Rifiuti ed economia circolareApprofondimento

Divieto di smaltimento in discarica dei rifiuti con potere calorifico superiore a 6 MJ/kg: cosa prevede esattamente l’allegato 4

Dal 1º gennaio 2016, alcuni rifiuti con codici 19 08 05, 19 08 12, 19 08 14, 19 12 12 e del gruppo 20 possono essere conferiti in discarica solo se presentano un potere calorifico inferiore a 6 MJ/kg di sostanza secca. Spieghiamo ambito e conseguenze.

Pubblicato Aggiornato 5 min di letturaRedazione FeedstockData

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Pryzma rozdrobnionego paliwa RDF z odpadów w krytej hali magazynowej, fragmenty tworzyw i papieru, ładowarka.
Illustrazione: FeedstockData (IA, Google Gemini)

A partire dal 1º gennaio 2016, i rifiuti con codici 19 08 05, 19 08 12, 19 08 14, 19 12 12 e del gruppo 20 possono essere smaltiti in discarica per rifiuti non pericolosi e non inerti solo se soddisfano i criteri dell’allegato 4 al regolamento del Ministro dell’Economia del 16 luglio 2015. Uno di questi criteri è il potere calorifico inferiore a 6 MJ/kg di sostanza secca. In pratica, ciò significa il divieto di smaltimento in discarica delle frazioni ad alto potere calorifico; tali rifiuti devono essere avviati al recupero energetico.

Dove trovare la norma

Il regolamento relativo all’ammissione dei rifiuti in discarica è stato emanato in base all’art. 118 della legge sui rifiuti. Il § 3 comma 3 stabilisce che l’ambito delle analisi e i criteri per l’ammissione in discarica dei rifiuti con i codici sopra citati, in discariche per rifiuti non pericolosi e non inerti, sono definiti dall’allegato 4. Tale comma è entrato in vigore il 1º gennaio 2016, mentre il resto del regolamento è diventato efficace 14 giorni dopo la pubblicazione, avvenuta a settembre 2015.

Cosa contiene l’allegato 4

Parametro Valore limite
Carbonio organico totale (TOC) 5% di sostanza secca
Perdita al fuoco (LOI) 8% di sostanza secca (per il codice 19 08 14 derivante dalla produzione di chimica inorganica: 30%)
Potere calorifico 6 MJ/kg di sostanza secca

I rifiuti non inclusi in questo elenco di codici sono soggetti ad altri allegati: i rifiuti inerti all’allegato 2, quelli non pericolosi e non urbani all’allegato 3, i pericolosi all’allegato 5 e i solidi non reattivi pericolosi all’allegato 6.

Cosa indicano i codici

  • 19 08 05 — fanghi comunali stabilizzati;
  • 19 12 12 — altri rifiuti (compresi materiali e oggetti misti) derivanti dal trattamento meccanico dei rifiuti, ad esempio residui di selezione;
  • 19 08 12 e 19 08 14 — fanghi derivanti dal trattamento delle acque reflue industriali (rispettivamente da trattamento biologico e da trattamento non biologico), non pericolosi;
  • gruppo 20 — rifiuti urbani, compresi quelli misti (20 03 01) e le frazioni raccolte in modo differenziato.

Origine della norma e motivo del rinvio al 2016

Secondo le spiegazioni del ministero, il criterio è stato introdotto nella normativa sullo smaltimento in discarica a metà del 2007; inizialmente avrebbe dovuto entrare in vigore il 1º gennaio 2013, ma la data è stata posticipata al 1º gennaio 2016. L’obiettivo era duplice: ambientale (il recupero energetico è considerato più vantaggioso dello smaltimento in discarica) ed economico (produzione di energia da rifiuti). Tutto ciò si inserisce nella gerarchia della gestione dei rifiuti, in cui lo smaltimento in discarica rappresenta l’ultima opzione.

Come interpretare «potere calorifico inferiore a 6 MJ/kg s.s.»

Il valore si riferisce alla sostanza secca, quindi l’umidità non «migliora» il risultato e il rispetto del criterio è determinato dalle analisi. L’ambito delle analisi, menzionato nell’art. 117 della legge, è definito dal regolamento e la loro esecuzione deve essere affidata a un laboratorio autorizzato. Ad esempio, una frazione derivante dalla selezione di rifiuti misti, contenente elevate quantità di plastica e carta, presenta generalmente un potere calorifico significativamente superiore rispetto a un rifiuto con un’alta percentuale di materia minerale. Pertanto, per lo stesso codice 19 12 12, diverse partite possono dare risultati differenti e il conferimento in discarica richiede un risultato specifico per quella partita o un ciclo di analisi ben giustificato.

Contesto più ampio delle politiche

Il criterio agisce «all’ingresso» della discarica, ma si inserisce nella politica di riduzione dello smaltimento in discarica dei rifiuti urbani prevista dalla normativa UE. Il divieto per le frazioni combustibili impone una direzione (recupero energetico anziché smaltimento in discarica), mentre il monitoraggio dell’effetto finale avviene a altri livelli — a partire da gennaio 2021, per i rifiuti urbani contano soprattutto i livelli di riciclo e la riduzione della massa dei rifiuti biodegradabili, come stabilito dalla legge sulla gestione della pulizia e dell’ordine nei comuni.

Conseguenze pratiche

  • Impianti di selezione e MBP — le frazioni ad alto potere calorifico devono avere un destinatario per il recupero energetico (combustibile solido secondario, termovalorizzatore, co-combustione). Gli stessi parametri TOC, LOI e potere calorifico vengono verificati tramite analisi, quindi è utile avere protocolli costanti con il laboratorio.
  • Fanghi di depurazione — i fanghi comunali stabilizzati non possono essere conferiti in discarica se superano i criteri; le alternative includono, tra le altre, la stabilizzazione anaerobica, il compostaggio e il trattamento termico.
  • Rifiuti organici e biogas — la digestione anaerobica e il compostaggio riducono il contenuto di frazioni biodegradabili, e il digestato o il compost possono essere destinati al recupero sul suolo o a ulteriori trattamenti, anziché in discarica.
  • Prezzi e disponibilità degli impianti — la limitazione dello smaltimento in discarica aumenta la domanda di capacità di trattamento termico e di produzione di combustibili da rifiuti, ma non risolve il problema della mancanza di impianti in una determinata regione; questo è compito dei piani di gestione dei rifiuti.

Scenario decisionale per il produttore di frazioni ad alto potere calorifico

  1. Analizzare la partita (TOC, LOI, potere calorifico) e confrontare con i valori limite.
  2. Se il risultato supera il limite, valutare se sia possibile ridurre il potere calorifico o separare una frazione da utilizzare come combustibile solido secondario (ad esempio, mediante ulteriore separazione).
  3. Garantire un destinatario: combustibile solido secondario, co-combustione, termovalorizzatore per rifiuti urbani.
  4. Se il risultato rientra nei limiti e il rifiuto ha un codice dell’elenco, verificare gli altri criteri dell’allegato 4 (TOC e LOI) prima di scegliere la discarica.
  5. Documentare il risultato e la decisione — per la discarica, questa è la base per l’ammissione del rifiuto.

Cosa non deve essere travisato

La norma non afferma che «ogni rifiuto combustibile è vietato». Si tratta dei criteri di ammissione per i codici e il tipo di discarica indicati, verificati tramite analisi. D’altra parte, non è sufficiente sostenere che la percentuale di parti combustibili sia «trascurabile» — contano i parametri risultanti dall’analisi del rifiuto conferito in discarica.

Cosa fare per prima

  1. Verificare se il rifiuto rientra in uno dei codici del § 3 comma 3.
  2. Commissionare le analisi di TOC, LOI e potere calorifico a un laboratorio autorizzato.
  3. Se i parametri superano i limiti, pianificare un destinatario per il recupero energetico o un altro trattamento.
  4. Conservare i protocolli per i controlli della discarica e per la rendicontazione.

Il testo ha carattere informativo e non costituisce consulenza legale; prima di prendere decisioni di investimento o formali, verifichi il testo aggiornato delle norme e consulti un legale o l’autorità competente.

Fonti

  1. Rozporządzenie Ministra Gospodarki z dnia 16 lipca 2015 r. w sprawie dopuszczania odpadów do składowania na składowiskach (Dz.U. 2015 poz. 1277) — ELI
  2. Odpowiedź Ministerstwa Klimatu i Środowiska na petycję z 25 września 2025 r. (18 grudnia 2025 r.) — gov.pl

Domande e risposte

Il divieto riguarda ogni rifiuto ad alto contenuto energetico?

No. I criteri dell’allegato 4 si riferiscono ai rifiuti con specifici codici (19 08 05, 19 08 12, 19 08 14, 19 12 12 e gruppo 20) stoccati in discariche per rifiuti non pericolosi e inerti. Gli altri rifiuti sono soggetti ai criteri degli altri allegati.

Questa domanda nelle FAQ

Perché è stata stabilita la soglia di 6 MJ/kg di sostanza secca?

Secondo il ministero, il criterio era finalizzato a garantire che le frazioni combustibili non venissero conferite in discarica, ma destinate agli impianti di incenerimento, dove il recupero energetico è considerato più vantaggioso per l’ambiente rispetto allo smaltimento in discarica. Il criterio è stato introdotto nella normativa sullo smaltimento in discarica a metà del 2007.

Questa domanda nelle FAQ