Emissioni e climaEvento
Impegno Globale sul Metano lanciato alla COP26: oltre 100 Paesi, obiettivo -30% entro il 2030
Il 2 novembre 2021, durante la COP26, è stato formalmente lanciato l'Impegno Globale sul Metano. Vi hanno aderito oltre 100 Paesi, che si sono impegnati a ridurre le emissioni di metano di almeno il 30% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2020.
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Durante la conferenza sul clima COP26 a Glasgow, il 2 novembre 2021 è stato formalmente lanciato l'Impegno Globale sul Metano (Global Methane Pledge). I Paesi che vi hanno aderito – oltre cento – hanno dichiarato di voler ridurre collettivamente le emissioni globali di metano di almeno il 30% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2020. L'iniziativa, annunciata a settembre da Stati Uniti e Unione Europea, è stata considerata uno dei risultati più concreti del vertice.
Caratteristiche dell'impegno
L'impegno non è un trattato e non prevede sanzioni. Serve a coordinare le azioni: i Paesi dichiarano di voler preparare piani nazionali di riduzione nei principali settori – energia, agricoltura e rifiuti – e di adottare metodi migliori per l'inventario delle emissioni. L'obiettivo del 30% riguarda le emissioni complessive, non quelle di ciascun Paese singolarmente.
Non tutti i maggiori emettitori di metano al mondo hanno aderito all'iniziativa al momento del suo lancio; tra i non partecipanti figuravano, tra gli altri, Cina, Russia e India, il che ha limitato la portata dell'impegno.
Perché il metano
La motivazione per un'azione rapida è stata fornita dalle conclusioni del rapporto UNEP e della Coalizione per il Clima e l'Aria Pulita di maggio 2021 e del rapporto IPCC di agosto: il metano ha una breve permanenza in atmosfera, ma un forte impatto sul riscaldamento climatico nel breve termine, quindi la sua riduzione rallenta rapidamente il tasso di riscaldamento. Tra le azioni più economiche sono state menzionate l'individuazione e la riparazione delle perdite nel settore dei combustibili fossili, ma anche la cattura del biogas da discarica e la valorizzazione dei rifiuti organici e dei fertilizzanti naturali.
Importanza per il biogas e i rifiuti
Il biogas e il biometano si inseriscono nelle azioni settoriali descritte nell'ambito dell'impegno: la digestione anaerobica del letame e del liquame riduce le emissioni provenienti dall'agricoltura, mentre il trattamento dei bio-rifiuti previene la loro decomposizione nelle discariche. Molti Paesi hanno annunciato in questa occasione piani di sostegno per il biogas e la cattura del biogas da discarica. Per l'Unione Europea, l'impegno era collegato alle normative previste per il settore energetico, che la Commissione avrebbe dovuto presentare nel dicembre 2021.
Prospettive future
L'attuazione dell'impegno dipende dalle politiche nazionali e dai meccanismi di monitoraggio. È stato fondamentale verificare se gli annunci si sarebbero tradotti in normative e finanziamenti, anche nei Paesi in via di sviluppo, dove il potenziale di riduzione delle emissioni da rifiuti e agricoltura è elevato, ma manca il capitale.
Perché il numero di Paesi non è sufficiente
Il numero dei firmatari dice poco sull'entità della riduzione. Più importante è la quota delle emissioni globali di metano rappresentata dai partecipanti. Nei resoconti da Glasgow si è sottolineato che il gruppo comprendeva una parte significativa dell'economia e delle emissioni mondiali, ma al di fuori di esso rimanevano Paesi con una grande produzione di combustibili fossili e un'agricoltura estensiva, il che limita l'efficacia dell'iniziativa.
Suggerimento per i lettori
Nel monitorare l'attuazione dell'impegno, è utile prestare attenzione ai dati di inventario sulle emissioni di metano pubblicati dai Paesi e dalle organizzazioni internazionali, poiché sono questi a permettere di valutare se le dichiarazioni si traducono in reali riduzioni delle emissioni provenienti dall'agricoltura, dai rifiuti e dal settore energetico.




