Energia dai rifiutiEvento
Cina: piano 2021–2025 per l’infrastruttura dei rifiuti urbani. Obiettivo 800.000 t di incenerimento giornaliero
La NDRC e il Ministero dell’Edilizia hanno presentato il piano infrastrutturale per i rifiuti urbani per il periodo 2021–2025: capacità di incenerimento di 800.000 t al giorno e circa il 60% di recupero delle frazioni domestiche come materia prima.
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La Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma (NDRC) cinese, insieme al Ministero dell’Edilizia e dello Sviluppo Urbano, ha presentato nel maggio 2021 un piano per la costruzione di infrastrutture per la separazione e il trattamento dei rifiuti urbani nell’ambito del 14° piano quinquennale. Il piano prevede che, entro la fine del 2025, la capacità degli impianti di incenerimento raggiunga le 800.000 t di rifiuti al giorno, mentre circa il 60% dei rifiuti domestici nelle città sarà utilizzato come materia prima.
Obiettivi principali del piano
Secondo China Daily (resoconto Xinhua del 14 maggio 2021), il piano prevede per la fine del 2025:
- una capacità di incenerimento dei rifiuti pari a 800.000 t al giorno,
- il recupero di circa il 60% dei rifiuti domestici urbani (l’obiettivo è riportato anche dal servizio britannico Circular Online),
- una capacità di raccolta, separazione e trasporto dei rifiuti di circa 700.000 t al giorno.
Il documento individua inoltre le regioni prioritarie: l’area Pechino-Tianjin-Hebei con le zone limitrofe, il delta del Fiume Azzurro e l’area della Grande Baia Guangdong-Hong Kong-Macao.
L’incenerimento come pilastro del sistema
La Cina, dall’inizio del XXI secolo, sta abbandonando la discarica a favore degli impianti di incenerimento con recupero energetico. Il piano del 2021 ha confermato questa direzione. Per il biogas, ciò significa che l’incenerimento e la separazione alla fonte competono per lo stesso flusso: i rifiuti organici destinati a impianti dedicati (digestione anaerobica, compostaggio) non finiscono negli inceneritori, mentre i rifiuti residui presentano un potere calorifico più elevato.
Cosa hanno mostrato gli anni successivi
Un’analisi di Dialogue Earth (pubblicata anche su Eco-Business nel novembre 2025) riporta che, a giugno 2024, la Cina poteva incenerire circa 1 milione di t di rifiuti al giorno, ovvero — come scrive l’autore — il 34% in più rispetto a quanto previsto dal piano per il periodo 2021–2025. L’articolo non fornisce il valore di riferimento di tale obiettivo; considerando 800.000 t, l’eccedenza sarebbe di circa il 25%, quindi la discrepanza deriva probabilmente da una base di confronto diversa.
La stessa analisi evidenzia che oltre il 40% della capacità rimaneva inutilizzata e che i sussidi centrali vengono gradualmente eliminati: gli impianti collegati alla rete dal 2023 non ricevono più sussidi centrali, pertanto l’onere finanziario ricade sugli enti locali. I crediti delle società ambientali quotate in borsa ammontavano, nella prima metà del 2024, a 350 miliardi di yuan (114% dei loro ricavi operativi). I ricavi derivanti dai crediti CCER sono scesi a zero, poiché dal 2024 l’incenerimento dei rifiuti non è più idoneo per tali crediti. In pratica, il piano del 2021 si è rivelato facile da superare, mentre la sfida è diventata garantire l’approvvigionamento di rifiuti e il finanziamento.
Cosa significa per la Polonia/l’Europa
L’esempio cinese illustra il rischio di un’eccessiva espansione delle capacità termiche, noto anche nei dibattiti europei sugli inceneritori. Nella pianificazione regionale, è opportuno bilanciare le capacità di incenerimento con la gerarchia di gestione dei rifiuti e con il potenziale di raccolta differenziata dei rifiuti organici, che possono alimentare gli impianti di biogas.




