Rifiuti ed economia circolareAnalisi

Livelli di riciclo e smaltimento in discarica dei rifiuti urbani: obiettivi 2025, 2030, 2035 e dati Eurostat

L'UE richiede il 55, 60 e 65% di preparazione per il riutilizzo e riciclo dei rifiuti urbani entro il 2025, 2030 e 2035, nonché lo smaltimento in discarica inferiore al 10% entro il 2035. Confrontiamo gli obiettivi con i dati Eurostat per la Polonia.

Pubblicato Aggiornato 5 min di letturaRedazione FeedstockData

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Sprasowane bele zgniecionych butelek PET ułożone w stosy na placu zakładu recyklingu, pod zachmurzonym niebem.
Foto Grendelkhan / Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0, file di origine; modifiche: ritaglio

Gli obiettivi UE per il riciclo dei rifiuti urbani sono 55% entro il 2025, 60% entro il 2030 e 65% entro il 2035, mentre i rifiuti urbani smaltiti in discarica non devono superare il 10% entro il 2035. I comuni polacchi hanno questi traguardi suddivisi per anni nella legge sulla manutenzione della pulizia e dell'ordine nei comuni. Secondo i dati Eurostat, la Polonia rimane ancora significativamente al di sotto della media UE, sebbene la quota di smaltimento in discarica sia diminuita.

Obiettivi UE e traguardi polacchi per i comuni

Anno Obiettivo UE di riciclo Livello per i comuni nella legge
2024 — 45%
2025 55% 55%
2030 60% 60%
2035 65% 65% (e ogni anno successivo)

Livelli di smaltimento in discarica per i comuni: non più del 30% negli anni 2025–2029, 20% negli anni 2030–2034 e 10% dal 2035. Il livello di riciclo è il rapporto tra la massa dei rifiuti urbani preparati per il riutilizzo e riciclati e la massa dei rifiuti urbani prodotti (esclusi i rifiuti da costruzione e demolizione non pericolosi), mentre il livello di smaltimento in discarica è il rapporto tra la massa dei rifiuti urbani e quelli derivanti dal loro trattamento conferiti in discarica e la massa dei rifiuti urbani prodotti.

Percorso completo per i comuni

Anno Riciclo (min.) Anno Riciclo (min.)
2021 20% 2029 59%
2022 25% 2030 60%
2023 35% 2031 61%
2024 45% 2032 62%
2025 55% 2033 63%
2026 56% 2034 64%
2027 57% 2035 e oltre 65%
2028 58%

Il salto dal 35% al 55% negli anni 2023–2025 rappresenta il passo più grande dell'intero calendario ed è proprio in questo periodo che si concentra la prova più difficile per i comuni e gli impianti.

Cosa mostrano i dati Eurostat

L'indicatore "recycling rate of municipal waste" (CEI wm011) in percentuale:

Anno Polonia UE-27
2020 38,7 48,5
2021 40,3 49,7
2022 40,9 49,1
2023 27,6 47,9
2024 31,1 49,4

Due conclusioni. In primo luogo, la distanza dalla media UE è ampia, e ancor più lo è rispetto al proprio traguardo per il 2025 (55%). In secondo luogo, la serie per la Polonia mostra un calo nel 2023, e tale variazione statistica non necessariamente indica un peggioramento reale – in caso di cambiamenti di questo tipo, è opportuno verificare i metadati Eurostat e i rapporti nazionali, poiché potrebbero essere mutate le regole di rendicontazione e calcolo. La valutazione dei comuni avviene secondo regole nazionali, che non devono necessariamente produrre risultati identici.

Smaltimento in discarica

Dai dati Eurostat sui rifiuti urbani (prodotti e smaltiti in discarica o altrimenti eliminati, kg per abitante) emerge che in Polonia la quota di smaltimento in discarica e di altre forme di eliminazione è scesa da circa il 40% nel 2020 a circa il 38% nel 2022 e a circa il 30% nel 2023 e 2024. La media UE è di circa il 23% nel 2020 e circa il 21% nel 2024 (calcoli propri su dati Eurostat). Si tratta di una tendenza in linea con l'obiettivo del 10% nel 2035, ma la distanza rimane significativa.

Perché è così difficile raggiungere il 55–65%

  • Qualità della raccolta differenziata. Le frazioni contaminate presentano scarti che non vengono conteggiati nel riciclo.
  • Rifiuti organici. La loro raccolta differenziata è obbligatoria, ma le contaminazioni da plastica e vetro rendono difficile il compostaggio e la digestione anaerobica.
  • Infrastrutture. Gli impianti di selezione, compostaggio e biogas necessitano di flussi stabili e contratti a lungo termine.
  • Metodologia. Ai fini dei livelli, conta la massa che è stata effettivamente riciclata, non solo quella raccolta.
  • Cambiamenti nel contesto normativo. Il sistema di deposito cauzionale e la responsabilità estesa del produttore spostano parte degli imballaggi al di fuori della raccolta gestita dai comuni.

Il Ministero della Clima e dell'Ambiente, in una comunicazione del 18 dicembre 2025, ha sottolineato che lo sforzo legislativo dovrebbe concentrarsi sul supporto ai comuni nel raggiungimento di livelli di riciclo sempre più elevati.

Cosa significa per il biogas e i rifiuti organici

La legge riconosce il trattamento anaerobico dei rifiuti organici come riciclo organico, pertanto gli impianti di biogas che accettano la frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata e gestiscono il digestato in conformità alla normativa, migliorano il risultato del comune. Due condizioni: buona qualità delle forniture (poche contaminazioni) e tracciabilità documentata del destino del digestato. I comuni con una raccolta differenziata dei rifiuti organici ben funzionante hanno la strada più semplice verso livelli più elevati, poiché i rifiuti organici rappresentano una grande parte del flusso urbano.

Quattro domande per il proprio comune

  • Quale livello di riciclo e smaltimento in discarica il comune ha riportato nell'ultima relazione e come si posiziona rispetto al percorso previsto dalla legge?
  • Quale quota rappresentano i rifiuti organici nella massa raccolta in modo differenziato e qual è la loro qualità?
  • Dove finiscono i rifiuti organici, i residui della selezione e i rifiuti indifferenziati (il comune pubblica queste informazioni sul proprio sito)?
  • Quali investimenti in impianti di selezione, compostaggio, biogas o termovalorizzatori sono previsti nei piani di gestione dei rifiuti?

Come interpretare questi numeri

  1. Verifichi se si parla di livello "nazionale", "UE" o "comunale" – hanno metodologie diverse.
  2. Confronti gli anni con la stessa metodologia; i salti nelle serie richiedono una spiegazione.
  3. Ricordi che l'obiettivo di riciclo e l'obiettivo di smaltimento in discarica sono due indicatori distinti.
  4. I dati per il 2025 saranno disponibili solo in seguito – le conclusioni sul raggiungimento dell'obiettivo del 55% dovrebbero basarsi su rapporti ufficiali.

Il testo ha carattere informativo e non costituisce consulenza legale; prima di prendere decisioni di investimento o formali, verifichi il testo aggiornato delle normative e si consulti con un avvocato o l'autorità competente.

Fonti

  1. Eurostat — wskaźnik CEI wm011: recykling odpadów komunalnych (dane pobrane z API Eurostatu)
  2. Ustawa o utrzymaniu czystości i porządku w gminach — art. 3b (tekst jednolity, Dz.U. 2025 poz. 733) — ISAP/ELI
  3. Dyrektywa 2008/98/WE w sprawie odpadów (art. 11) — EUR-Lex
  4. Odpowiedź Ministerstwa Klimatu i Środowiska na petycję (18 grudnia 2025 r.) — gov.pl

Domande e risposte

I dati di Eurostat e i calcoli nazionali dei comuni sono identici?

Non necessariamente. Le regole di calcolo per i comuni derivano dai regolamenti nazionali, mentre Eurostat pubblica i dati riportati dagli Stati membri secondo la metodologia dell’Unione Europea. In Polonia, nella serie di Eurostat, si osserva un brusco cambiamento nel 2023, che dovrebbe essere verificato nei metadati prima di trarre conclusioni.

Questa domanda nelle FAQ

Quali sono gli obiettivi dell'UE per il riciclaggio dei rifiuti urbani?

La Direttiva sui rifiuti richiede la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti urbani a un livello minimo del 55% entro il 2025, del 60% entro il 2030 e del 65% entro il 2035, mentre la Direttiva sulle discariche impone la limitazione dello smaltimento in discarica dei rifiuti urbani al 10% entro il 2035.

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