Energia dai rifiutiAnalisi

Impianti di incenerimento cinesi: eccesso di capacità, carenza di rifiuti e fine dei sussidi. Analisi

La Cina incenerisce già circa il 79% dei rifiuti urbani in circa 1.000 impianti, ma oltre il 40% della capacità inutilizzata. Perché l’espansione degli inceneritori si è scontrata con la carenza di rifiuti e la mancanza di fondi.

Pubblicato 6 min di letturaRedazione FeedstockData

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Ciepłownia odpadowa w polskim mieście o niebieskiej godzinie: podświetlona hala kotła, wysoki komin i rurociąg ciepłowniczy.
Illustrazione: FeedstockData (IA, Google Gemini)

L’espansione cinese degli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani rappresenta uno dei più grandi programmi infrastrutturali al mondo nella gestione dei rifiuti – e al contempo un esempio di eccessiva costruzione di capacità. Secondo un’analisi di Dialogue Earth del 13 novembre 2025 (ripresa da Eco-Business il 25 novembre), la capacità di incenerimento ha raggiunto nel giugno 2024 circa 1 milione di tonnellate di rifiuti al giorno, il 34% in più rispetto all’obiettivo del 14° piano quinquennale, ma oltre il 40% di questa capacità non viene utilizzata. Gli impianti non dispongono di sufficienti rifiuti e i loro ricavi sono in calo.

Scala della crescita

La quantità di rifiuti inceneriti è aumentata da 102 milioni di tonnellate nel 2018, corrispondenti al 45% dei rifiuti urbani, a 206 milioni di tonnellate nel 2024, ovvero il 79%. Il numero di impianti di incenerimento è cresciuto da 104 nel 2010 a circa 1.000. La Cina possiede circa due terzi della capacità mondiale di produzione di energia da rifiuti. La crescita è stata trainata da: mancanza di spazi per nuove discariche, partenariati pubblico-privati e finanziamenti tramite obbligazioni degli enti locali. La quantità di rifiuti urbani raccolti nelle città cinesi è aumentata da oltre 200 milioni di tonnellate nel 2016 a 262 milioni di tonnellate nel 2024.

Perché si è creata un’eccedenza

Le autorità cinesi annunciavano nel 2021 (Xinhua/China Daily, 14.05.2021) che entro la fine del 2025 la capacità di incenerimento dei rifiuti urbani avrebbe dovuto raggiungere 800.000 tonnellate al giorno. Dialogue Earth riporta invece che la capacità di 1 milione di tonnellate al giorno supera del 34% l’obiettivo del piano per il periodo 2021-2025; i due valori non possono essere conciliati senza conoscere la base esatta dell’obiettivo, pertanto li riportiamo separatamente. La distribuzione delle capacità è inoltre disomogenea: le città nella parte orientale del Paese (a est della cosiddetta linea Hu) hanno un eccesso di impianti di incenerimento, mentre nelle aree meno popolate questi scarseggiano. A ovest e in parte del nord-est, meno del 30% dei rifiuti dei piccoli centri viene gestito correttamente, rispetto all’obiettivo nazionale del 70% previsto dal piano per il periodo 2016-2020. Gli impianti esistenti e in costruzione nelle dieci province occidentali possono gestire i rifiuti di circa 210 milioni di persone, mentre queste province contano circa 300 milioni di abitanti.

Finanze: fine dei sussidi e ritardi nei pagamenti

Gli impianti di incenerimento si basavano su tre fonti di ricavo: la tariffa per l’accettazione dei rifiuti da parte degli enti locali, la vendita di energia (con un premio sotto forma di sussidi) e i crediti di emissione. Tutte e tre queste fonti si stanno indebolendo:

  • gli impianti allacciati alla rete dal 2023 non ricevono più sussidi centrali e l’onere è stato trasferito agli enti locali;
  • i pagamenti sono in ritardo: le società quotate in borsa del settore ambientale (principalmente rifiuti solidi e depurazione delle acque reflue) avevano nel primo semestre del 2024 crediti per 350 miliardi di yuan, pari al 114% dei loro ricavi operativi; l’autore definisce il problema come sistemico;
  • dal 2024, l’incenerimento dei rifiuti ha cessato di essere idoneo ai crediti CCER, pertanto le entrate da questa fonte sono scese a zero (la nuova metodologia ha ridotto la riduzione delle emissioni attribuita agli impianti di incenerimento, con preoccupazioni anche per l’inquinamento);
  • i certificati verdi per l’elettricità, con cui oggi si regolano gli attributi "verdi" dell’energia, sono venduti generalmente per pochi fen per kWh, poiché nel 2024 l’offerta è aumentata bruscamente mentre la domanda non ha tenuto il passo.

Risposta del settore e della politica

I sussidi sono stati ridotti gradualmente: nel 2019 il Ministero delle Finanze aveva annunciato una riduzione della percentuale di nuovi impianti idonei al sostegno, e dal 2020 il Ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente li taglia per gli impianti con emissioni non conformi o una gestione carente. L’autore dell’analisi indica che il settore dovrebbe garantire l’approvvigionamento di rifiuti agli impianti esistenti (migliorando il trasporto dei rifiuti urbani), includere nel sistema i rifiuti smaltiti al di fuori di esso e diversificare il flusso, ricorrendo ai rifiuti industriali. Everbright Environment ha scritto nel rapporto annuale del 2024 che deve cambiare orientamento per far fronte allo squilibrio tra offerta e domanda di rifiuti.

Come la raccolta differenziata influisce sugli inceneritori

Un’analisi precedente di Dialogue Earth del settembre 2023 mostra il meccanismo attraverso l’esempio di Shanghai, dove la raccolta differenziata obbligatoria è entrata in vigore nel luglio 2019. Nel 2018, gli inceneritori della città, lavorando al di sopra della capacità nominale di 2,81 milioni di tonnellate annue, hanno incenerito 3,86 milioni di tonnellate, mentre una quantità simile (3,87 milioni di tonnellate) è finita in discarica. Nel 2021, la città ha separato 6,46 milioni di tonnellate di rifiuti riciclabili e umidi (organici), pari al 54% del flusso rispetto al 21% del 2018; gli inceneritori avevano allora una capacità di 7,65 milioni di tonnellate annue e ne hanno incenerite 6,652 milioni. Nel maggio 2023, la società Laogang ha registrato 88 giorni di fermo in 12 forni, pari al 24% della capacità di quel mese. Secondo lo stesso testo, in tutta la Cina nel maggio 2023 sono stati registrati 8.499 "fermi programmati" (casi in cui almeno un forno di un impianto non era in funzione). La raccolta differenziata, il cui obiettivo è ridurre il flusso da incenerire, si scontra quindi con la necessità di saturare la capacità installata.

Prudenza nell’interpretazione

I dati provengono da due elaborazioni giornalistiche di Dialogue Earth basate su statistiche cinesi e dati aziendali; non li abbiamo verificati nell’annuario ufficiale. Gli indicatori di utilizzo della capacità dipendono dalla definizione (capacità nominale o disponibile) e dalla regione, mentre la discrepanza tra l’obiettivo di 800.000 tonnellate al giorno e il "34% oltre l’obiettivo" rimane irrisolta.

Alternative all’incenerimento

Dialogue Earth sottolinea che, al di fuori delle grandi città, molte aree rurali utilizzano ancora discariche non controllate o inceneritori rudimentali, mentre la raccolta nelle zone scarsamente popolate è costosa. Con l’eccesso di capacità di incenerimento, sorge quindi la domanda se continuare a costruire nuovi impianti o destinare le risorse alla raccolta fuori dalle città, al riciclo e al trattamento della frazione organica, ad esempio negli impianti di biogas. La risposta dipende dalla qualità della raccolta differenziata e da un finanziamento stabile delle tariffe per l’accettazione dei rifiuti, poiché i ricavi derivanti dall’energia non coprono i costi – questa è la nostra conclusione dalla struttura dei ricavi degli inceneritori descritta, non una tesi della fonte.

Cosa significa per la Polonia/l’Europa

Le discussioni polacche ed europee sugli inceneritori riguardano spesso la mancanza di capacità, ma l’esempio cinese mostra il rischio opposto: con l’aumento della raccolta differenziata e del riciclo, la domanda di incenerimento potrebbe scendere al di sotto della capacità installata. Nella pianificazione di nuovi impianti, è opportuno elaborare scenari di sensibilità alla riduzione del flusso di rifiuti indifferenziati e considerare la priorità per i rifiuti organici, che dovrebbero essere destinati agli impianti di biogas e ai compostatori, anziché all’incenerimento.

Fonti

  1. Dialogue Earth (Xu Nan, 13.11.2025), przedruk Eco-Business 25.11.2025 — What's behind China's waste incineration overcapacity?
  2. Dialogue Earth (Li Jiacheng, 4.09.2023) — Four years of waste sorting leaves China's incinerators short of fuel
  3. China Daily / Xinhua — China to improve urban garbage treatment (14.05.2021)