Mercato e investimentiEvento
L'UE attiva il meccanismo di correzione del mercato del gas dal 15 febbraio 2023: paracadute a 180 euro/MWh
Dal 15 febbraio 2023 è in vigore il meccanismo di correzione del mercato del gas dell'UE — un limite temporaneo sui prezzi del TTF, attivato al superamento dei 180 euro/MWh. Mira a contenere i picchi di prezzo, senza fissare un prezzo costante.
Altre versioni linguistiche: Polski, English, Deutsch, Español, Français, Nederlands.

Dal 15 febbraio 2023 nell'Unione Europea è in vigore il meccanismo di correzione del mercato del gas, introdotto dal regolamento del Consiglio (UE) 2022/2578 del 22 dicembre 2022. Si tratta di un «paracadute» temporaneo sui prezzi: in caso di superamento del livello di 180 euro/MWh sul mercato TTF, mantenuto per tre giorni lavorativi e contemporaneamente superiore di almeno 35 euro/MWh rispetto al prezzo di riferimento del GNL (calcolato su un paniere di stime dei prezzi del GNL), il meccanismo mira a limitare ulteriori aumenti dei prezzi. Non stabilisce un prezzo fisso del gas, ma intende prevenire picchi estremi come quelli osservati nell'estate del 2022.
Cosa cambia
Il meccanismo è uno strumento straordinario, istituito nell'ambito del pacchetto di misure di crisi dell'UE. Riguarda i contratti futures sul TTF con consegna nei mesi più vicini. Quando vengono soddisfatte entrambe le condizioni – prezzo superiore a 180 euro/MWh per tre giorni e differenza di almeno 35 euro rispetto al prezzo del GNL – viene attivato il limite, e la Commissione Europea può sospenderlo se provoca distorsioni, ad esempio se minaccia la sicurezza delle forniture. Sono state introdotte anche misure di salvaguardia contro le perturbazioni del mercato degli strumenti derivati.
Il regolamento è stato adottato in un periodo in cui i prezzi del gas erano ancora elevati, ma in calo rispetto ai picchi dell'agosto 2022. Durante l'inverno 2022/23, i prezzi sono gradualmente diminuiti grazie a condizioni meteorologiche miti, al risparmio energetico e alle forniture di GNL.
Significato per il settore in Polonia
Per il mercato polacco, il meccanismo stesso rappresenta solo uno sfondo (ha carattere temporaneo), ma i prezzi del gas influenzano la redditività degli investimenti nel biometano e le decisioni degli acquirenti industriali. Il calo dei prezzi sul mercato riduce il vantaggio economico del biometano rispetto al gas naturale, ma non elimina la necessità di costruire fonti nazionali – la sicurezza delle forniture e l'impronta di carbonio rimangono argomenti validi.
Per gli impianti di biogas che vendono energia elettrica e calore, ciò che conta di più del meccanismo di limitazione dei prezzi è l'andamento dei prezzi dell'energia nei contratti. In Polonia sono rilevanti anche i sistemi di sostegno tramite aste, in cui la remunerazione è determinata dall'offerta, non dal prezzo di mercato corrente.
Come interpretare la soglia di 180 euro
Il livello di 180 euro/MWh era più volte superiore ai prezzi pre-crisi, ma inferiore ai picchi del 2022, quando le quotazioni superavano i 300 euro. Il meccanismo era quindi concepito come una misura di salvaguardia in caso di ripetizione di una situazione estrema, non come elemento della politica quotidiana dei prezzi. Le condizioni di attivazione, attentamente progettate, miravano a evitare che il limite scoraggiasse i fornitori di GNL dall'Europa, il che avrebbe potuto peggiorare la sicurezza delle forniture.
Prospettive future
Il regolamento è in vigore per un periodo limitato e la Commissione ne valuterà il funzionamento. In pratica, la sua stessa presenza svolge una funzione calmierante sul mercato. Per il settore del biometano è fondamentale che la stabilizzazione dei prezzi del gas non rallenti il ritmo dei lavori sulle normative e sulle infrastrutture che faciliteranno l'immissione di gas rinnovabile nella rete.





