Rifiuti ed economia circolareEvento
Australia: Piano Nazionale d’Azione nella Politica dei Rifiuti – Obiettivi al 2030
L’Australia ha adottato il National Waste Policy Action Plan 2019: tra gli obiettivi, il divieto di esportazione dei rifiuti, l’80% di recupero delle risorse e la riduzione del 50% dei rifiuti organici in discarica entro il 2030.
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L’8 novembre 2019 l’Australia ha adottato (nell’ambito dell’accordo tra i ministri dell’ambiente ad Adelaide) il National Waste Policy Action Plan – un piano d’azione nazionale che stabilisce sette obiettivi non vincolanti da raggiungere entro il 2030. I più rilevanti per il biogas e la gestione dei rifiuti sono: il divieto di esportazione dei rifiuti non trattati (plastica, carta, vetro, pneumatici), un recupero medio delle risorse pari all’80% e la riduzione del 50% della quantità di rifiuti organici conferiti in discarica.
Contesto: la crisi dell’export dei rifiuti
Il piano è stato elaborato in risposta ai cambiamenti nel mercato del riciclo. Dopo la restrizione delle importazioni di rifiuti da parte della Cina, gli enti locali e le aziende australiane hanno perso un mercato di sbocco per parte delle materie seconde. Il piano è stato sviluppato congiuntamente dal governo federale, dagli stati e dai territori, nonché dall’Australian Local Government Association (ALGA).
Obiettivi relativi ai rifiuti organici
Per i lettori di Substraty.pl, l’obiettivo più interessante riguarda i rifiuti organici: la riduzione del 50% dei rifiuti organici conferiti in discarica entro il 2030. Ciò si traduce direttamente in una maggiore domanda di impianti di compostaggio e di digestione anaerobica, e indirettamente in una riduzione delle emissioni di metano dalle discariche.
Altri obiettivi
Secondo la banca dati dell’IEA, il piano stabilisce sette obiettivi (la maggior parte con orizzonte al 2030; secondo il testo del piano, il ritiro delle plastiche problematiche è previsto entro il 2025, mentre il divieto di esportazione dei rifiuti entrerà in vigore dalla seconda metà del 2020):
- divieto di esportazione dei rifiuti plastici, cartacei, vetrosi e pneumatici,
- riduzione del 10% della quantità di rifiuti prodotti pro capite,
- recupero medio delle risorse pari all’80% da tutti i flussi di rifiuti,
- significativo aumento dell’utilizzo di materiali riciclati da parte dei governi e dell’industria,
- eliminazione delle plastiche problematiche e non necessarie,
- riduzione del 50% della quantità di rifiuti organici conferiti in discarica,
- garanzia di dati completi, nazionali e aggiornati sui rifiuti.\n
Limiti del piano
Il piano non è un atto normativo, ma un accordo tra i diversi livelli di governo. La sua attuazione dipende dagli stati, che decidono sulle tariffe di conferimento in discarica, sulla raccolta obbligatoria dei rifiuti organici e sulle licenze. Gli obiettivi dichiarativi richiedono strumenti finanziari e regolatori concreti.
Cosa significa per la Polonia
Il piano australiano illustra una situazione tipica: un obiettivo di recupero della frazione organica senza «risorse finanziarie» per gli impianti non è sufficiente. La Polonia, tuttavia, dispone in questo ambito di un quadro più rigoroso: la direttiva UE sui rifiuti richiede la raccolta differenziata dei rifiuti organici (a partire dalla fine del 2023, con deroghe in caso di impossibilità tecnica, ambientale ed economica), creando così le basi per gli investimenti negli impianti di biogas per il trattamento dei rifiuti.





