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Produttore irlandese di biometano Clonbio in amministrazione controllata. Controversia sull'importazione a basso costo
La società irlandese Clonbio Green Gas è stata posta sotto amministrazione controllata (receivership) nel marzo 2025. L'azienda ha sostenuto di non riuscire a competere con l'importazione economica di biocarburanti dal Sud-Est asiatico.
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La società irlandese Clonbio Green Gas, produttrice di biometano, è stata posta sotto amministrazione controllata nel marzo 2025. Il fondo statale Irish Strategic Investment Fund (ISIF) ha nominato la società KPMG come amministratori; la società risultava debitrice verso il fondo di oltre 12 milioni di euro, garantiti sui suoi asset. In un comunicato, l'azienda ha sottolineato che diventa sempre più difficile competere con l'importazione economica di biocarburanti dal Sud-Est asiatico.
Cosa dichiarava l'azienda
Secondo quanto riportato, la società sosteneva che le imprese, per soddisfare i requisiti normativi, optassero per biocarburanti più economici di importazione anziché per il biometano nazionale. Ha aggiunto che nessun ministero o agenzia statale acquista neppure un litro di biogas prodotto localmente. Gli amministratori possono proseguire l'attività se ritengono che ciò sia nell'interesse dei creditori.
È importante sottolineare che si tratta di dichiarazioni delle parti coinvolte nella vicenda: tali affermazioni non stabiliscono in quale misura il dissesto della società sia stato causato dalla concorrenza delle importazioni o da altri fattori, come i costi di finanziamento e i rischi del progetto.
Perché è rilevante
L'esempio di Clonbio evidenzia i rischi dei mercati emergenti del biogas: gli investimenti ad alta intensità di capitale, dipendenti da regolamentazioni e domanda, sono vulnerabili ai cambiamenti politici e alla concorrenza di carburanti provenienti da altri segmenti (ad esempio, il biodiesel da oli esausti). Nel settore dei trasporti, dove gli obblighi di utilizzo di energie rinnovabili possono essere soddisfatti con diversi carburanti, il produttore di biometano compete per lo stesso valore di mercato dei fornitori di altri biocarburanti. È quindi fondamentale come un Paese struttura tali obblighi: se premia i carburanti gassosi o consente il "modo più economico" per raggiungere l'obiettivo.
Significato per il settore in Polonia
La Polonia introduce nello stesso periodo l'Obiettivo Nazionale Indicativo per i trasporti (14,9% nel 2030) e include il biometano tra i carburanti validi per il raggiungimento dell'obiettivo. L'esempio irlandese rappresenta un monito: l'inclusione del biometano nell'obiettivo non è sufficiente se sul mercato sono disponibili alternative più economiche e manca una domanda prevedibile. Per gli investitori polacchi, ciò implica la necessità di garantire contratti di ritiro (offtake) a lungo termine e con clienti diversificati – non solo nel trasporto, ma anche nell'industria e nell'export.
Rilevante è anche il controllo sulla certificazione: più efficiente è il sistema di tracciabilità e verifica (Union Database, garanzie di origine), più difficile sarà immettere sul mercato partite di dubbia provenienza.
Prospettive future
Gli amministratori possono proseguire l'attività della società se lo ritengono vantaggioso per i creditori. Per gli investitori polacchi, le conclusioni sono pratiche: è opportuno garantire contratti di ritiro a lungo termine e con clienti diversificati, oltre a monitorare il modo in cui la normativa riconosce i diversi carburanti nel raggiungimento degli obiettivi. Fino a quando non saranno note le circostanze del dissesto, la valutazione delle cause rimarrà preliminare.





