Rifiuti ed economia circolareEvento
Scadenza del termine per il recepimento del pacchetto rifiuti UE: obiettivi di riciclo e biorifiuti nella normativa nazionale
Il 5 luglio 2020 è scaduto il termine per la trasposizione delle direttive 2018/849-852. Il pacchetto introduce obiettivi di riciclo del 55/60/65%, un limite di smaltimento in discarica del 10% e l'obbligo di raccolta differenziata dei biorifiuti entro la fine del 2023.
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Il 5 luglio 2020 è scaduto il termine entro il quale gli Stati membri dovevano recepire nel diritto nazionale il pacchetto di direttive sui rifiuti del 2018. La direttiva (UE) 2018/851 ha modificato la direttiva quadro sui rifiuti, la direttiva (UE) 2018/850 ha aggiornato le norme sulle discariche, mentre la direttiva (UE) 2018/852 ha rivisto le disposizioni sugli imballaggi. Il pacchetto stabilisce nuovi e più ambiziosi obiettivi di riciclo e l'obbligo di raccolta differenziata dei biorifiuti, con un impatto diretto sugli impianti di digestione anaerobica e compostaggio.
Le principali modifiche
Per i rifiuti urbani sono stati fissati obiettivi crescenti di preparazione per il riutilizzo e il riciclo: 55% entro il 2025, 60% entro il 2030 e 65% entro il 2035. Parallelamente, la quota di rifiuti urbani destinati alle discariche dovrà scendere a un massimo del 10% entro il 2035. Per gli imballaggi, gli obiettivi di riciclo aumentano al 65% entro il 2025 e al 70% entro il 2030.
| Ambito | Requisito |
|---|---|
| Riciclo dei rifiuti urbani | 55% (2025), 60% (2030), 65% (2035) |
| Smaltimento in discarica dei rifiuti urbani | massimo 10% entro il 2035 |
| Biorifiuti | raccolta differenziata o riciclo alla fonte entro il 31 dicembre 2023 |
| Tessili e rifiuti pericolosi domestici | raccolta differenziata dal 1° gennaio 2025 |
| Responsabilità estesa del produttore | requisiti minimi per i sistemi EPR |
Impatto sui biorifiuti e sugli impianti di biogas
L'obbligo di raccolta differenziata dei biorifiuti rappresenta una delle modifiche più rilevanti per il settore del biogas. In Polonia, una parte significativa della frazione organica finisce ancora nei rifiuti indifferenziati, e i comuni devono costruire o ampliare sistemi di raccolta e impianti di trattamento. La digestione anaerobica dei biorifiuti consente di produrre biogas e digestato, e spesso si combina con il compostaggio dei residui. La crescente quantità di biorifiuti raccolti in modo differenziato rappresenta una potenziale materia prima per gli impianti di biogas di smaltimento, ma anche una sfida qualitativa: contaminanti come le plastiche possono ridurre il valore della materia prima e la qualità del digestato.
Situazione in Polonia
Alla scadenza del termine, la normativa nazionale non era ancora stata pienamente adeguata. Il progetto di modifica della legge sui rifiuti e di altri atti normativi era ancora in fase di elaborazione legislativa, mentre enti locali, aziende di raccolta rifiuti e gestori di impianti attendevano la versione definitiva delle disposizioni. Il mancato recepimento tempestivo comporta il rischio di avvio da parte della Commissione Europea di una procedura di infrazione, che solitamente inizia con una richiesta di eliminazione delle inadempienze.
Prospettive future
Per gli investitori nel trattamento dei biorifiuti, le domande più rilevanti riguardano la definizione di biorifiuti, le modalità di finanziamento dei sistemi di raccolta differenziata e i criteri per il calcolo degli obiettivi di riciclo. Fino all'approvazione della normativa nazionale, la pianificazione di nuovi impianti si basa sulle direttive, i cui principi restano invariati: più raccolta differenziata, meno smaltimento in discarica e una maggiore quota di riciclo organico.
Perché le scadenze sono importanti per gli investitori
Gli obiettivi di riciclo e l'obbligo di raccolta differenziata dei biorifiuti si traducono in piani di investimento per i comuni e le associazioni intercomunali, che decidono sulla costruzione di impianti di selezione, compostaggio e digestione anaerobica. Più tardi vengono definite con precisione le norme nazionali, più difficile risulta fare previsioni affidabili sui flussi di rifiuti e, di conseguenza, sul bilancio dei substrati per gli impianti di biogas di smaltimento. Le direttive, tuttavia, restano in vigore indipendentemente dai ritardi nazionali: gli obiettivi derivano dal diritto dell'UE e saranno valutati sulla base delle relazioni degli Stati membri.
Fonti
Domande e risposte
Da quando è obbligatoria la raccolta differenziata dei rifiuti organici nell'UE?
La Direttiva 2018/851 richiede che i rifiuti organici siano raccolti in modo selettivo o riciclati alla fonte (ad esempio, compostati presso le abitazioni) entro il 31 dicembre 2023.




