Emissioni e climaEvento
IPCC: rapporto sulle basi fisiche del cambiamento climatico — il ruolo del metano e l'urgente riduzione delle emissioni
Il rapporto del I gruppo di lavoro dell'IPCC del 9 agosto 2021 conferma l'influenza inequivocabile dell'uomo sul clima e indica che la riduzione delle emissioni di metano rallenta rapidamente il riscaldamento.
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Il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) ha pubblicato il 9 agosto 2021 il contributo del I gruppo di lavoro al sesto rapporto di valutazione (AR6), intitolato «Climate Change 2021: The Physical Science Basis». Il rapporto afferma che l'influenza umana sul riscaldamento dell'atmosfera, degli oceani e delle terre emerse è inequivocabile e che la temperatura media superficiale della Terra nel periodo 2011–2020 è stata superiore di circa 1,09°C rispetto al periodo 1850–1900. Per il nostro compendio, il tema del metano riveste un'importanza particolare.
Principali conclusioni
- Le concentrazioni di anidride carbonica sono le più elevate da almeno due milioni di anni, mentre quelle di metano e protossido di azoto lo sono da almeno 800.000 anni.
- Il riscaldamento di 1,5°C verrà superato nel XXI secolo, a meno che non si verifichino profonde riduzioni delle emissioni; nella maggior parte degli scenari, tale livello sarà raggiunto già entro i prossimi due decenni.
- Il metano è responsabile di una parte significativa del riscaldamento finora registrato – secondo UNEP e CCAC, di circa il 30% del riscaldamento rispetto all'era preindustriale; le stime assolute indicano circa 0,3–0,5°C.
- Una forte, rapida e duratura riduzione delle emissioni di metano limiterebbe il riscaldamento e migliorerebbe la qualità dell'aria, poiché il metano contribuisce alla formazione di ozono troposferico.
Il rapporto sottolinea al contempo che la riduzione del metano non può sostituire la diminuzione della CO₂: per stabilizzare la temperatura, è necessario raggiungere emissioni nette zero di CO₂.
Implicazioni per il biogas, l'agricoltura e i rifiuti
Le principali fonti antropogeniche di metano sono l'agricoltura (allevamento, liquami e letame, coltivazione del riso), i combustibili fossili e i rifiuti (discariche, acque reflue). La loro riduzione è quindi direttamente collegata alla gestione del biogas: la digestione anaerobica del letame e del liquame riduce le emissioni derivanti dallo stoccaggio, la captazione del biogas da discarica previene la dispersione di metano in atmosfera, mentre gli impianti di biogas per la valorizzazione dei rifiuti trattano i bio-rifiuti che, altrimenti, si decomporrebbero nelle discariche.
È importante ricordare, tuttavia, che il beneficio climatico di un impianto di biogas dipende dalla tenuta dell'impianto. Perdite e emissioni non organizzate dai serbatoi di digestato possono limitarne l'effetto, pertanto cresce l'importanza del monitoraggio e del controllo delle fughe.
Rilevanza politica
Il rapporto è stato pubblicato meno di tre mesi prima della conferenza sul clima COP26 a Glasgow (inaugurazione il 31 ottobre 2021) e meno di un mese dopo la presentazione da parte della Commissione europea del pacchetto «Pronti per il 55%» (14 luglio 2021). È stato un argomento a favore dei Paesi che chiedevano riduzioni più rapide e profonde. Per l'Unione Europea, ha rafforzato la giustificazione delle normative previste sul metano nel settore energetico, annunciate dalla Commissione nella strategia dell'ottobre 2020.
Prospettive future
I successivi contributi dei gruppi di lavoro dell'IPCC, relativi agli impatti e all'attenuazione dei cambiamenti climatici, erano previsti per il 2022. Per il settore del biogas e dei rifiuti, sarà importante valutare come i rapporti valuteranno il potenziale di riduzione delle emissioni provenienti dall'agricoltura e dalla gestione dei rifiuti, nonché il ruolo delle bioenergie negli scenari di neutralità climatica.
Come leggere il rapporto
Il rapporto del I gruppo di lavoro riguarda la scienza del clima, non la politica: descrive ciò che si sa sui cambiamenti, le loro cause e i possibili scenari. Le conclusioni sulle azioni di mitigazione sono contenute nelle successive parti della valutazione. Per il lettore del settore biogas, è fondamentale distinguere che il metano ha una vita più breve rispetto alla CO₂, quindi la sua riduzione produce un effetto rapido, ma non esonera dalla necessità di tagliare le emissioni di anidride carbonica.




