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Tassonomia UE: la Commissione adotta i criteri per l’economia circolare, l’acqua e la tutela ambientale
Il 27 giugno 2023 la Commissione Europea ha adottato un pacchetto di atti delegati della tassonomia con criteri per i quattro obiettivi ambientali rimanenti: acqua, economia circolare, prevenzione dell’inquinamento e tutela della biodiversità.
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La Commissione Europea ha adottato il 27 giugno 2023 un pacchetto di atti delegati che integrano la tassonomia degli investimenti sostenibili. Il nuovo atto definisce i criteri di qualificazione per i quattro obiettivi ambientali rimanenti: uso sostenibile e tutela delle risorse idriche e marine, transizione verso un’economia circolare, prevenzione dell’inquinamento e tutela e ripristino della biodiversità. Insieme a esso sono state presentate modifiche all’atto climatico, in vigore dal gennaio 2022, che include, tra l’altro, la produzione di biogas e la digestione anaerobica (fermentazione metanigena) dei bio-rifiuti.
Cosa cambia
La tassonomia si basa su sei obiettivi ambientali. Finora le attività sono state valutate principalmente in relazione alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all’adattamento. Il nuovo atto apre la possibilità di classificare le attività anche in base al contributo agli altri quattro obiettivi. Per ogni attività sono stati stabiliti criteri di contributo sostanziale e il principio del "non arrecare danno significativo" rispetto agli altri obiettivi.
Nel contesto della gestione dei rifiuti, i nuovi criteri riguardano, tra l’altro, la raccolta differenziata, la selezione e il riciclo, nonché la valorizzazione dei bio-rifiuti. Per il settore, ciò significa che gli impianti di digestione anaerobica (fermentazione metanigena) dei bio-rifiuti e di produzione di fertilizzanti organici potranno in futuro beneficiare di due percorsi di qualificazione: quello climatico e quello legato all’economia circolare.
Significato per il settore in Polonia
Per gli impianti di biogas e i compostaggi, soprattutto quelli finanziati da banche e fondi che riportano la conformità alla tassonomia, questi cambiamenti introducono nuovi requisiti documentali. Le istituzioni chiederanno informazioni sul modo di gestione del digestato, sulla protezione delle acque superficiali e sotterranee e sulla qualità delle materie prime.
Dal punto di vista dei comuni e delle aziende di gestione dei rifiuti, i criteri relativi alla raccolta differenziata e al riciclo potrebbero rafforzare gli argomenti a favore degli investimenti in impianti di trattamento dei bio-rifiuti, inclusi gli impianti di biogas. Le normative nazionali attuali (obbligo di raccolta differenziata dei bio-rifiuti) vanno nella stessa direzione.
A cosa prestare attenzione
Gli operatori dovrebbero analizzare quali delle loro attività possono essere qualificate secondo la tassonomia e raccogliere i dati necessari per dimostrare la conformità: quantità e tipo di rifiuti accettati, modalità di trattamento, parametri di qualità dei prodotti (compost, digestato) e impatto sulle acque.
Come le banche utilizzano la tassonomia
Le istituzioni finanziarie applicano la tassonomia come strumento di classificazione del portafoglio: gli indicatori di conformità alla tassonomia vengono inclusi nei rapporti e alcune banche offrono condizioni preferenziali per i progetti conformi. Per gli impianti di biogas, ciò significa un vantaggio nell’ottenimento di capitale, a condizione che siano in grado di documentare il rispetto dei criteri. È quindi opportuno raccogliere dati sulle materie prime, sulle emissioni, sulla protezione delle acque e sulla gestione del digestato già nella fase di progetto.
Prossimi passi
L’atto delegato sarà sottoposto a una revisione di quattro mesi da parte del Parlamento e del Consiglio. Le società che redigono rapporti applicheranno i nuovi criteri nei successivi periodi di rendicontazione. Per il settore del biogas sarà importante monitorare le versioni finali dei criteri per i bio-rifiuti e la gestione dei rifiuti.




