Emissioni e climaEvento
Accordo sul regolamento UE sul metano: misurazioni, riparazione delle perdite, divieto di combustione routinaria
Il 15 novembre 2023 Parlamento e Consiglio UE hanno raggiunto un accordo sul primo regolamento europeo sul metano nel settore energetico: misurazioni, rilevamento e riparazione delle perdite, limitazione della ventilazione e della combustione, nonché requisiti per le importazioni.
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Il Parlamento europeo e il Consiglio dell’UE hanno raggiunto il 15 novembre 2023 un accordo provvisorio sul primo regolamento europeo per la riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico. Le norme riguardano petrolio, gas naturale e carbone: impongono l’obbligo di misurazioni e rendicontazione conformi a standard uniformi, controlli regolari per il rilevamento e la riparazione delle perdite, limitazioni alla ventilazione e alla combustione routinaria del gas su fiaccola, nonché requisiti per i combustibili importati. Per il settore del biogas, questo rappresenta un contesto rilevante: il metano diventa oggetto di una regolamentazione dettagliata e la sua misurazione diventa uno standard.
Cosa cambia
Gli elementi chiave del compromesso:
- Misurazioni e rendicontazione: gli operatori dovranno comunicare le emissioni sulla base di misurazioni, e non solo di stime, e sottoporle a verifica,
- LDAR: controlli e riparazione obbligatori delle perdite a intervalli prestabiliti,
- Ventilazione e combustione: divieto di ventilazione e combustione routinaria, con eccezioni legate alla sicurezza,
- Carbone: requisiti per le miniere, compresi quelli relativi al degasaggio,
- Importazioni: dopo un periodo transitorio (circa tre anni), gli importatori dovranno dimostrare che i fornitori extra-UE applicano standard comparabili; gli Stati membri dovranno monitorare la conformità sul mercato.
L’accordo è stato preceduto da lunghe negoziazioni sull’ambito delle importazioni, che avevano sollevato preoccupazioni in alcuni Paesi riguardo ai prezzi e alle forniture di gas.
Significato per il settore in Polonia
La Polonia è un importante produttore di carbone e dispone di un sistema gasiero alimentato da importazioni, pertanto il regolamento riveste per essa una notevole importanza: il settore minerario dovrà rendicontare e ridurre le emissioni di metano, mentre il settore gasiero dovrà effettuare controlli di tenuta. Per gli impianti di biogas e di biometano, le norme non sono direttamente indirizzate, ma creano un contesto in cui la tenuta degli impianti diventa un valore. Gli operatori delle reti si aspetteranno sempre più spesso standard elevati da tutti coloro che immettono gas.
La politica sul metano migliora indirettamente la competitività del biometano: il gas naturale, gravato dai costi di monitoraggio e dalle restrizioni alle importazioni, potrebbe diventare più costoso, mentre il biometano da rifiuti acquisisce un vantaggio climatico.
A cosa prestare attenzione
I produttori di biogas dovrebbero implementare propri programmi di controllo delle perdite e di documentazione delle emissioni, anche se non sono direttamente soggetti al regolamento. Le misurazioni sui serbatoi di biogas, sui compressori e sui sistemi di upgrading (purificazione del biogas) potrebbero diventare parte dei requisiti contrattuali con i clienti e della certificazione.
Distinzione importante
Il regolamento riguarda esclusivamente il settore energetico fossile, ma l’Unione sta lavorando anche ad altri strumenti per la riduzione del metano, inclusi interventi nella politica agricola e norme sui rifiuti. Per l’agricoltura e la gestione dei rifiuti rimangono fondamentali le buone pratiche: stoccaggio a tenuta dei fertilizzanti naturali, digestione anaerobica (fermentazione metanigena) di letame e liquame, recupero del biogas da discarica (gas di discarica).
Sul mercato del gas emerge invece la questione di come le emissioni di metano riportate influenzeranno la valutazione del gas naturale e del biometano nei contratti a lungo termine. I clienti che rendicontano l’impronta di carbonio richiederanno dati certificati ai fornitori.
Prossimi passi
L’accordo dovrà essere approvato dal Parlamento e dal Consiglio. Dopo l’entrata in vigore, gli Stati membri designeranno le autorità di vigilanza e introdurranno sanzioni. Il settore gasiero sta preparando sistemi di misurazione e rendicontazione.




