Emissioni e climaApprofondimento
Global Methane Pledge e strategia metanifera UE: cosa significano per il biogas
Durante la COP26 è stato annunciato il Global Methane Pledge: riduzione delle emissioni di metano del 30% entro il 2030 rispetto al 2020. Spieghiamo l’impegno, la strategia metanifera UE del 2020 e le conseguenze per gli impianti di biogas.
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Il Global Methane Pledge è un’iniziativa internazionale annunciata nel novembre 2021 durante il vertice climatico COP26 a Glasgow. I partecipanti si impegnano a ridurre collettivamente le emissioni antropogeniche globali di metano di almeno il 30% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2020. L’impegno ha carattere politico, non giuridico, ma definisce la direzione delle azioni, anche in agricoltura, rifiuti ed energia. Per il settore del biogas, ciò significa un maggiore interesse verso quelle tecnologie che catturano il metano da liquami, rifiuti e acque reflue.
Perché il metano è importante
Il metano è il secondo gas, dopo la CO₂, responsabile del riscaldamento globale. Rimane nell’atmosfera per circa un decennio, quindi la riduzione delle sue emissioni si traduce rapidamente in un rallentamento del ritmo del riscaldamento. La valutazione globale del metano pubblicata nel 2021 dalla Coalizione per il Clima e l’Aria Pulita e dall’UNEP ha indicato che una parte significativa delle emissioni antropogeniche proviene da tre settori: agricoltura (circa 40%), combustibili fossili (circa 35%) e rifiuti (circa 20%). Questi sono ordini di grandezza citati nella valutazione; i dati dettagliati dovrebbero essere verificati alla fonte.
La strategia metanifera dell’UE
Nell’ottobre 2020, la Commissione Europea ha presentato la strategia dell’UE per la riduzione delle emissioni di metano. Essa prevede:
- il miglioramento delle misurazioni, della rendicontazione e della verifica delle emissioni;
- azioni nel settore energetico (rilevamento e riparazione delle perdite, riduzione della combustione in torcia e dello sfiato);
- azioni in agricoltura (tra cui la gestione del liquame e del letame, anche attraverso la produzione di biogas);
- azioni nel settore dei rifiuti (riduzione dello smaltimento in discarica dei rifiuti biodegradabili, raccolta del biogas da discarica);
- aspetti internazionali, compreso l’import di energia.
La Commissione ha annunciato ulteriori passi legislativi riguardanti il settore energetico. La strategia indica il biogas come elemento per la riduzione delle emissioni di metano dall’agricoltura e dai rifiuti.
Cosa significa per gli impianti di biogas
- Opportunità. Il metano proveniente da liquami, fanghi e rifiuti, che altrimenti si disperderebbe nell’atmosfera, può diventare un combustibile. Dal punto di vista climatico, gli impianti di biogas sono uno dei pochi modi per produrre energia e ridurre contemporaneamente le emissioni di metano.
- Pressione sulla tenuta. Poiché le politiche riguardano le emissioni di metano, le perdite dagli stessi impianti di biogas saranno oggetto di attenzione. Stanno emergendo iniziative relative a misurazioni, programmi di rilevamento e riparazione delle perdite (LDAR) e buone pratiche.
- Rendicontazione. È lecito aspettarsi un aumento dell’importanza del monitoraggio e della documentazione delle emissioni nella certificazione della sostenibilità.
- Finanziamenti e sostegno. La riduzione del metano è spesso un argomento a favore dei programmi di sostegno per il biogas da rifiuti e liquami.
Esempio: scala della riduzione
Ipotesi: un’azienda agricola industriale produce 50.000 m³ di liquame all’anno; l’emissione ipotetica di metano dallo stoccaggio è di 5 kg CH₄ per m³ (ipotesi illustrativa; il valore reale dipende fortemente dalla temperatura, dal tempo e dal metodo di stoccaggio). Emissione: 250 t CH₄ all’anno ≈ 7.000 t CO₂e con GWP₁₀₀ = 28. Se la digestione anaerobica cattura, ad esempio, l’80% di questo metano, l’emissione evitata è di 200 t CH₄ ≈ 5.600 t CO₂e all’anno. Ciò mostra il potenziale, ma anche la dipendenza dalle ipotesi, quindi nei progetti sono necessari dati di misurazione.
Limiti e critiche
- L’impegno è volontario; non definisce strumenti dettagliati.
- Alcuni emettitori chiave non hanno aderito all’iniziativa.
- La quota dell’agricoltura nelle emissioni è difficile da ridurre senza cambiamenti nella produzione animale e nell’alimentazione degli animali.
- Il biogas non risolve tutte le fonti di metano, ad esempio la fermentazione enterica del bestiame.
Cosa è opportuno fare
Negli impianti di biogas è già oggi consigliabile adottare buone pratiche: serbatoi a tenuta, controlli regolari delle apparecchiature, misurazioni della concentrazione di metano nei punti chiave e registrazione dei risultati. Tali dati diventano un vantaggio competitivo nella certificazione e nella richiesta di sostegno.
La misurazione come condizione di credibilità
Senza misurazioni affidabili, la riduzione dichiarata delle emissioni di metano può essere messa in discussione. Ciò riguarda sia gli inventari nazionali, che spesso si basano su coefficienti di emissione, sia i progetti specifici. Negli impianti di biogas, la base sono le misurazioni a livello di impianto: tenuta dei serbatoi, concentrazioni di metano intorno alle apparecchiature, bilancio di massa del gas. Sempre più spesso vengono condotte campagne di misurazione con metodi remoti (ad esempio droni e analizzatori laser), che vengono confrontati con i dati di rendicontazione.
Sintesi
Il Global Methane Pledge e la strategia metanifera dell’UE indicano che il metano è diventato una priorità della politica climatica. Gli impianti di biogas ne sono parte della soluzione, ma devono anche controllare le proprie emissioni.




