Diritto e normativaGuida
Stoccaggio e utilizzo del digestato: serbatoi, termini, distanze e buone pratiche
Come stoccare e utilizzare il digestato in conformità alle norme: capacità dei serbatoi, copertura delle lagune, termini del programma sui nitrati, distanze dalle acque e modi per ridurre le emissioni di ammoniaca.
Altre versioni linguistiche: polski, English, Deutsch, español, français, Nederlands.

Il digestato deve essere stoccato in serbatoi a tenuta e coperti e utilizzato nei termini e nelle dosi conformi al programma sui nitrati, rispettando le distanze dalle acque. Lo strumento più importante per limitare le perdite di azoto e le molestie olfattive è una buona capacità di stoccaggio, l'applicazione interrata e il rapido interramento nel suolo. Di seguito sono raccolti i requisiti in vigore nell'agosto 2022.
Capacità e costruzione dei magazzini
Il programma di azione sui nitrati (Dz.U. (Gazzetta ufficiale della Repubblica di Polonia) 2020, voce 243) richiede, per i concimi naturali liquidi (liquame, colaticcio), serbatoi con capacità sufficiente a conservare la produzione di 6 mesi e, per quelli solidi (letame, pollina), aree con una superficie adeguata a 5 mesi. I serbatoi devono avere fondo e pareti a tenuta, e i concimi liquidi devono essere coperti (ad es. con una copertura flessibile o galleggiante), il che riduce le emissioni di ammoniaca e di odori. I termini di adeguamento sono scaduti per le grandi aziende (oltre 210 DJP) a fine 2021, mentre per quelle più piccole scadono a fine 2024.
Il digestato non rientra nella definizione di «concimi naturali» della legge sui concimi e sulla concimazione (letame, colaticcio, liquame, deiezioni degli animali d'allevamento e guano). Pertanto la capacità dei suoi serbatoi deriva principalmente dalle condizioni delle decisioni ambientali, dal recupero R10 o dall'autorizzazione come concime, mentre il programma sui nitrati costituisce piuttosto un riferimento; in caso di dubbio conviene interpellare l'autorità o un consulente. Il riferimento è comunque lo standard di 6 mesi del programma, perché deve garantire la possibilità di stoccare il concime nei periodi in cui non è consentito distribuirlo sui campi.
Ulteriori regole di stoccaggio derivano dalla legge sui concimi stessa: i concimi organici solidi si conservano in imballaggi unitari oppure sfusi in cumuli su un fondo pavimentato e impermeabile, dopo la copertura con un materiale impermeabile all'acqua, mentre i concimi liquidi in imballaggi chiusi o in serbatoi a tenuta. Il trasporto dei concimi liquidi avviene in serbatoi o cisterne chiusi e a tenuta.
Un esempio di dimensionamento
L'impianto di biogas produce ogni anno 12.000 m³ di digestato liquido e i campi dei destinatari lo ricevono soprattutto in primavera e dopo il raccolto. Un magazzino per 6 mesi corrisponde a circa 6.000 m³ di capacità utile, più una riserva per le precipitazioni e per la distribuzione irregolare. Quando il periodo in cui non è possibile distribuire è più lungo (inverno, siccità, requisiti sui termini), la capacità deve essere aumentata. Si tratta di un esempio indicativo: i numeri reali derivano dal bilancio dell'azoto, dalla superficie dei destinatari e dalle condizioni delle decisioni amministrative.
Quando è consentito l'utilizzo
Termini per i seminativi: concimi azotati minerali e concimi naturali liquidi dal 1º marzo al 20 ottobre, concimi naturali solidi dal 1º marzo al 31 ottobre; sui prati permanenti e sulle colture pluriennali i termini sono più lunghi. In una parte dei comuni vigono termini autunnali più brevi. Eccezioni: concimazione in autunno dopo le colture precedenti raccolte tardi (fino a 30 kg N/ha) e, in caso di maltempo, fino al 30 novembre. È vietato applicare su suoli gelati, allagati, saturi e coperti di neve, nonché concimi liquidi durante la vegetazione di piante destinate al consumo diretto.
Distanze dalle acque e pendii
In prossimità delle acque superficiali vigono fasce senza concimazione: per i concimi di norma 5 m, per il liquame 10 m e, dai grandi laghi e dalle captazioni d'acqua, 20 m. Quando nel campo è presente una coltura, l'applicazione interrata oppure la suddivisione della dose in almeno tre parti uguali a intervalli di almeno 14 giorni consentono di ridurre tali distanze della metà. Sui terreni con forte pendenza le distanze aumentano di 5 m e i concimi naturali devono essere interrati o mescolati al suolo entro 4 ore, al più tardi il giorno successivo.
Buona pratica per limitare le perdite
- Applicazione interrata o a bande invece della distribuzione «in superficie», soprattutto per la frazione liquida.
- Rapido interramento nel suolo (sui seminativi), che limita l'evaporazione dell'ammoniaca.
- Scelta delle condizioni: giornate più fresche, assenza di vento forte e di precipitazioni nelle ore successive.
- Dosaggio in base alle necessità delle piante e al contenuto di N risultante dall'analisi, e non «a occhio»; l'ultima dose non oltre quanto consentito dal termine limite.
- Separazione del digestato in frazione liquida e solida, che facilita trasporto, stoccaggio e adeguamento alle esigenze dei campi.
- Registro dei trattamenti: data, superficie, coltura, tipo e dose; i documenti si conservano per 3 anni.
Problemi tipici nella pratica
- Stagionalità. L'impianto di biogas produce digestato tutto l'anno, mentre gli agricoltori possono utilizzarlo solo nel periodo di vegetazione e nei termini consentiti. Da qui la necessità di grandi serbatoi o di magazzini intermedi presso i destinatari.
- Diluizione. Il digestato liquido ha un basso contenuto di nutrienti per tonnellata, quindi il trasporto su grandi distanze non è conveniente. La separazione e la concentrazione della frazione solida migliorano l'economia.
- Composizione irregolare. Il contenuto di azoto cambia con la ricetta della miscela di alimentazione; un piano di concimazione basato su un'unica analisi di un anno prima può risultare inadeguato.
- Ammoniaca. Il digestato ha di norma un pH elevato e una grande parte dell'azoto in forma ammoniacale, quindi la distribuzione incontrollata comporta perdite e molestie olfattive.
Controlli e conseguenze
Il rispetto delle regole di applicazione dei concimi è controllato, tra l'altro, dall'Ispettorato per la protezione dell'ambiente, e il programma sui nitrati viene fatto rispettare anche nell'ambito dei requisiti di base in agricoltura. Per la violazione del programma può essere imposta una sanzione; le tariffe massime sono rese note dal ministro competente per l'economia idrica in appositi avvisi. La prova della diligenza sono il piano di concimazione, il registro dei trattamenti, i risultati delle analisi del digestato e i documenti che attestano la capacità dei serbatoi.
Che cosa fare per primo
- Analizzi la composizione del digestato (N totale, N ammoniacale, fosforo, potassio, sostanza secca).
- Calcoli il bilancio dell'azoto per i campi su cui finirà il concime.
- Verifichi la capacità dei serbatoi nei mesi di produzione e i requisiti di copertura.
- Prepari i contratti con i destinatari e un piano di distribuzione conforme ai termini.
Il presente testo ha carattere informativo e non costituisce consulenza legale; prima di una decisione di investimento o formale verifichi il testo vigente delle disposizioni e si rivolga a un avvocato o all'autorità competente.
Fonti
- Rozporządzenie Rady Ministrów z 12 lutego 2020 r. — Program działań azotanowych (Dz.U. 2020 poz. 243)
- Ustawa z dnia 10 lipca 2007 r. o nawozach i nawożeniu — tekst jednolity z 2021 r. (ISAP/ELI)
- Ustawa z dnia 25 lipca 2025 r. o szczególnych rozwiązaniach w zakresie przechowywania nawozów naturalnych (Dz.U. 2025 poz. 1187) (aktualizacja)





