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Ungheria: elettricità da biogas e biomassa, METÁR, KÁT e premio bronzo. Panoramica del sistema
L'Ungheria sostiene l'elettricità da biogas e biomassa tramite il METÁR (premi assegnati nelle aste), il vecchio sistema KÁT per gli impianti esistenti e un premio bronzo di cinque anni.
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L'elettricità ungherese da biogas e biomassa è oggi sostenuta da tre meccanismi: il sistema METÁR con premi assegnati nelle aste, il sistema KÁT in esaurimento per gli impianti esistenti e il cosiddetto premio bronzo per le centrali che hanno esaurito il sostegno precedente. È decisiva la dimensione dell'impianto: al di sotto di 1 MW le regole sono più semplici, al di sopra di 1 MW il denaro dipende dall'esito dell'asta.
METÁR: premi per i nuovi impianti
Il METÁR (Megújuló Támogatási Rendszer) opera dal 1º gennaio 2017, dopo le modifiche di legge approvate a giugno e dicembre 2016. Le regole dipendono dalla potenza:
- sotto 0,5 MW (esclusa l'eolica): il gestore MAVIR acquista l'elettricità e la vende alla borsa HUPX, il che protegge i piccoli produttori dal rischio di mercato;
- 0,5–1 MW: premio amministrativo, secondo l'IEA a un livello simile al KÁT, senza aste;
- sopra 1 MW: premi esclusivamente nelle aste competitive (salvo progetti dimostrativi).
I produttori nel METÁR non hanno il ritiro obbligatorio dell'energia, ad eccezione degli impianti sotto 0,5 MW.
KÁT: il sistema per gli impianti esistenti
Secondo l'IEA il sistema KÁT (ritiro obbligatorio) continua a funzionare per gli impianti esistenti. I nuovi partecipanti possono entrare solo nel METÁR. Per i proprietari di impianti di biogas più vecchi ciò significa che il sostegno è legato alla data di avviamento e scade con il periodo previsto dalle norme.
Premio bronzo
Per le centrali a biomassa e biogas che hanno esaurito il sostegno precedente il METÁR prevede un premio bronzo (barna prémium), inteso a impedire la fermata dei gruppi o il passaggio ai combustibili fossili. Secondo la nota dello studio legale Schoenherr il premio si può ottenere dal regolatore MEKH senza asta per cinque anni e deve compensare i maggiori costi variabili del biogas rispetto al gas naturale.
Aste con la partecipazione della biomassa
La quinta asta METÁR (aggiudicata il 20 dicembre 2021) era aperta solo alle centrali avviate da almeno 20 anni. Il limite dell'offerta era di 38,15 Ft/kWh, il bilancio di 17 miliardi di Ft all'anno e 870 GWh/anno, e sei delle otto offerte riguardavano la biomassa (dettagli). Convertiti, 38,15 Ft/kWh equivalgono a circa 106 euro per MWh (cambio di circa 360 Ft per euro, indicativo, fine 2021).
Come sono cresciuti i limiti nelle aste
Le aste ungheresi hanno un limite di prezzo dell'offerta in Ft/kWh. Nelle due aste precedenti la quinta il limite era di 26,70 e 27,32 Ft/kWh, nella quinta di 38,15 Ft/kWh, ossia circa il 40% in più rispetto alla quarta. Allo stesso tempo il bilancio del sostegno è aumentato di 20–36 volte e ha raggiunto 17 miliardi di Ft all'anno per 870 GWh di energia sostenuta, il che dà in media circa 19,5 Ft di integrazione per kWh. La quarta asta è stata annunciata dal MEKH il 15 ottobre 2021, ma ritirata il 19 novembre; la quinta è comparsa il 22 novembre 2021 con un termine di presentazione delle offerte di un solo giorno.
Biogas: scala e direzione
Secondo Világgazdaság del 18 dicembre 2024 il biogas costituisce lo 0,9% del mix energetico ungherese. Secondo Világgazdaság l'Unione prevede di aumentare di dieci volte la produzione di biogas e biometano entro il 2030; nel piano REPowerEU l'obiettivo riguarda il biometano (35 miliardi di m³ all'anno entro il 2030). Secondo i calcoli dell'istituto AKI l'utilizzo di tutta la materia prima potenziale potrebbe coprire circa un terzo del consumo nazionale di gas naturale; è un valore teorico.
La politica di sostegno si sposta dall'elettricità al gas. Secondo Kinstellar il programma Jedlik Ányos Energy Program prevede 40 miliardi di Ft (circa 100 milioni di euro) per dieci progetti di biogas e biometano, di cui 18 miliardi di Ft riservati agli impianti che producono meno di 500 m³ di biogas grezzo all'ora.
Per chi che cosa
Per il proprietario di un piccolo impianto di biogas (fino a 0,5 MW) è importante il ritiro da parte di MAVIR. Per uno medio (0,5–1 MW) il premio amministrativo. Per quelli più grandi le aste, e per i vecchi gruppi il premio bronzo o la partecipazione alle aste per le centrali esistenti. In Germania, dove le gare riguardano centinaia di megawatt, ne tratta l'articolo La Germania annuncia gare per oltre 1 GW.
Che cosa significano le soglie di potenza
Le fasce di potenza determinano il rischio del produttore. Sotto 0,5 MW il gestore del sistema di trasmissione MAVIR acquista l'elettricità e la vende alla borsa HUPX, quindi il proprietario di un piccolo impianto di biogas non sopporta il rischio di prezzo. Tra 0,5 e 1 MW il produttore riceve un premio amministrativo, secondo l'IEA a un livello vicino al KÁT, senza dover vincere aste. Solo sopra 1 MW, cioè per la maggior parte delle centrali a biomassa e per i maggiori impianti di biogas, l'integrazione è decisa dalla concorrenza nell'asta e il limite di prezzo fissa il tetto della vincita.
Obiettivi del sistema
Secondo l'IEA il premio bronzo deve impedire la fermata delle centrali a biomassa e biogas o il loro passaggio ai combustibili fossili, e il sistema prevede anche garanzie per il combustibile legnoso, intese a limitare i tagli illegali. La struttura ungherese si distingue quindi da quella tedesca soprattutto perché in essa i nuovi impianti sono una rara eccezione e il sostegno serve a sostenere quelli esistenti.





