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Svizzera: fine delle tariffe garantite, impianto di biogas agricolo con contributo fino al 60% dell’investimento

La Svizzera, a partire dal 2022, sostituisce le tariffe garantite con contributi agli investimenti: 60% dei costi per gli impianti di biogas agricoli, 40% per quelli a biomassa legnosa e 20% per il biogas da discarica e gli impianti di depurazione (ARA).

Pubblicato 2 min di letturaRedazione FeedstockData

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Sala spotkań z dużym oknem na biogazownię i pola, drewniany stół z dokumentami i tabletem w miękkim świetle dnia.
Illustrazione: FeedstockData (IA, Google Gemini)

La Svizzera ha deciso di abbandonare il modello in cui il produttore di biogas riceve una tariffa fissa per kilowattora, optando per un contributo agli investimenti. Si tratta di una filosofia diversa rispetto a quella adottata in Polonia o Germania: lo Stato finanzia una parte dei costi di costruzione, mentre la vendita dell’energia avviene a prezzi di mercato.

Decisione del parlamento

Il 1° ottobre 2021 il parlamento ha deciso di sostituire le tariffe garantite con contributi agli investimenti. Il sistema delle tariffe cessa alla fine del 2022, mentre per gli impianti già operativi il sostegno continua secondo le regole precedenti. Per la biomassa sono stati aggiunti anche contributi ai costi di esercizio.

Progetto di regolamenti (consultazione dal 30 marzo 2022)

Il governo ha inviato in consultazione un progetto di regolamenti, che avrebbero dovuto entrare in vigore all’inizio del 2023. I contributi agli investimenti proposti per il biogas sono i seguenti:

Tipo di impianto Contributo sui costi ammissibili
biogas da biomassa agricola 60 %
biogas da legno e altri 40 %
impianti di depurazione (ARA), inceneritori di fanghi, biogas da discarica 20 %

I contributi ai costi di esercizio per la biomassa vengono erogati trimestralmente per ogni kWh immesso in rete; l’importo dipende dal tipo di impianto e dalla classe di potenza. La consultazione si concluderà l’8 luglio 2022 e gli strumenti di sostegno saranno in vigore fino alla fine del 2030.

Cosa significa in pratica

  • Le aziende agricole che costruiscono un impianto di biogas su letame e liquame possono ricevere la quota maggiore di contributo.
  • Gli impianti su biogas da discarica e quelli presso gli impianti di depurazione ricevono meno, poiché dispongono di altre fonti di finanziamento e di costi inferiori per la materia prima.
  • Il ricavo dall’energia non è garantito: dipende dal prezzo di mercato.

Le tariffe dei contributi ai costi di esercizio in rappen per kWh non sono qui indicate.

Differenza rispetto alla tariffa

Il contributo agli investimenti modifica il calcolo economico. Con la tariffa garantita, la banca valuta un flusso di ricavi prevedibile, mentre con il contributo agli investimenti una parte del capitale viene restituita subito dopo il completamento della costruzione. Tuttavia, il ricavo dall’energia dipende dal mercato e la redditività dai prezzi dell’elettricità e dai costi di esercizio, parzialmente coperti dai contributi operativi per la biomassa. Per l’agricoltore, questo rappresenta un incentivo a investire su letame e liquame; per l’operatore di un impianto di depurazione o di una discarica, dove la materia prima è gratuita, è sufficiente un livello inferiore di aiuto. Le tariffe definitive vanno verificate nei regolamenti, non nei materiali di consultazione.

Fonti

  1. ThinkGeoEnergy — Switzerland launches consultations on adapting funding instruments for renewables