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Polski Zielony Fundusz investirà in nove impianti di biometano agricoli da 0,99 MW
Il Polski Zielony Fundusz (ARP TFI) e Green Gas Energy costruiranno nove impianti di biometano agricoli da 0,99 MW; il valore del progetto è di quasi 400 milioni di zł, con un impegno di capitale del fondo pari a 59 milioni di zł.
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Il Polski Zielony Fundusz (PZF), istituito dall'Agenzia per lo Sviluppo Industriale e da ARP TFI, investirà nella costruzione di nove impianti di biogas agricoli per la produzione di biometano. Il progetto è stato annunciato il 15 gennaio 2026. Partner dell’iniziativa è Green Gas Energy, sviluppatore che progetta, costruisce ed esercisce tali impianti. Il valore complessivo dell’investimento ammonta a quasi 400 milioni di zł, di cui l’impegno di capitale del PZF è pari a 59 milioni di zł.
Struttura del progetto
Ciascuno dei nove impianti avrà una potenza di 0,99 MW, per un totale di circa 8,9 MW (calcolo basato sui valori forniti; il materiale non riporta la somma complessiva). ARP TFI e Green Gas Energy costituiranno una società holding, le cui controllate saranno responsabili della realizzazione dei singoli impianti di biometano. Al termine della costruzione, gli impianti saranno venduti in una transazione separata, senza indicazione della data. Non sono state rese note né le localizzazioni né le tempistiche di inizio e fine lavori.
Il progetto è entrato a far parte del portafoglio del PZF in concomitanza con il cambio di presidente di ARP TFI. Il fondo rappresenta un elemento della strategia «Industria Pulita» dell’Agenzia per lo Sviluppo Industriale per il periodo 2023–2025, con prospettiva fino al 2030. Nel materiale si ricorda che in Polonia è attualmente in funzione un solo impianto di biometano, mentre negli altri Paesi europei ne esistono oltre mille, e che le materie prime nazionali potrebbero generare 5–6 miliardi di m³ di biometano all’anno, equivalenti a circa un quarto dell’attuale consumo di gas naturale.
Perché 0,99 MW
La scelta di una potenza appena inferiore a 1 MW non è casuale. Nella normativa polacca, gli impianti fino a 1 MW (potenza elettrica) possono beneficiare delle tariffe premio FIP per il biometano, mentre al di sopra di tale soglia era previsto un sistema di aste con contratti per differenza, che nel gennaio 2026 attendeva ancora l’approvazione dopo il veto presidenziale. I modelli «al limite della soglia» sono comuni nei sistemi di incentivazione, poiché semplificano le procedure, ma possono limitare l’effetto scala: gli impianti di biometano più piccoli presentano costi unitari di investimento e di esercizio più elevati.
Importanza per il settore in Polonia
Il portafoglio di nove impianti replicabili rappresenta un approccio «industriale»: progetto standardizzato, ordini congiunti di apparecchiature e servizi di manutenzione. Modelli simili sono stati finora adottati da aziende estere nel settore del biogas. Per gli agricoltori, si tratta di un’opportunità per avere un acquirente stabile di liquame e letame e un fornitore di digestato, mentre per i fornitori di tecnologia significa un portafoglio di ordini prevedibile. Per le istituzioni pubbliche, è un esempio di utilizzo di capitale statale per stimolare un mercato che le banche considerano rischioso; nel gennaio 2026, la BGK aveva indicato che biogas e biometano rientravano tra gli investimenti meno bancabili nel settore energetico.
Aspetti da monitorare
Non sono state fornite informazioni sulle localizzazioni, sul cronoprogramma e sull’acquirente previsto al termine della costruzione, pertanto la valutazione dei rischi risulta limitata. Gli elementi chiave saranno: gli allacciamenti alla rete del gas, le autorizzazioni ambientali e la disponibilità di substrati nelle aree circostanti.





