Rifiuti ed economia circolareGuida
Autorizzazione al trattamento dei rifiuti nell'impianto di biogas: domanda, condizioni e garanzia finanziaria
Ricevere rifiuti per la digestione richiede l'autorizzazione al trattamento o l'autorizzazione integrata. Descriviamo l'autorità competente, la domanda, gli allegati, i controlli, la garanzia finanziaria e la durata di validità.
Altre versioni linguistiche: polski, English, Deutsch, español, français, Nederlands.

Se l'impianto di biogas riceve rifiuti per la digestione, deve avere l'autorizzazione al trattamento dei rifiuti (art. 41 della legge sui rifiuti) oppure l'autorizzazione integrata, che per questo aspetto la sostituisce. L'autorizzazione è rilasciata su domanda del detentore dei rifiuti dal maresciallo del voivodato o dallo starosta, previo controllo dell'ispettore per la protezione dell'ambiente e dei vigili del fuoco, per non più di 10 anni, e il richiedente deve costituire una garanzia finanziaria (zabezpieczenie roszczeń). L'impianto che lavora esclusivamente con biomassa esclusa dalla legge (ad es. liquame, paglia) non ha bisogno di questa autorizzazione.
Questa autorizzazione riguarda il suo impianto di biogas?
- Biomassa al di fuori della legge (art. 2, punto 6). Deiezioni rientranti nel regolamento (CE) n. 1069/2009, paglia e altre sostanze naturali non pericolose provenienti da agricoltura e silvicoltura, utilizzate per l'energia da biomassa: al di fuori della legge sui rifiuti.
- Rifiuti. Se riceve rifiuti (ad es. della trasformazione alimentare, rifiuti di cucina), è detentore di rifiuti e ha bisogno dell'autorizzazione al trattamento.
- Autorizzazione integrata. Il soggetto tenuto a ottenere l'autorizzazione integrata è esentato dall'obbligo di ottenere l'autorizzazione al trattamento (art. 45, comma 1, punto 4).
- Altre esenzioni. L'art. 45 contiene anche esenzioni per i produttori che trattano i propri rifiuti alle condizioni dei decreti e per il recupero conforme ai decreti di attuazione; verifichi sempre che la sua situazione vi rientri alla lettera.
Quale autorità
- Maresciallo del voivodato: tra l'altro per i progetti che possono sempre avere un impatto significativo sull'ambiente, per gli impianti comunali e per il riempimento di aree sfavorevolmente trasformate oltre le soglie.
- Starosta: negli altri casi.
- Direttore regionale per la protezione dell'ambiente: sulle aree chiuse.
L'autorità rilascia l'autorizzazione dopo aver acquisito il parere del sindaco (wójt, burmistrz o prezydent miasta); l'assenza di parere entro il termine di cui all'art. 106, § 3 del Codice di procedura amministrativa (KPA) (due settimane dalla notifica della richiesta) equivale all'assunzione di un parere positivo (art. 41, comma 6b della legge sui rifiuti).
La domanda: che cosa contiene
La domanda di autorizzazione al trattamento contiene, tra l'altro:
- il NIP del detentore dei rifiuti, i tipi di rifiuti e la massa annua dei rifiuti trattati e prodotti;
- il luogo di trattamento, i luoghi e le modalità di stoccaggio, le masse massime stoccate;
- la descrizione del metodo di trattamento con il processo secondo gli allegati 1 e 2 (ad es. R3 per la digestione) e la descrizione della tecnologia con la capacità annua di trattamento;
- in caso di perdita prevista della qualifica di rifiuto, l'indicazione dei tipi di rifiuti e del rispetto delle condizioni;
- le capacità tecniche e organizzative (qualifiche dei lavoratori, numero e qualità degli impianti);
- il periodo previsto di attività, la descrizione del monitoraggio e del controllo dell'attività e le azioni successive alla cessazione dell'attività;
- la forma e l'importo proposti della garanzia finanziaria.
Allegati e controlli
- certificati e dichiarazioni di assenza di condanne (delle persone indicate dalla legge) nonché dichiarazioni di assenza di autorizzazioni revocate e di sanzioni elevate negli ultimi 10 anni;
- elaborato antincendio con il parere conforme del comandante del Corpo statale dei vigili del fuoco (ordinanza);
- documenti relativi al diritto sull'immobile (per alcuni tipi di attività) e documenti di pianificazione a seconda della situazione del terreno: verifichi l'attuale art. 42, commi 3c–3d, perché le norme di pianificazione sono cambiate per fasi.
Prima del rilascio dell'autorizzazione l'ispettore voivodale per la protezione dell'ambiente (con la partecipazione di un rappresentante dell'autorità) controlla l'impianto, la struttura o i luoghi di stoccaggio sotto il profilo dei requisiti di tutela ambientale, mentre il comandante distrettuale (cittadino) del Corpo statale dei vigili del fuoco li controlla sotto il profilo dei requisiti di protezione antincendio e della conformità all'elaborato.
Rifiuto, revoca, decadenza
L'autorità rifiuta l'autorizzazione, tra l'altro, quando la modalità di gestione dei rifiuti prevista potrebbe causare un pericolo per la vita, la salute o l'ambiente, è incompatibile con i piani di gestione dei rifiuti o con le norme (comprese quelle del diritto locale), nonché per motivi connessi a condanne e ad autorizzazioni revocate nell'arco di 10 anni. L'autorizzazione può essere revocata dopo l'invito a eliminare le violazioni; decade, tra l'altro, allo scadere del periodo per il quale è stata rilasciata e su richiesta del soggetto. L'autorizzazione è rilasciata a tempo determinato, per non più di 10 anni.
Che cosa fare quando l'autorità invita a eliminare le violazioni
Se il titolare dell'autorizzazione viola le norme, viola in modo sostanziale i requisiti di protezione antincendio o agisce in difformità dall'autorizzazione, l'autorità lo invita a cessare senza indugio le violazioni e fissa un termine per eliminare le irregolarità (art. 47, comma 1). Se nonostante l'invito le violazioni persistono, l'autorità revoca l'autorizzazione senza indennizzo, può conferire alla decisione la clausola di immediata esecutività e il titolare deve rimuovere a proprie spese i rifiuti e gli effetti negativi sull'ambiente. Per 10 anni dalla revoca definitiva non si rilascia una nuova autorizzazione per lo stesso ambito, e ciò vale anche per i soggetti collegati sotto il profilo del capitale o della gestione. Per questo condurre l'impianto in conformità all'autorizzazione, compresi codici, masse e condizioni di stoccaggio, ha più importanza del semplice ottenimento della decisione.
Garanzia finanziaria (art. 48a)
- Riguarda il detentore di rifiuti tenuto a ottenere l'autorizzazione (esclusi i gestori di discariche).
- Deve coprire i costi dell'esecuzione sostitutiva: rimozione dei rifiuti da un luogo non destinato allo scopo e rimozione degli effetti negativi o dei danni ambientali, compresi quelli connessi a un incendio.
- Importo = massa massima di rifiuti che potrebbero essere stoccati nell'impianto, moltiplicata per l'aliquota del decreto.
- Forma: deposito, garanzia bancaria, garanzia assicurativa o polizza; garante può essere un'istituzione dell'UE autorizzata a garantire il debito doganale.
- Non riguarda, tra l'altro, i rifiuti inerti che soddisfano i criteri per le discariche di rifiuti inerti, le ceneri, le scorie e i gessi e il suolo non contaminato.
Errori tipici
- domanda senza indicazione del processo secondo gli allegati o con simbolo errato (R3 vs R12/R13);
- masse di stoccaggio sovrastimate o incoerenti e bassa capacità dell'impianto;
- assenza dell'elaborato antincendio con il parere conforme;
- garanzia finanziaria calcolata sulla media e non sulla massa massima di rifiuti che possono essere stoccati;
- codici dei rifiuti non conformi al catalogo.
Che cosa fare per prima cosa
- Stabilisca lo status dell'alimentazione: al di fuori della legge, rifiuto, sottoprodotto.
- Individui l'autorità competente e se non sia sufficiente l'autorizzazione integrata.
- Commissioni l'elaborato antincendio e il relativo parere.
- Calcoli la massa massima di stoccaggio e la garanzia finanziaria.
- Raccolga certificati e dichiarazioni delle persone che gestiscono.
Il testo ha carattere informativo e non costituisce consulenza legale; prima di una decisione di investimento o formale, verifichi il testo vigente delle norme e si consulti con un legale o con l'autorità competente.





