Rifiuti ed economia circolareApprofondimento
Economia circolare: pacchetto UE, roadmap nazionale e ruolo degli impianti di biogas
L’economia circolare unisce la gerarchia dei rifiuti, gli obiettivi di riciclo e la chiusura del ciclo dei nutrienti. Spieghiamo il quadro normativo UE e nazionale e il ruolo degli impianti di biogas tra energia e fertilizzanti.
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L’economia circolare (GOZ) presuppone che le materie prime e i materiali rimangano in uso il più a lungo possibile, mentre i rifiuti rappresentano l’ultimo, e non il primo, anello della catena. Nel diritto dell’Unione Europea, questo principio è espresso dalla gerarchia di gestione dei rifiuti e dagli obiettivi di riciclo, mentre nella pratica gli impianti di biogas chiudono il ciclo per i rifiuti organici e i sottoprodotti agricoli: da un lato producono energia rinnovabile, dall’altro restituiscono al suolo il digestato, che apporta materia organica e nutrienti.
Quadro normativo UE: dal piano d’azione alle direttive
Il primo piano d’azione dell’UE per l’economia circolare è stato pubblicato nel dicembre 2015, seguito da una nuova versione nel marzo 2020. Il fondamento giuridico è costituito dal cosiddetto pacchetto rifiuti del 2018, che comprende, tra l’altro, la direttiva (UE) 2018/851 che modifica la direttiva quadro 2008/98/CE e la direttiva (UE) 2018/850 sullo smaltimento dei rifiuti. Queste direttive stabiliscono:
- la preparazione per il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti urbani a un livello di almeno 55% entro il 2025, 60% entro il 2030 e 65% entro il 2035;
- la limitazione dello smaltimento in discarica dei rifiuti urbani al 10% entro il 2035;
- l’obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti organici o del loro riciclo alla fonte entro e non oltre il 31 dicembre 2023.
Gerarchia e impianto di biogas
| Livello della gerarchia | Cosa significa per i rifiuti organici e gli impianti di biogas |
|---|---|
| Prevenzione | riduzione degli sprechi alimentari e dei rifiuti nella filiera |
| Preparazione per il riutilizzo | ad esempio, la cessione delle eccedenze alimentari |
| Riciclo | compostaggio e digestione anaerobica con utilizzo del digestato come fertilizzante o ammendante del suolo |
| Altro recupero | energia da biogas, se il digestato non viene restituito al suolo come materiale |
| Smaltimento | discarica, incenerimento senza recupero |
La fermentazione dei rifiuti organici rappresenta quindi per l’economia circolare uno strumento duplice: fornisce energia rinnovabile e un prodotto organico. La condizione per "chiudere il ciclo" è tuttavia la qualità del digestato — contaminato da plastica, metalli pesanti o patogeni, non sarà accettato né dagli agricoltori né dalle normative. È quindi fondamentale la separazione dei rifiuti alla fonte e un adeguato pretrattamento.
Architettura nazionale
In Italia, gli obiettivi dell’UE sono recepiti attraverso: il decreto legislativo sui rifiuti del 14 dicembre 2012 (con modifiche che attuano il pacchetto rifiuti), il Piano nazionale per la gestione dei rifiuti approvato dal Consiglio dei Ministri, i piani regionali per la gestione dei rifiuti approvati dalle assemblee regionali e i documenti strategici, tra cui la roadmap per la transizione verso l’economia circolare del 2019. A novembre 2022 era in vigore il Piano nazionale per la gestione dei rifiuti 2022, adottato con delibera del Consiglio dei Ministri del 1° luglio 2016 e successivamente modificato; un nuovo piano era in fase di preparazione.
Per i rifiuti organici sono rilevanti anche le norme sulla raccolta differenziata (regolamento sulle modalità di raccolta differenziata delle frazioni selezionate di rifiuti) e le restrizioni relative allo smaltimento in discarica dei rifiuti biodegradabili.
Chiusura del ciclo dei nutrienti
Il digestato e il compost contengono azoto, fosforo, potassio e materia organica. Il loro utilizzo in sostituzione di una parte dei fertilizzanti minerali riduce la dipendenza dalle materie prime importate e le emissioni legate alla produzione di fertilizzanti. Le limitazioni sono:
- Normative sui fertilizzanti — il digestato deve avere uno status regolamentato (recupero R10, fertilizzante con autorizzazione, oppure prodotto fertilizzante UE con marcatura CE, disponibile dal luglio 2022).
- Programma nitrati — il limite di 170 kg N/ha da fertilizzanti naturali limita la capacità dei terreni riceventi.
- Qualità — contaminanti (imballaggi, vetro, metalli pesanti) e patogeni.
- Logistica — il trasporto di digestato troppo diluito su lunghe distanze è costoso.
Esempio di ciclo per i rifiuti alimentari
- Ristorazione e commercio raccolgono i rifiuti alimentari in modo differenziato.
- Il gestore li trasporta a un impianto autorizzato, dove subiscono depackaging e igienizzazione.
- La digestione anaerobica produce biogas (energia elettrica, calore o biometano) e digestato.
- Il digestato, dopo la separazione in frazioni e il rispetto dei requisiti normativi, torna ai campi come fertilizzante o ammendante del suolo.
- I nutrienti ritornano alla produzione alimentare — il ciclo è chiuso, a condizione che ogni fase abbia uno status giuridico regolamentato.
Ogni anello richiede documenti diversi: dall’iscrizione al Registro Elettronico Nazionale (REN) e dalle autorizzazioni, all’approvazione veterinaria, alle analisi del digestato e agli accordi con gli agricoltori. Pertanto, un "ciclo chiuso" è, in pratica, una sequenza ben eseguita di adempimenti formali, e non solo una questione tecnologica.
Cosa cambia l’economia circolare nella valutazione della redditività
Gli obiettivi di riciclo e la limitazione dello smaltimento in discarica aumentano la domanda di impianti per il trattamento dei rifiuti organici e incrementano il valore dei flussi ben selezionati. Allo stesso tempo, cresce il requisito di qualità del prodotto finale: anche una digestione anaerobica condotta in modo impeccabile non chiude il ciclo se il digestato non trova un utilizzatore. Nell’analisi di un investimento, è quindi opportuno considerare non solo i ricavi dalla vendita di energia, ma anche i costi di gestione del digestato e degli scarti, nonché il rischio di modifiche normative.
Cosa ne consegue per l’investitore
- Nella scelta della localizzazione e della tecnologia, verifichi il piano regionale per la gestione dei rifiuti: cosa è previsto per i rifiuti organici.
- Progetti la modalità di gestione del digestato in parallelo alla tecnologia (utilizzatori, stoccaggio, status giuridico).
- Si assicuri della purezza del substrato (depackaging, selezione), poiché questa determina la qualità del prodotto finale.
- Valuti le sinergie: calore dalla cogenerazione per l’essiccazione o l’igienizzazione, energia per il fabbisogno proprio.
Indicatori da monitorare
- Percentuale di rifiuti organici raccolti in modo differenziato sul totale dei rifiuti urbani e qualità di questo flusso (contaminanti).
- Livello di riciclo raggiunto dal comune o dalla regione e avvicinamento agli obiettivi per il 2025.
- Quantità di digestato e compost effettivamente utilizzati sui terreni.
- Percentuale di energia rinnovabile prodotta da rifiuti organici nel bilancio dell’impianto.
Insidie interpretative
L’economia circolare non è un "obbligo aggiuntivo" di legge, ma un insieme di obiettivi e principi che si traducono in norme specifiche: livelli di riciclo, gerarchia, criteri per la perdita dello status di rifiuto e di sottoprodotto. Nel calcolo del riciclo conta il materiale effettivamente reintrodotto nel ciclo, quindi lo "status verde" di un impianto non deriva dal semplice fatto della digestione anaerobica, ma da ciò che accade successivamente al digestato.
Il testo ha carattere informativo e non costituisce consulenza legale; prima di prendere una decisione di investimento o formale, verifichi il testo aggiornato delle normative e si consulti con un legale o l’autorità competente.
Fonti
Domande e risposte
Un impianto di biogas rappresenta riciclo o recupero energetico?
Entrambi. La produzione di biogas costituisce un recupero energetico, ma la digestione anaerobica dei bio-rifiuti con utilizzo del digestato come fertilizzante o ammendante del suolo è considerata riciclo organico. Ciò che conta è quanto effettivamente viene immesso nel suolo.




