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Portogallo: biomasse e biogas nel settore energetico — dal sostegno alla produzione alle gare per le connessioni

Il Portogallo indirizza il sostegno verso impianti a biomassa forestale nelle zone a rischio incendi; dal 2019 privilegia il calore e nel 2023 ha annunciato una gara per 60 MW di capacità di allacciamento.

Pubblicato 4 min di letturaRedazione FeedstockData

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Stosy pozostałości zrębowych — gałęzi i wierzchołków — na skraju sosnowego lasu po trzebieży, w porannym świetle.
Illustrazione: FeedstockData (IA, Google Gemini)

Il Portogallo non dispone di una tariffa unica per MWh di energia da biogas e biomassa, come invece avviene in Italia o Francia. L’elemento più distintivo della politica energetica è il regime per i nuovi impianti a biomassa forestale introdotto dal decreto-legge n. 64/2017, collegato alla riduzione del rischio di incendi boschivi. Nel maggio 2019 il governo ha invertito la priorità, passando dalla produzione di sola energia elettrica a quella di calore, e nell’ottobre 2023 ha annunciato una gara per 60 MW di capacità di allacciamento per tali impianti.

Regime del 2017

Il decreto-legge n. 64/2017 approva il regime per i nuovi impianti a biomassa forestale. Secondo tale normativa, qualora le richieste superino la capacità di allacciamento disponibile, la Direção-Geral de Energia e Geologia (DGEG) avvia una procedura competitiva. Gli impianti devono essere realizzati nei territori più esposti agli incendi rurali, con l’obiettivo di valorizzare la biomassa forestale.

Cambio di rotta nel maggio 2019

Durante la conferenza EUBCE a Lisbona, il 27 maggio 2019, secondo Agroportal il segretario di Stato per l’energia João Galamba ha annunciato che lo Stato avrebbe «abbandonato il sostegno pubblico alle strategie basate sulla biomassa destinate esclusivamente alla produzione di energia elettrica». Il sostegno sarebbe stato indirizzato verso progetti che sfruttano l’energia termica. Nella relazione sono stati riportati, tra l’altro:

  • oltre 20 milioni di EUR dal programma POSEUR per nuovi piccoli impianti di cogenerazione a biomassa,
  • 21 milioni di EUR di sostegno al prezzo di vendita dell’energia elettrica nell’arco di 15 anni,
  • circa 340 milioni di EUR di finanziamento complessivo per tali impianti, con un aiuto pubblico approvato a Bruxelles pari a 320 milioni di EUR,
  • l’abbandono di quattro impianti pianificati con una potenza complessiva di 60 MW e incentivi tariffari,
  • l’approvazione precedente di 11 impianti con una potenza complessiva di 193 MW,
  • i criteri: aree ad alto rischio di incendio, catena di approvvigionamento della biomassa documentata e dimensione adeguata al fabbisogno termico documentato (1 MW termico corrisponde a circa 0,5 MW elettrico).

Secondo lo stesso testo, in meno di un anno i prezzi della materia prima sono quasi raddoppiati rispetto al precedente livello di 25–27 EUR per tonnellata.

Gara del 2023

Il 13 ottobre 2023 il portale ECO ha riferito che il giorno precedente il Consiglio dei Ministri aveva approvato un decreto che modifica il regime speciale e straordinario per i nuovi impianti a biomassa. Esso consente una procedura competitiva in cui vengono assegnati titoli di riserva di capacità di allacciamento per una potenza complessiva di 60 MW. Un singolo impianto può richiedere un massimo di 10 MW, e l’annuncio della gara è stato previsto entro la fine di novembre 2023. Vedi post sull’annuncio della gara].

Portaria 425/2025

La procedura competitiva per i titoli di riserva di capacità di allacciamento (TRC) per i nuovi impianti a biomassa forestale è regolata dal Portaria n. 425/2025. Questo atto descrive le modalità di svolgimento della gara, basandosi sul decreto-legge 64/2017 nella versione modificata dal decreto-legge 105/2023.

Timeline

Anno Evento
2017 Decreto-legge n. 64/2017: regime per i nuovi impianti a biomassa forestale
2019 Annuncio dell’abbandono del sostegno agli impianti che producono esclusivamente energia elettrica
2023 Decreto-legge n. 105/2023 modifica il regime; annuncio della gara per 60 MW (max 10 MW per impianto)
2025 Portaria n. 425/2025 regola la procedura competitiva per l’assegnazione dei titoli di riserva di capacità

Ciascuna di queste tappe riguarda la biomassa solida bruciata negli impianti. Il denominatore comune è che lo Stato decide quanta potenza può essere immessa in rete e lo collega a un obiettivo forestale: la rimozione della biomassa dalle aree a rischio incendi, non la massimizzazione della produzione energetica.

Biogas

Secondo il capitolo del libro From Waste to Energy. What is the current contribution of the Portuguese Biogas? (Malico, Hernández, Marques, Università di Évora; Nova Science Publishers, 2012), i reflui e altri effluenti organici rappresentano una fonte energetica significativa, e nuove tariffe garantite sono state introdotte nel 2007. Gli autori hanno indicato che la potenza elettrica installata da biogas rappresentava allora circa il 20% del potenziale di 229 MW, e l’utilizzo del biogas per la produzione di energia era in una fase iniziale.

Conclusioni

Per un investitore in Portogallo, la prima domanda non riguarda la tariffa per MWh, ma l’accesso alla capacità di allacciamento e il soddisfacimento dei requisiti di localizzazione. Per un confronto con il mercato polacco, si veda prezzi di riferimento OZE 2023; in Polonia è il prezzo di riferimento e l’asta a determinare la redditività, in Portogallo è l’assegnazione del titolo di riserva].

Fonti

  1. ECO — Governo anuncia concurso para centrais de biomassa injetarem eletricidade na rede (13.10.2023)
  2. Agroportal — Governo corta apoio a centrais de biomassa (27.05.2019)
  3. Malico, Hernández, Marques — From Waste to Energy. What is the current contribution of the Portuguese Biogas? (2012)
  4. APREN — Portaria n.º 425/2025/1