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Il Parlamento Europeo ha sostenuto l'obiettivo del 45% di energie rinnovabili entro il 2030 nella revisione della direttiva RED
Il 14 settembre 2022 il Parlamento Europeo ha adottato la propria posizione sulla revisione della direttiva sulle energie rinnovabili, sostenendo l'obiettivo del 45% per il 2030. Il Consiglio UE punta al 40%. Iniziano i negoziati trilaterali, cruciali per il biometano e le bioenergie.
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Il Parlamento Europeo ha adottato il 14 settembre 2022, durante la sessione plenaria, la propria posizione sulla revisione della direttiva sulle fonti energetiche rinnovabili (RED). Gli eurodeputati si sono espressi a favore dell'innalzamento dell'obiettivo della quota di energie rinnovabili nel consumo finale lordo di energia al 45% entro il 2030 – lo stesso valore proposto dalla Commissione Europea a maggio nel piano REPowerEU. Il Consiglio dell'UE aveva concordato a giugno una posizione con l'obiettivo del 40%, pertanto il prossimo passo saranno i negoziati trilaterali. L'esito di questi colloqui determinerà le condizioni per il funzionamento del biogas e del biometano nell'UE negli anni a venire.
Cosa cambia
La revisione della RED rappresenta uno dei pilastri del pacchetto «Fit for 55». La posizione del Parlamento costituisce un mandato per i negoziati, non una norma giuridica. Essa comprende numerosi elementi, dall'innalzamento degli obiettivi settoriali (riscaldamento, trasporti, industria), alla semplificazione delle procedure autorizzative per le energie rinnovabili, fino alle regole di sostenibilità per la biomassa e i biocarburanti. Per il settore dei gas rinnovabili, risultano particolarmente rilevanti:
- le regole di certificazione e le garanzie di origine (GO) per il biometano,
- i criteri di sostenibilità e di risparmio delle emissioni per le materie prime,
- gli obiettivi per i carburanti avanzati e i carburanti rinnovabili di origine non biologica nei trasporti,
- le limitazioni all'accesso della biomassa forestale ai meccanismi di sostegno.
Il tema della biomassa suscita le maggiori controversie, poiché riguarda sia la questione climatica sia la competizione per le materie prime.
Importanza per il settore in Polonia
La Polonia è interessata a un approccio cauto agli obiettivi sulle energie rinnovabili, dovendo conciliare la trasformazione del settore energetico con la sicurezza degli approvvigionamenti. Al contempo, vede nelle energie rinnovabili gassose un'opportunità: il Paese dispone di ingenti risorse agricole e di scarto, e il potenziale del biometano è considerato significativo. La direttiva stabilirà il quadro entro il quale la Polonia attuerà le normative nazionali – inclusa la definizione di biometano, i registri, le garanzie di origine e i criteri di sostenibilità delle materie prime.
Per gli investitori risulteranno particolarmente rilevanti le disposizioni relative all'accesso alla rete, alle procedure e al sostegno. Più ambizioso sarà l'esito dei negoziati, maggiore sarà la pressione sugli Stati membri affinché semplifichino le autorizzazioni ed eliminino le barriere per i progetti di biogas.
Perché la differenza tra il 40% e il 45% è rilevante
Cinque punti percentuali, su scala dell'intera Unione, equivalgono a centinaia di terawattora di energia rinnovabile all'anno. Più elevato è l'obiettivo, maggiore è la pressione sugli Stati membri affinché sviluppino anche fonti meno ovvie: biogas, biometano, calore da energie rinnovabili e carburanti rinnovabili nei trasporti. Con un obiettivo più basso, è più facile limitarsi all'eolico e al solare nel settore elettrico. Per questo motivo, le associazioni europee del biogas e del biometano hanno sostenuto l'obiettivo più alto e percorsi distinti per i gas rinnovabili.
Prossimi passi
I negoziati trilaterali dovrebbero iniziare già nell'autunno sotto la presidenza ceca del Consiglio, con una possibile conclusione all'inizio del 2023. Fino a quel momento, il settore continuerà a sostenere il mantenimento di criteri che premiano le materie prime di scarto e i residui, senza tuttavia precludere la strada agli impianti di biogas agricolo che operano secondo i principi dello sviluppo sostenibile.




