BiometanoEvento
Orlen Południe e PGNiG presentano domanda all'UOKiK per una società dedicata al biometano; nei piani il progetto di Jeżewo
Orlen Południe e PGNiG hanno presentato all'UOKiK l'intenzione di costituire una società veicolo con una partecipazione 51/49. Tra i progetti previsti figura l'ampliamento dell'impianto di biogas di Jeżewo da 1,8 MWe a 3,2 MWe e la produzione di circa 8 milioni di m³ di biometano.
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Orlen Południe e PGNiG hanno comunicato il 5 luglio 2021 di aver presentato all'Ufficio per la Protezione della Concorrenza e dei Consumatori una domanda per l'autorizzazione alla costituzione di una società veicolo, che svilupperà una rete di impianti di biometano. Orlen Południe deterrà il 51% delle quote, mentre PGNiG il 49%. Si tratta di un ulteriore passo nella collaborazione avviata con una lettera di intenti nel maggio dello stesso anno.
Ambito della collaborazione
La società si occuperà dell'acquisizione e della costruzione di impianti di biogas, dello sviluppo di tecnologie per la produzione di biometano, nonché della sua produzione e utilizzo all'interno dei due gruppi. Il biometano sarà immesso nella rete di distribuzione e si sta valutando anche il suo impiego per la produzione di idrogeno verde.
Jeżewo: progetto con scarti di macellazione
Tra i progetti menzionati figura l'impianto di biogas di Jeżewo, nel voivodato della Cuiavia-Pomerania:
| Parametro | Valore |
|---|---|
| Potenza attuale | 1,8 MWe (avviato nel 2014) |
| Potenza prevista | 3,2 MWe entro il 2024 (ulteriori digestori) |
| Produzione di biometano dopo upgrading | circa 8 milioni di m³ annui |
| Impianto di trattamento rifiuti nelle vicinanze | capacità 150.000 tonnellate annue, di cui circa 15.500 tonnellate di scarti di macellazione |
Oltre a Jeżewo, sono stati citati Konopnica nel comune di Rawa Mazowiecka, Wojny-Wawrzyńce nel comune di Szepietowo e due lotti nel comune di Ryn, dove Orlen sta costruendo un impianto.
Perché Jeżewo è interessante
La presenza di un impianto di trattamento degli scarti di macellazione fa sì che i substrati possano avere un elevato potenziale metanigeno (BMP), ma richiedono soluzioni specifiche: igienizzazione, controllo dell'ammoniaca e rispetto delle normative sui sottoprodotti di origine animale. Per un impianto di biometano si tratta di una materia prima vantaggiosa, ma impegnativa, poiché l'elevato contenuto di proteine e grassi aumenta il rischio di inibizione da ammoniaca e di formazione di schiuma.
Significato per il mercato
Per il mercato, la presentazione della domanda all'UOKiK rappresenta il passaggio del progetto dalla fase dichiarativa a una procedura formale. Tuttavia, non esiste ancora un sistema di sostegno per il biometano: la redditività dipende dai prezzi del gas, dai diritti di emissione e dalle future decisioni regolatorie. L'ampliamento previsto entro il 2024 indica che le società confidano nell'adozione di normative che consentano l'immissione e la commercializzazione del biometano.
Prossimi passi
Il prossimo passo sarà la decisione dell'autorità antitrust, seguita dalla costituzione della società e dalla scelta della tecnologia di upgrading del biogas. Per i lettori è fondamentale capire se gli annunci si tradurranno nei primi volumi di biometano immessi nella rete nei prossimi anni.
Biometano e scarti di macellazione
Gli scarti di macellazione rientrano tra i sottoprodotti di origine animale e il loro trattamento in un impianto di biogas richiede l'approvazione veterinaria, il rispetto dei requisiti di igienizzazione e il controllo del processo. In cambio, offrono un elevato rendimento di metano per tonnellata di massa, il che, su scala adeguata, rende l'impianto economicamente interessante. Per questo motivo, progetti di questo tipo vengono spesso realizzati in prossimità di grandi stabilimenti di lavorazione della carne, e il loro successo dipende da un accordo stabile per le forniture.





