Rifiuti ed economia circolareGuida
Codici dei rifiuti nell'impianto di biogas: come scegliere il codice dal catalogo ed evitare errori (gruppi 02, 16, 19, 20)
Il codice del rifiuto si sceglie in base alla fonte di produzione, non in base all'uso che se ne farà. Illustriamo le regole del catalogo del 2020 e i codici dei substrati e dei prodotti di digestione più tipici.
Altre versioni linguistiche: polski, English, Deutsch, español, français, Nederlands.

Il codice del rifiuto è un numero a sei cifre del catalogo dei rifiuti (decreto del Ministro del Clima del 2 gennaio 2020, Dz.U. (Gazzetta ufficiale della Repubblica di Polonia) 2020, voce 10), che si assegna in base alla fonte di produzione del rifiuto, e non in base a ciò che se ne farà. Le prime due cifre indicano il gruppo, quattro la sottocategoria, sei il tipo. Per un impianto di biogas è il codice che confluisce nell'autorizzazione, nella KPO, nella KEO e nelle relazioni, perciò un errore si trascina in tutta la documentazione.
Regole per la scelta del codice
Il catalogo indica l'ordine di ricerca:
- I rifiuti si classificano in base alla fonte di produzione nei gruppi 01–12 o 17–20, scegliendo il codice a sei cifre adeguato (con l'esclusione dei codici che terminano con 99).
- In assenza di una voce adeguata, il rifiuto si classifica nei gruppi 13–15.
- Se ancora manca, nel gruppo 16 (rifiuti non specificati altrimenti).
- Se non c'è una voce nemmeno nel gruppo 16, nel gruppo di origine con il codice che termina con 99 («altri rifiuti non specificati altrimenti»).
Regole aggiuntive: i rifiuti di imballaggio che sono rifiuti urbani, raccolti in modo differenziato o misto, si classificano nella sottocategoria 15 01, e non nella 20 01. I codici contrassegnati da asterisco sono rifiuti pericolosi; per i cosiddetti codici speculari si sceglie il codice pericoloso solo se il rifiuto contiene effettivamente sostanze che gli conferiscono caratteristiche di pericolo. Per i rifiuti degli impianti aziendali di depurazione delle acque reflue dell'industria agroalimentare (ad es. 02 02 04, 02 05 02, 02 07 05) si aggiunge la sigla «br» prima del codice, se i rifiuti provengono esclusivamente dalla trasformazione di prodotti agricoli e le acque reflue industriali sono state separate.
Codici dei substrati tipici
| Codice | Denominazione nel catalogo (sintesi) | Esempio nell'impianto di biogas |
|---|---|---|
| 02 01 03 | scarti di tessuti vegetali | residui colturali, scarti delle aziende agricole |
| 02 02 03 | materiali inutilizzabili per il consumo e la trasformazione | scarti della trasformazione di prodotti di origine animale |
| 02 03 04 | materiali inutilizzabili per il consumo e la trasformazione | residui della trasformazione vegetale (frutta, ortaggi, cereali) |
| 02 05 80 | siero di latte di scarto | produzione casearia |
| 02 06 80 | grassi alimentari inutilizzabili | industria della panificazione e della pasticceria |
| 02 07 02 | rifiuti della distillazione di alcolici | distillerie |
| 02 07 80 | vinacce, fecce di mosto e di fermentazione, borlande | produzione di bevande |
| 16 03 80 | prodotti alimentari scaduti o non idonei al consumo | commercio, magazzini (in assenza di una voce nel gruppo 02/20) |
| 20 01 08 | rifiuti di cucina biodegradabili | ristorazione, nuclei domestici |
| 20 02 01 | rifiuti biodegradabili (verdi) | giardini, parchi |
| 20 01 25 | oli e grassi commestibili | olio di frittura della ristorazione |
Attenzione ai rifiuti di origine animale: il catalogo contiene codici come il 02 02 02 (scarti di tessuti animali) o il 02 02 81 (materiale a rischio specifico e alto), ma l'ammissibilità del loro trattamento nell'impianto di biogas è disciplinata dalle disposizioni del regolamento (CE) n. 1069/2009, non dal codice.
Codici dei rifiuti prodotti
L'impianto di biogas che tratta rifiuti produce rifiuti nella sottocategoria 19 06 (rifiuti prodotti dal trattamento anaerobico dei rifiuti; non riguarda il digestato da substrati che non sono rifiuti):
- 19 06 03 — liquidi prodotti dal trattamento anaerobico di rifiuti urbani;
- 19 06 04 — digestato prodotto dal trattamento anaerobico di rifiuti urbani;
- 19 06 05 — liquidi prodotti dal trattamento anaerobico di rifiuti animali e vegetali;
- 19 06 06 — digestato prodotto dal trattamento anaerobico di rifiuti animali e vegetali.
Dal compostaggio: 19 05 03 — compost fuori specifica. I grassi della separazione olio/acqua contenenti esclusivamente oli e grassi commestibili sono il 19 08 09.
Quattro esempi rapidi
- Borlanda di distilleria — la fonte è la produzione di bevande, quindi si cerca nel gruppo 02 07; nel catalogo esiste la voce 02 07 80 (vinacce, fecce di mosto e di fermentazione, borlande).
- Siero di latte di caseificio — gruppo 02 05, voce 02 05 80 (siero di latte di scarto).
- Olio di frittura di un ristorante — gli oli e grassi commestibili sono il 20 01 25; se si tratta di grassi della separazione olio/acqua contenenti esclusivamente oli e grassi commestibili, è corretto il 19 08 09.
- Avanzi di una mensa — 20 01 08 (rifiuti di cucina biodegradabili).
In ciascuno di questi casi è decisiva la domanda «chi ha prodotto il rifiuto e in quale processo», e non «di quale substrato si tratta».
Che cosa non fare
- Non classificare liquame, letame e paglia tra i rifiuti nonostante il codice 02 01 06 del catalogo: le deiezioni rientranti nel regolamento (CE) n. 1069/2009, nonché la paglia e altre sostanze naturali non pericolose della produzione agricola o forestale, utilizzate per la produzione di energia da biomassa, sono escluse dall'ambito della legge (art. 2, punto 6).
- Non scegliere il codice in base alla destinazione («è un substrato, quindi 02 xx»), ma in base alla fonte di produzione.
- Non usare il 99 se esiste una voce specifica.
- Non cambiare il codice lungo il percorso: il rifiuto ha un solo codice dal produttore a chi lo tratta, salvo che nel processo si generi un nuovo rifiuto.
Procedura di scelta del codice
- Stabilisca chi e in quale processo ha prodotto il rifiuto (settore, fase).
- Individui il gruppo 01–12 o 17–20 corrispondente alla fonte.
- Scelga il tipo corrispondente alla descrizione e alla composizione; verifichi che non si tratti di un codice speculare.
- Se nel gruppo di origine non c'è una voce, i gruppi 13–15, poi il 16 e, infine, il 99.
- Concordi il codice con il fornitore e riporti lo stesso nella KPO, nell'autorizzazione e nel contratto.
- Per le miscele di rifiuti di fonti diverse, consulti sulla classificazione l'autorità o un consulente: il catalogo non risolve tutto con una sola frase.
Perché conviene attenersi ai codici
Il codice determina quali rifiuti si possono ricevere (l'autorizzazione indica i tipi e le masse dei rifiuti, art. 43, comma 2), quali requisiti igienici si applicano e come si presenta la registrazione nel BDO.
Il testo ha carattere informativo e non costituisce consulenza legale; prima di una decisione di investimento o formale, verifichi il testo vigente delle norme e si consulti con un legale o con l'autorità competente.
Fonti
Domande e risposte
Posso aggiungere l'asterisco al codice se il rifiuto suscita dubbi?
No. L'asterisco indica un rifiuto pericoloso e riguarda solo i codici così contrassegnati nel catalogo. Per i codici speculari si applica il corrispondente codice pericoloso solo se il rifiuto contiene effettivamente sostanze pericolose che gli conferiscono caratteristiche di pericolo.
Quale codice scegliere per gli alimenti scaduti del supermercato?
Il catalogo contiene il codice 16 03 80 «prodotti alimentari scaduti o non idonei al consumo». Tuttavia la regola è: cercare prima la voce in base alla fonte di produzione nei gruppi 01–12 e 17–20; al gruppo 16 si ricorre quando nei suddetti gruppi non vi è una voce appropriata.





