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La Commissione propone una nuova direttiva sul trattamento delle acque reflue: neutralità energetica e biogas
Il 26 ottobre 2022 la Commissione Europea ha proposto una revisione della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane. Il progetto prevede la neutralità energetica del settore, inclusa la produzione di energia da biogas derivante dalla digestione dei fanghi.
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La Commissione Europea ha presentato il 26 ottobre 2022 una proposta di revisione della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane (UWWTD). Il progetto inasprisce i requisiti per gli impianti di depurazione, li estende alle agglomerazioni più piccole, introduce l’obiettivo di neutralità energetica del settore e il principio di responsabilità estesa dei produttori per i microinquinanti, come farmaci e cosmetici. Per il settore del biogas è rilevante che, nel percorso verso la neutralità energetica, gli impianti di depurazione debbano utilizzare fonti rinnovabili, incluso il biogas derivante dalla digestione anaerobica dei fanghi.
Cosa cambia
Gli impianti di depurazione sono grandi consumatori di energia. Nel progetto della Commissione, il settore deve ridurre il consumo energetico e produrre energia da fonti rinnovabili – eolico, solare e biogas – al fine di raggiungere la neutralità energetica in un determinato orizzonte temporale. La direttiva prevede audit energetici e l’obbligo di rendicontazione. Inoltre, vengono inasprite le richieste relative alla rimozione dei nutrienti (azoto e fosforo), aumentando la necessità di tecnologie di depurazione più avanzate.
La Commissione propone anche di estendere la direttiva alle agglomerazioni più piccole e di introdurre il monitoraggio di specifici inquinanti. La responsabilità estesa dei produttori implica che i costi di rimozione dei microinquinanti derivanti da farmaci e cosmetici siano sostenuti dai loro produttori, e non esclusivamente dagli utenti dei servizi idrici.
Significato per il settore in Polonia
In Polonia, molti impianti di depurazione, soprattutto quelli di maggiori dimensioni, effettuano la digestione anaerobica dei fanghi e producono biogas, utilizzato nella cogenerazione. L’obiettivo di neutralità energetica aumenta il valore di tali impianti e può incentivare la modernizzazione dei digestori, l’implementazione della codigestione con substrati aggiuntivi (ad esempio, rifiuti dell’industria alimentare) e il miglioramento dell’efficienza energetica.
D’altro canto, l’inasprimento dei requisiti per la rimozione di azoto e fosforo e la necessità di adeguare le infrastrutture nelle agglomerazioni più piccole comportano significativi investimenti. Per i comuni e le aziende idriche, saranno cruciali le fonti di finanziamento, inclusi i fondi europei e nazionali.
Come il biogas da fanghi si inserisce nell’obiettivo
La digestione anaerobica dei fanghi è una tecnica tradizionale di stabilizzazione che produce biogas con un contenuto di metano tipicamente compreso tra alcune decine di punti percentuali. Utilizzato nella cogenerazione, copre parte del fabbisogno energetico dell’impianto di depurazione in termini di elettricità e calore. Negli impianti di maggiori dimensioni può risultare conveniente anche l’upgrading a biometano. L’obiettivo di neutralità energetica aumenta il valore di tali soluzioni e incoraggia a combinare i fanghi con altri substrati, ma richiede anche investimenti nell’efficienza energetica dell’aerazione, che rappresenta la quota maggiore del consumo elettrico.
Prossimi passi
Il progetto passa ora al Parlamento Europeo e al Consiglio. Le discussioni riguarderanno, tra l’altro, l’orizzonte temporale per la neutralità energetica, l’ambito della responsabilità estesa dei produttori e il calendario di adeguamento per le agglomerazioni più piccole. Gli impianti di depurazione che pianificano investimenti nella digestione anaerobica dei fanghi o nello sfruttamento del biogas dovrebbero monitorare le disposizioni relative alla neutralità energetica, poiché queste potrebbero influenzare i criteri di sostegno e la redditività dei progetti.





