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Nuovi requisiti per i fanghi comunali di depurazione: regolamento pubblicato, norme chiave tra 4 anni
Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il regolamento che modifica le norme sull'utilizzo dei fanghi comunali di depurazione: processi di trattamento richiesti, analisi accreditate e nuovi termini. La parte principale entrerà in vigore dopo 48 mesi.
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Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il regolamento del Ministro del Clima e dell'Ambiente che modifica il regolamento sull'utilizzo dei fanghi comunali di depurazione (Dz.U. 2022 poz. 89). Le nuove disposizioni precisano come il fango debba essere trattato prima di essere applicato sul terreno, con quale frequenza debba essere analizzato e quali metodi utilizzare per la determinazione dei metalli pesanti. La maggior parte dei requisiti entrerà in vigore solo dopo 48 mesi, concedendo agli impianti di depurazione il tempo necessario per adeguarsi.
Cosa cambia
Il regolamento introduce l'obbligo di sottoporre il fango ad almeno uno dei seguenti processi di trattamento:
- anaerobico – riduzione della sostanza organica di almeno il 38% oppure conduzione del processo al di sopra di 34°C per almeno 12 giorni,
- aerobico – almeno 25 giorni,
- aerobico ad alta temperatura – almeno 10 giorni al di sopra di 40°C,
- chimico – dose di calce di almeno 0,25 kg per chilogrammo di sostanza secca (SS),
- umificazione – stoccaggio per almeno 90 giorni o essiccazione fino a un'umidità inferiore al 30%.
Viene inoltre modificato l'ambito delle analisi. Le misurazioni dei metalli pesanti (Pb, Cd, Hg, Ni, Zn, Cu, Cr) devono essere eseguite con metodi specifici (spettrometria di assorbimento atomico o ICP-OES/ICP-MS), e il laboratorio deve essere accreditato o possedere un sistema di gestione della qualità certificato. La frequenza delle analisi dipende dal carico dell'impianto di depurazione:
| Dimensione impianto di depurazione (AE) | Frequenza delle analisi |
|---|---|
| fino a 2000 | ogni 6 mesi |
| oltre 2000 fino a 10 000 | ogni 3 mesi |
| oltre 10 000 fino a 100 000 | ogni 2 mesi |
| oltre 100 000 | ogni mese |
Il fango in forma pastosa o terrosa deve essere distribuito uniformemente e miscelato con il terreno entro il giorno successivo alla consegna in campo.
Significato per il settore in Polonia
Per gli impianti di depurazione delle acque reflue con digestione anaerobica dei fanghi, il processo anaerobico rappresenta un modo naturale per soddisfare i requisiti – e al contempo una fonte di biogas. I criteri fanno diretto riferimento a parametri noti nell'esercizio dei digestori (temperatura, tempo di ritenzione idraulica, riduzione della sostanza secca organica). Gli impianti senza digestione anaerobica dovranno scegliere un'altra soluzione, come il compostaggio o la stabilizzazione con calce, il che incide sui costi e sulla logistica.
Il regolamento non modifica i limiti di contenuto dei metalli, ma innalza i requisiti relativi alla qualità e alla documentazione delle analisi, il che potrebbe aumentare i costi per i piccoli impianti. È importante anche il fatto che il digestato proveniente dai fanghi comunali rimane un materiale di scarto, pertanto il suo utilizzo agricolo è soggetto alle normative sui rifiuti e sui fertilizzanti.
Cosa considerare nei piani di investimento
I requisiti di processo vanno letti insieme all'intenzione di utilizzo del fango. Se è previsto un impiego agricolo, la stabilizzazione anaerobica, aerobica o chimica deve essere documentata con i parametri di processo, e non solo con una dichiarazione. Per gli impianti di depurazione che stanno valutando la costruzione di un digestore, un ulteriore argomento a favore è la possibilità di recuperare biogas e calore; con una scala adeguata, il biogas può essere utilizzato per alimentare i processi interni dell'impianto di depurazione.
Prossimi passi
Le modifiche entreranno in vigore gradualmente: parte delle disposizioni dopo 14 giorni dalla pubblicazione, mentre le restanti (requisiti di processo, laboratori, frequenze, nuovo allegato) dopo 48 mesi. Entro tale termine, i gestori degli impianti di depurazione dovrebbero analizzare la strategia di gestione del fango e eventuali investimenti – dalla modernizzazione dei digestori all'essiccazione – nonché verificare se i loro laboratori soddisfano i nuovi requisiti.




