Tecnologia ed esercizioEvento
Il Consiglio UE ha definito la posizione sulla direttiva relativa alle acque reflue: neutralità energetica degli impianti di depurazione entro il 2045
Il 16 ottobre 2023 il Consiglio UE ha concordato la posizione negoziale per la revisione della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane. Gli impianti di depurazione dovranno produrre entro il 2045 tanta energia quanta ne consumano, con obiettivi intermedi.
Altre versioni linguistiche: Polski, English, Deutsch, Español, Français, Nederlands.

Il Consiglio dell’Unione Europea ha concordato il 16 ottobre 2023 la posizione negoziale per la revisione della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane. Nella parte relativa all’energia, è stato introdotto l’obiettivo di neutralità energetica: entro il 2045, gli impianti di depurazione dovranno produrre energia in quantità pari a quella consumata, con tappe intermedie. La posizione del Consiglio costituisce la base per i negoziati con il Parlamento Europeo. Per il settore del biogas, ciò significa un aumento dell’importanza della digestione anaerobica dei fanghi e di altre fonti rinnovabili negli impianti di depurazione.
Cosa cambia
La Commissione Europea ha proposto nell’ottobre 2022 la revisione della direttiva del 1991. Il Consiglio ha modificato alcune parti della proposta, ma ha mantenuto gli elementi principali: inasprimento dei requisiti per la rimozione di azoto e fosforo, estensione alle agglomerazioni più piccole, monitoraggio di specifici inquinanti e responsabilità estesa dei produttori per la rimozione dei microinquinanti da farmaci e cosmetici. Nell’ambito energetico, il Consiglio ha stabilito che l’obiettivo di neutralità debba essere inteso su scala settoriale e includa la possibilità di produrre energia da fonti rinnovabili, come il biogas, l’eolico e il solare.
Nella posizione sono stati introdotti anche elementi di flessibilità: le tempistiche dipendono dalle dimensioni delle agglomerazioni e gli Stati membri possono avvalersi di scadenze differenziate.
Significato per il settore in Polonia
Gli impianti di depurazione polacchi, soprattutto quelli di grandi dimensioni, utilizzano da anni la digestione anaerobica dei fanghi e producono biogas per la cogenerazione. L’obiettivo di neutralità energetica rappresenterà per loro un incentivo a ulteriori investimenti: aumento della produzione di biogas attraverso la codigestione con rifiuti industriali, ammodernamento delle camere di digestione e miglioramento dell’efficienza dell’aerazione. Gli impianti di depurazione più piccoli, per i quali la digestione anaerobica non è economicamente vantaggiosa, cercheranno altre soluzioni, come il fotovoltaico.
I requisiti più stringenti per la rimozione dei nutrienti e l’estensione alle agglomerazioni più piccole comportano elevati costi di investimento per i comuni. Il finanziamento tramite fondi nazionali e dell’UE sarà un fattore chiave per il ritmo di attuazione.
A cosa prestare attenzione
Gli operatori degli impianti di depurazione dovrebbero effettuare audit energetici, valutare il potenziale di biogas dai fanghi e le possibilità di codigestione. È inoltre opportuno monitorare come verranno formulate le definizioni e le scadenze degli obiettivi intermedi, poiché da queste dipenderà il piano di investimenti.
Biogas dai fanghi nella pratica
In un impianto di depurazione con digestione anaerobica dei fanghi, il biogas alimenta più frequentemente un’unità di cogenerazione che produce elettricità e calore per le esigenze dell’impianto, incluso il riscaldamento delle camere di digestione. La neutralità energetica richiede tuttavia di considerare l’intero bilancio: il principale consumatore di energia è l’aerazione delle acque reflue. Pertanto, gli investimenti in soffianti efficienti, nel controllo del processo e nel recupero del calore possono essere altrettanto importanti quanto l’aumento della produzione di biogas.
Finanziamento delle modifiche
L’adeguamento ai nuovi requisiti sarà costoso. Fondamentale sarà l’accesso ai fondi dell’UE e nazionali, nonché la possibilità di trasferire i costi dei microinquinanti ai produttori. I comuni e le società di gestione idrica dovrebbero già pianificare la suddivisione degli investimenti, inclusi quelli che combinano gli obiettivi di qualità delle acque reflue con la produzione di energia.
Prossimi passi
Inizieranno i negoziati trilaterali con il Parlamento Europeo, che ha adottato la propria posizione il 5 ottobre 2023. Le parti dovranno concordare gli obiettivi finali, le scadenze e i principi della responsabilità estesa. I colloqui dovrebbero concludersi all’inizio del 2024.





