Rifiuti ed economia circolareEvento

Vertice UE: bilancio pluriennale, fondo di ripresa e tassa sui rifiuti di imballaggi in plastica non riciclati

I leader dell'UE hanno raggiunto un accordo il 21 luglio 2020 sul bilancio pluriennale e su Next Generation EU. Una nuova fonte di entrate sarà la tassa di 0,80 euro per chilogrammo sui rifiuti di imballaggi in plastica non riciclati.

Pubblicato Aggiornato 3 min di letturaRedazione FeedstockData

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Bele butelek PET posortowanych według koloru – niebieskie, przezroczyste i zielone – pod wiatą zakładu recyklingu w Ołomuńcu.
Foto Michal Maňas / Wikimedia Commons, licenza CC BY 3.0, file di origine; modifiche: ritaglio

Il Consiglio Europeo ha concluso il 21 luglio 2020 un vertice di cinque giorni con un accordo sul bilancio pluriennale dell'UE per il periodo 2021–2027 e sullo strumento di ripresa Next Generation EU, del valore di 750 miliardi di euro: 390 miliardi di euro in sovvenzioni e 360 miliardi di euro in prestiti. Per il settore dei rifiuti è rilevante che tra le nuove fonti di entrate del bilancio sia stata introdotta una tassa sui rifiuti di imballaggi in plastica non riciclati.

Cosa è stato concordato

I principali accordi dei leader:

  • Next Generation EU — 750 miliardi di euro, di cui 390 miliardi di euro sotto forma di sovvenzioni e 360 miliardi di euro sotto forma di prestiti, finanziati attraverso prestiti della Commissione sui mercati dei capitali;
  • bilancio pluriennale 2021–2027 — concordato insieme allo strumento di ripresa;
  • obiettivi climatici — almeno il 30% delle spese deve sostenere azioni per il clima;
  • Fondo per una transizione giusta — destinato alle regioni più dipendenti dai combustibili fossili, con una dotazione di 17,5 miliardi di euro;
  • risorse proprie — introduzione, a partire dal 1° gennaio 2021, di una tassa sui rifiuti di imballaggi in plastica non riciclati, pari a 0,80 euro per chilogrammo, con un meccanismo di attenuazione per gli Stati a reddito più basso.

La tassa sui rifiuti di plastica

La tassa riguarda gli imballaggi in plastica che non sono stati sottoposti a riciclo. È pagata dagli Stati membri con i bilanci nazionali, ma le normative non impongono come trasferirne il costo alle imprese o ai comuni. Ha lo scopo di incentivare l'aumento del riciclo e la riduzione dell'uso di imballaggi monouso. Per gli Stati membri, ciò ha rappresentato un ulteriore stimolo a potenziare la raccolta differenziata e gli impianti di selezione.

Significato per il settore dei rifiuti e dell'energia

L'accordo non riguarda direttamente il biogas, ma influisce sul contesto finanziario e normativo. Il fondo di ripresa è destinato a sostenere gli investimenti nell'economia circolare e nelle energie rinnovabili, mentre la tassa sulla plastica rafforza gli argomenti a favore della modernizzazione dei sistemi di gestione dei rifiuti. Per gli impianti che trattano i rifiuti organici, ciò comporta una crescente pressione sulla qualità della raccolta differenziata, poiché le contaminazioni da plastica riducono il valore della materia prima.

Prossimi passi

L'accordo richiedeva ancora l'approvazione del Parlamento Europeo e la ratifica della decisione sulle risorse proprie negli Stati membri. Fondamentale è stato anche il collegamento dei pagamenti al rispetto dello Stato di diritto, su cui si è svolto un dibattito separato. Per la Polonia e gli altri Stati, la priorità è diventata la preparazione dei piani nazionali di ripresa e l'individuazione degli investimenti che potranno beneficiare dei fondi.

Come funziona la tassa sulla plastica

La tassa viene calcolata sulla differenza tra la massa dei rifiuti di imballaggi in plastica prodotti e la massa dei rifiuti che sono stati sottoposti a riciclo. Ciò significa che ogni chilogrammo di imballaggi inviato al riciclo riduce il contributo dello Stato. Gli Stati non sono obbligati a trasferire il costo ai comuni o alle imprese, ma la struttura stessa fornisce un incentivo allo sviluppo del sistema di responsabilità estesa del produttore e alla riduzione degli imballaggi monouso.

Fonti

  1. Rada UE — plan odbudowy po COVID-19
  2. Decyzja Rady (UE, Euratom) 2020/2053 w sprawie systemu zasobów własnych — EUR-Lex