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La Russia ha attaccato l'Ucraina. La crisi del gas modifica il calcolo per il biogas e il biometano
Il 24 febbraio 2022 la Russia ha iniziato l'invasione dell'Ucraina, provocando un forte aumento dei prezzi del gas in Europa. Per il biogas e il biometano, questo evento sposta il dibattito dal clima alla sicurezza degli approvvigionamenti.
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Il 24 febbraio 2022 la Russia ha avviato un'invasione armata dell'Ucraina. Per il mercato europeo del gas, si tratta di un punto di svolta: i prezzi all'ingrosso sono aumentati bruscamente e la discussione sull'indipendenza dalle forniture russe ha cessato di essere teorica. Per il settore del biogas e del biometano, ciò significa che gli argomenti relativi alla sicurezza degli approvvigionamenti e all'indipendenza energetica diventano importanti quanto quelli climatici.
Cosa cambia
La Russia era il maggior fornitore di gas naturale per l'Unione Europea, coprendo circa il 40% del consumo comunitario. Già il giorno dell'attacco, le quotazioni del gas alla borsa olandese TTF sono salite di diverse decine di punti percentuali, superando i 100 euro per MWh. Il mercato reagisce al rischio di interruzione delle forniture tramite gasdotti, nonché all'aumento della domanda di GNL, che deve essere trasportato via mare.
Il gas rinnovabile prodotto in Europa – biogas e biometano – non rappresenta una soluzione universale, poiché la sua scala attuale è modesta rispetto al consumo complessivo. Tuttavia, presenta due caratteristiche preziose in tempi di crisi: viene prodotto localmente, da materie prime disponibili in loco, e può essere immesso nell'infrastruttura gasiera esistente.
Importanza per il settore in Polonia
La Polonia ha un contratto Yamal con Gazprom, in scadenza nel 2022, e aveva già intrapreso una politica di diversificazione: il terminal GNL di Świnoujście, il gasdotto Baltic Pipe e gli interconnettori. In questo contesto, ogni metro cubo di gas prodotto nel Paese migliora il bilancio della sicurezza. Gli impianti di biogas agricoli e di trattamento dei rifiuti producono oggi principalmente energia elettrica e calore, ma una parte di essi potrebbe, dopo la modernizzazione, passare alla produzione di biometano.
Gli alti prezzi del gas migliorano la redditività dell'upgrading (purificazione del biogas): più il gas fossile è costoso, più facile è competere con il biometano. Mancano tuttavia i quadri normativi – definizione di biometano, registro dei produttori e garanzie di origine – che nel diritto polacco sono ancora in fase di definizione.
Scala e limiti del biogas
È necessario mantenere le proporzioni. La produzione di biogas e biometano in Europa si misura in miliardi di metri cubi all'anno, mentre il consumo totale di gas dell'UE supera diverse centinaia di miliardi. Il biometano non sostituirà quindi rapidamente il gas russo, ma ogni impianto aggiuntivo riduce la domanda di importazioni. Nel breve periodo, l'impatto maggiore deriva dal risparmio energetico, dal rifornimento delle scorte, dalle forniture di GNL e dalla diversificazione; nel medio periodo, dallo sviluppo delle fonti nazionali, compresi i gas rinnovabili.
Il biogas presenta anche vantaggi sistemici: può essere prodotto in modo uniforme durante tutto l'anno, è immagazzinabile e il sottoprodotto – il digestato – riduce la dipendenza dell'agricoltura dai fertilizzanti azotati, i cui prezzi aumentano insieme a quelli del gas.
Prospettive future
La Commissione Europea ha annunciato un pacchetto di misure per ridurre la dipendenza dal gas russo, mentre l'Agenzia Internazionale dell'Energia sta preparando raccomandazioni per l'UE. Per il settore del biogas, sarà cruciale verificare se nei nuovi piani saranno inclusi obiettivi concreti per il biometano e strumenti di sostegno. Vale la pena seguire anche i lavori polacchi sulla modifica della legge sulle FER e le decisioni relative al collegamento degli impianti di biometano alla rete.





