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Rapporto Guidehouse: l'Europa potrebbe produrre 111 miliardi di m³ di biometano nel 2040
Il rapporto *Biogases towards 2040 and beyond* stima il potenziale del biometano nell'UE, Regno Unito, Norvegia e Svizzera a 111 miliardi di m³ annui nel 2040, di cui 74 miliardi di m³ da digestione anaerobica.
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L'European Biogas Association (EBA) ha presentato il 16 aprile 2024 il rapporto di Guidehouse "Biogases towards 2040 and beyond", dal quale emerge che l'Europa potrebbe produrre circa 111 miliardi di m³ di biometano all'anno entro il 2040. Il risultato evidenzia l'importanza attribuita alle materie prime di scarto e alla gassificazione.
Cosa mostra il rapporto
La cifra di 111 miliardi di m³ riguarda l'UE-27, il Regno Unito, la Norvegia e la Svizzera; la sola area UE-27 rappresenta circa 101 miliardi di m³. Secondo il rapporto, circa 74 miliardi di m³ (67% del totale) proverrebbero dalla digestione anaerobica (fermentazione metanigena), ovvero dagli impianti di biogas che utilizzano residui agricoli, rifiuti e fanghi, mentre circa 37 miliardi di m³ (33%) deriverebbero dalla gassificazione termica della biomassa. Il potenziale nel 2040 è stato rapportato a oltre il 30% del consumo di gas nell'UE nel 2022. Per confronto, uno studio precedente di Gas for Climate del 2022 stimava il potenziale in circa 44-45 miliardi di m³ nel 2030 e circa 165 miliardi di m³ nel 2050.
Una distinzione importante: potenziale indica la quantità che può essere prodotta con le materie prime disponibili e nel rispetto dei criteri di sostenibilità, non una previsione di quanto verrà effettivamente prodotto. Gli autori ipotizzano che verranno utilizzati rifiuti e residui, non colture in competizione con la produzione alimentare.
Perché il rapporto è stato pubblicato in quel momento
Due mesi prima, la Commissione aveva raccomandato un obiettivo di riduzione delle emissioni del 90% entro il 2040. L'EBA aveva criticato il fatto che nei suoi scenari i biogas rivestissero un ruolo secondario e mirava a includere un obiettivo concreto per i biogas nel traguardo del 2040. Il rapporto intendeva fornire dati per questa discussione prima delle elezioni del Parlamento Europeo nel giugno 2024.
Significato per il settore in Polonia
La Polonia dispone di ingenti risorse agricole e di scarto, ma nel 2024 non produceva ancora biometano su scala industriale. Il rapporto ricorda che il potenziale è soprattutto una questione organizzativa: richiede la costruzione di catene di approvvigionamento per liquame, paglia, rifiuti dell'industria alimentare e rifiuti organici urbani, oltre all'ottenimento di autorizzazioni e allacciamenti alla rete del gas. La Polska Organizacja Biometanu aveva evidenziato in quel periodo che la mancanza di un sistema di sostegno e di una strategia per il biometano nei documenti di pianificazione nazionali limitava l'interesse degli investitori.
Per le aziende tecnologiche è rilevante anche il fatto che la quota prevista di gassificazione (circa un terzo del potenziale) apre il mercato a tecnologie che in Polonia sono ancora in fase pilota.
Prospettive future
I dati dei rapporti sul potenziale servono come punto di riferimento per i piani nazionali e per giustificare gli obiettivi. È tuttavia importante monitorare le successive edizioni e confrontarne le ipotesi: il ritmo di costruzione degli impianti, le barriere normative e la disponibilità delle materie prime possono modificare significativamente la valutazione di quanto del potenziale potrà essere realizzato. Per gli analisti di mercato, serie pluriennali e suddivisioni per Paesi e tecnologie risultano più utili di una singola cifra.





