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CBAM: 1 ottobre 2023 l’avvio del periodo transitorio. I primi report degli importatori entro fine gennaio 2024

Dal 1° ottobre 2023 gli importatori di merci soggette al CBAM – tra cui fertilizzanti, cemento e acciaio – devono raccogliere dati sulle emissioni di CO₂ incorporate. I primi report trimestrali devono essere presentati entro il 31 gennaio 2024.

Pubblicato Aggiornato 3 min di letturaRedazione FeedstockData

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Promienie słońca przebijają chmury nad mokrą równiną rolniczą, w oddali niewielka biogazownia z zielonymi kopułami.
Illustrazione: FeedstockData (IA, Google Gemini)

Dal 1° ottobre 2023 è in vigore il primo stadio del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM). Gli importatori di cemento, energia elettrica, fertilizzanti, ferro e acciaio, alluminio e idrogeno devono raccogliere dati sulle emissioni di CO₂ incorporate nelle merci importate e presentare report trimestrali. Il primo di questi, relativo all’ultimo trimestre del 2023, è richiesto entro il 31 gennaio 2024. Non sono previsti pagamenti: i certificati CBAM inizieranno ad essere obbligatori a partire dal 2026. Per l’agricoltura è rilevante che rientrino nel meccanismo i fertilizzanti azotati.

Cosa cambia

Il regolamento di esecuzione della Commissione (UE) 2023/1773 definisce i dettagli della rendicontazione: formato, metodi di calcolo delle emissioni dirette e indirette di CO₂, modalità di considerazione del prezzo del carbonio pagato nel paese di origine e disposizioni transitorie. Durante il periodo transitorio, che durerà fino alla fine del 2025, sono ammesse metodologie semplificate per la determinazione delle emissioni, ma i requisiti verranno progressivamente inaspriti. Gli importatori devono ottenere i dati dai produttori extra-UE, il che rappresenta una sfida per molte aziende.

Per il mercato dei fertilizzanti, l’introduzione della rendicontazione aumenta la trasparenza: sarà possibile confrontare l’impronta di carbonio dei fertilizzanti provenienti da diverse fonti. Nel lungo periodo, l’importazione di fertilizzanti ad alta impronta di carbonio diventerà più costosa.

Rilevanza per il settore in Polonia

Gli importatori polacchi di fertilizzanti e di altre merci soggette al CBAM devono predisporre sistemi di raccolta dati, inclusi accordi con i fornitori. Gli agricoltori dovrebbero considerare che, in futuro, i prezzi dei fertilizzanti potrebbero essere influenzati anche dal costo delle emissioni di CO₂. Per gli impianti di biogas che vendono digestato, questo rappresenta un argomento commerciale, sebbene non si debba sopravvalutarne la portata: il digestato ha proprietà diverse rispetto ai fertilizzanti minerali e richiede una logistica specifica.

In prospettiva, è importante notare che il biogas e il biometano, in quanto gas rinnovabili, riducono il consumo di gas naturale nella produzione e nel riscaldamento, contribuendo indirettamente a diminuire i costi legati alle emissioni di CO₂ nell’ETS e nel CBAM.

A cosa prestare attenzione

Le aziende soggette al meccanismo dovrebbero verificare quali codici doganali rientrano nel regolamento, istituire procedure di raccolta dati e designare le persone responsabili della rendicontazione. Agricoltori e consulenti possono monitorare le variazioni dei prezzi dei fertilizzanti e i programmi di sostegno alla fertilizzazione organica.

Perché il periodo transitorio è importante

In questo lasso di tempo, gli importatori imparano a raccogliere i dati, mentre la Commissione testa il sistema e ottiene informazioni sulle emissioni reali di CO₂ nelle catene di approvvigionamento. I dati dei report serviranno a stabilire valori predefiniti e a eventuali correzioni dell’ambito di applicazione del meccanismo. Per gli agricoltori e i produttori di fertilizzanti, ciò significa che l’impatto definitivo del CBAM sui prezzi sarà noto solo dopo alcuni anni, ma la direzione dei cambiamenti – importazioni più costose con un’alta impronta di carbonio – è chiara.

Prossimi passi

Entro la fine del 2025, la Commissione concluderà i lavori sulle metodologie e sul sistema di registro. Per i fertilizzanti, sarà cruciale la definizione dei valori predefiniti delle emissioni di CO₂, poiché questi potrebbero influenzare il costo dell’importazione nel caso in cui il fornitore non fornisca dati reali.

Fonti

  1. Komisja Europejska — CBAM: okres przejściowy
  2. Rozporządzenie (UE) 2023/956 — EUR-Lex