Diritto e normativaAnalisi
Lituania: come viene sostenuta l'energia da biogas — tariffa per i piccoli impianti, aste per la premialità per il resto
In Lituania, gli impianti fino a 10 kW beneficiano di una tariffa fissa, mentre quelli più grandi, inclusi gli impianti di biogas agricolo, devono vincere un'asta per la premialità di mercato. Il biogas immesso nella rete gas ha un sistema separato di tariffe regolamentate.
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Il sistema lituano di sostegno all'energia da biogas si basa oggi su due principi: i piccoli impianti fino a 10 kW hanno una tariffa fissa, mentre tutti quelli più grandi, inclusi i tipici impianti di biogas agricolo, devono vincere un'asta per la premialità di mercato. Un percorso separato è riservato agli impianti che immettono biogas nella rete gas, i quali non sono soggetti alle gare per l'energia elettrica.
Due percorsi per l'energia elettrica
Secondo il rapporto EurObserv'ER, per gli impianti fino a 10 kW è prevista una tariffa tecnologica fissa, che copre il 50% dell'energia prodotta. Al di sopra di questa soglia, la premialità di mercato può essere ottenuta solo tramite asta. Per gli impianti di biogas, ciò significa che il percorso "dichiara l'impianto e percepisci una tariffa fissa" non è più disponibile per la stragrande maggioranza dei progetti.
La premialità di mercato funziona così: il produttore vende l'energia sul mercato e alla quotazione di mercato viene aggiunta la premialità ottenuta in asta. Nell'asta del 2019 è stato fissato un limite di offerta pari a 48,93 €/MWh per la premialità; questa viene corrisposta per 12 anni, a condizione che il progetto produca la quantità di energia concordata.
Aste dal 2019
La prima asta tecnologicamente neutra è stata annunciata il 2 settembre 2019, con scadenza per la presentazione delle offerte fissata al 25 novembre 2019. La quota disponibile era di 300 GWh e potevano partecipare impianti solari, eolici, a biogas e a biomassa (dettagli nella cronaca della prima tornata). Il calendario prevede ulteriori tornate:
- Pula aukcji
Biogas nella rete gas
Secondo lo stesso rapporto, il biogas immesso nella rete gas viene remunerato al di fuori del sistema delle aste per l'energia elettrica: le tariffe sono stabilite dal regolatore e l'operatore di rete ha l'obbligo di acquistare il biogas che soddisfa i requisiti qualitativi. Questa soluzione si avvicina alla logica delle tariffe fisse: il produttore conosce in anticipo il prezzo di acquisto. Per l'investitore, la scelta del percorso (cogenerazione con asta o immissione con tariffa regolamentata) influisce sull'intero modello del progetto, dalla dimensione dell'impianto allo sfruttamento del calore.
Cosa ne consegue
- Un impianto di biogas superiore a 10 kW non ha la garanzia di ottenere il sostegno, poiché vince l'offerta più economica in asta, non ogni richiedente.
- La premialità di mercato trasferisce al produttore il rischio del prezzo dell'energia, quindi sono importanti un funzionamento flessibile dell'unità e la vendita del calore.
- Con offerte a zero, come quelle presentate da almeno tre partecipanti nella prima tornata, aumenta la pressione sui costi per tutte le tecnologie, incluso il biogas.
- Per gli investitori che pianificano l'utilizzo del biogas per la cogenerazione, è fondamentale preparare il progetto (permessi, allacciamento) prima dell'annuncio della data dell'asta, poiché le date delle tornate sono comunicate nel calendario.
Confronto con altri Paesi della regione
Il modello lituano non è isolato: l'Estonia applica uno schema simile di premialità mobile corrisposta per 12 anni, mentre in Finlandia la tariffa per il biogas è stata chiusa all'inizio del 2019 ed è stata sostituita da un sistema di aste. In Polonia, invece, il biogas e la biomassa competono in categorie separate di aste. Il principio è comune: i Paesi stanno abbandonando le tariffe fisse a favore della concorrenza sui prezzi, e il biogas, che ha costi di combustibile più elevati rispetto all'eolico o al solare, risulta svantaggiato in assenza di una categoria tecnologica dedicata.
Esempio: come funziona la premialità di mercato
Per illustrare il meccanismo, si possono considerare due numeri ipotetici (non si tratta dei risultati delle aste). Se un produttore ha vinto con un'offerta di premialità pari a 30 €/MWh e il prezzo medio di mercato in un determinato periodo è di 50 €/MWh, il suo ricavo sarà dato dal prezzo di mercato più la premialità, ovvero 80 €/MWh (i dettagli dipendono dal contratto, tra l'altro, dal metodo di calcolo del prezzo di mercato). Un'offerta di "0 €/MWh" indica la disponibilità a realizzare il progetto senza sovvenzioni in un determinato scenario di prezzi.
Il tetto di 48,93 €/MWh funge da limite massimo di costo per il bilancio. Gli impianti di biogas che hanno costi di produzione più elevati devono confrontare il proprio costo con questo limite già in fase di studio di fattibilità: un progetto che necessita di una premialità superiore al tetto non ha possibilità di vittoria, indipendentemente dalla qualità della documentazione.
Cosa verificare nell'analisi del progetto
Prima di partecipare all'asta, è opportuno verificare tre aspetti: il livello minimo di produzione richiesto (la premialità è corrisposta solo se il progetto produce la quantità di energia concordata), le condizioni delle garanzie e le penali per il mancato rispetto dei termini, nonché la possibilità di vendere il calore per l'intero periodo di sostegno. Ciascuno di questi elementi influisce sulla premialità che un investitore può ragionevolmente offrire.
Fonti
Domande e risposte
Un impianto di biogas lituano da 1 MW può ottenere una tariffa fissa?
Non nel modello descritto nel rapporto EurObserv'ER: la tariffa fissa spetta agli impianti fino a 10 kW. Un impianto di biogas con potenza superiore a 10 kW può ottenere un premio di mercato esclusivamente partecipando a un'asta.




