall'inizio sostenuto un obiettivo dedicato per i biogas, sottolineando il loro ruolo nella riduzione delle emissioni di metano dall'agricoltura e dai rifiuti, nonché nella produzione di fertilizzanti organici e CO₂ biogenico.
Significato per il settore in Polonia
Per il settore polacco erano importanti due aspetti. In primo luogo, il prezzo delle quote di emissione nell'EU ETS e l'avvio dell'ETS2 (che comprende edifici e trasporto su strada) influenzano la competitività del biometano rispetto al gas naturale; più lontano è l'avvio dell'ETS2, più debole è il segnale di prezzo a breve termine. In secondo luogo, il governo polacco si è opposto sin dall'inizio all'obiettivo e ha cercato una clausola di revisione, il che avrebbe potuto influenzare il corso dei negoziati.
Vale anche la pena ricordare che gli obiettivi per il 2040 non influenzeranno automaticamente i sistemi nazionali di sostegno – questi sono determinati dalle leggi nazionali sulle energie rinnovabili e dai programmi del NFOŚiGW.
Prossimi passi
Dopo luglio 2025, il Consiglio e il Parlamento lavoreranno alle proprie posizioni. Sono attese discussioni sul ruolo dei crediti internazionali di carbonio, sul livello di flessibilità e sulla distribuzione degli sforzi tra ETS, ETS2 e i settori coperti dal regolamento sullo sforzo condiviso di riduzione. Per il settore del biogas sarà importante se, in questo processo, verrà riconosciuto esplicitamente il ruolo dei combustibili rinnovabili e delle emissioni di metano dall'agricoltura e dai rifiuti. Parallelamente, è in corso la discussione su un eventuale rinvio dell'avvio dell'ETS2, richiesto da tempo dalla Polonia.




