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Shell acquisisce Nature Energy: il maggiore produttore europeo di biometano entra nel gruppo
Il 28 novembre 2022 Shell ha annunciato l'acquisto della danese Nature Energy per circa 2 miliardi di USD (1,9 miliardi di euro). Si tratta di una delle più grandi transazioni di questo tipo in Europa e un segnale significativo per il mercato del biometano.
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Shell ha annunciato il 28 novembre 2022 di aver acquisito il 100% delle quote della danese Nature Energy, il maggiore produttore di biometano in Europa. Il valore dell'operazione è stato stimato in circa 1,9 miliardi di euro, equivalenti a quasi 2 miliardi di USD. L'acquisizione si inserisce nella strategia del gruppo di sviluppare carburanti a basse emissioni e dimostra che il mercato del biogas e del biometano inizia ad attrarre le più grandi aziende del settore energetico. Si tratta di una delle più grandi transazioni nella storia del settore in Europa.
Cosa cambia
Nature Energy costruisce ed esercisce impianti di biogas, nei quali produce biometano a partire da letame, liquame e scarti dell'agricoltura e dell'industria alimentare, immesso nella rete del gas. Il mercato danese è tra i più sviluppati in Europa: la quota di biometano nella rete supera un quarto del totale e il governo prevede un ulteriore aumento. Per Shell, l'acquisizione significa l'accesso a asset esistenti, competenze progettuali e operative, nonché a un portafoglio di nuovi progetti.
La transazione rappresenta una tendenza più ampia: l'interesse delle compagnie petrolifere per il biometano è in crescita, poiché si tratta di uno dei pochi carburanti rinnovabili che possono essere utilizzati direttamente nell'infrastruttura gasiera esistente. In precedenza, nell'ottobre 2022, bp aveva annunciato l'acquisto del produttore statunitense di RNG Archaea Energy.
Significato per il settore in Polonia
Per gli investitori e i proprietari di impianti di biogas in Polonia, la transazione dimostra che gli asset legati al biometano hanno un elevato valore e che sul mercato stanno entrando grandi attori, dotati di capitale e tecnologia. Per il settore nazionale, ciò può comportare sia una maggiore competizione per le materie prime e le localizzazioni, sia opportunità di collaborazione o cessione di progetti.
È inoltre importante notare che i successi danesi si basano su alcuni elementi chiave: un sostegno stabile al biometano, una forte collaborazione con il settore agricolo (letame e liquame come principali materie prime), una rete del gas integrata e un sistema di certificazione. La Polonia, dove il quadro normativo per il biometano è ancora in fase di definizione, può trarre spunto da questi modelli.
Cosa emerge dalla transazione per la valutazione degli asset
Il prezzo dell'operazione dimostra che il mercato valuta non solo gli impianti esistenti, ma anche il portafoglio di progetti di sviluppo, le competenze del team e l'accesso alle materie prime. Per i proprietari di impianti di biogas di piccole dimensioni, ciò significa che i loro asset — con accesso garantito alle materie prime, allacciamento alla rete e permessi — possono avere un valore strategico. Per le banche e i fondi, è un segnale che il biometano rappresenta una classe di asset finanziabile su larga scala, a condizione che esista un sistema di sostegno prevedibile.
Prospettive future
La chiusura della transazione richiede l'approvazione degli organismi regolatori, che secondo le previsioni dovrebbe avvenire all'inizio del 2023. Il mercato osserverà come Shell intende sviluppare gli asset di Nature Energy: in Danimarca e in altri Paesi. Per l'Europa, la transazione potrebbe accelerare la consolidazione del mercato e aumentare l'importanza dei contratti a lungo termine per la fornitura di biometano all'industria.





